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Embroidered artwork for Isha Upanishad (La Visione dell'Unità Cosmica): Embroidered Om symbol above a brass diya, marigolds and a temple spire at sunrise

Isha Upanishad (La Visione dell'Unità Cosmica)

L’Isha Upanishad, Yajurveda 40: diciotto mantra sul vedere il Signore in tutte le cose, sul godere attraverso la rinuncia e sull’unire la conoscenza all’azione.

Versi

Oṃ Pūrṇamadaḥ Pūrṇamidaṃ Pūrṇāt Pūrṇamudaciate Pūrṇasia Pūrṇamādāia Pūrṇamevāvashishiate Oṃ Shāntiḥ Shāntiḥ Shāntiḥ

Verso 1

Oṃ Īshā Vāsiamidan Sarvaṃ Iatkiñcia Giagatiāṃ Giagat Tena Tiaktena Bhuñgīthā Mā Gṛdhaḥ Kasiasviddhanam

Verso 1

Kurvanneveha Karmāṇi Gigīvisheciataṃ Samāḥ Evaṃ Tvaii Nāniatheto'sti Na Karma Lipiate Nare

Verso 2

Asūriā Nāma Te Lokā Andhena Tamasā''vṛtāḥ Tāṃste Pretiābhigacianti Ie Ke Ciātmahano Gianāḥ

Verso 3

Anegiadekaṃ Manaso Giavīio Nainaddevā Āpnuvanpūrvamarshat Taddhāvato'niānatieti Tishṭhattasminnapo Mātarishvā Dadhāti

Verso 4

Tadegiati Tannaigiati Taddūre Tadvantike Tadantarasia Sarvasia Tadu Sarvasiāsia Bāhiataḥ

Verso 5

Iastu Sarvāṇi Bhūtāniātmanievānupashiati Sarvabhūteshu Ciātmānaṃ Tato Na Vigiugupsate

Verso 6

Iasminsarvāṇi Bhūtāniātmaivābhūdvigiānataḥ Tatra Ko Mohaḥ Kaḥ Shoka Ekatvamanupashiataḥ

Verso 7

Sa Pariagāciukramakāiamavraṇamasnāviran Shuddhamapāpaviddham Kavirmanīshī Paribhūḥ Svaiambhūriāthātathiato'rthān Viadadhāciāshvatībhiaḥ Samābhiaḥ

Verso 8

Andhaṃ Tamaḥ Pravishanti Ie'vidiāmupāsate Tato Bhūia Iva Te Tamo Ia U Vidiāiāṃ Ratāḥ

Verso 9

Aniadevāhurvidiaiā'niadāhuravidiaiā Iti Shushruma Dhīrāṇāṃ Ie Nastadviciaciakshire

Verso 10

Vidiāṃ Ciāvidiāṃ Cia Iastadvedobhaiaṃ Saha Avidiaiā Mṛtiuṃ Tīrtvā Vidiaiā'mṛtamashnute

Verso 11

Andhaṃ Tamaḥ Pravishanti Ie'sambhūtimupāsate Tato Bhūia Iva Te Tamo Ia U Sambhūtiān Ratāḥ

Verso 12

Aniadevāhuḥ Sambhavādaniadāhurāsambhavāt Iti Shushruma Dhīrāṇāṃ Ie Nastadviciaciakshire

Verso 13

Sambhūtiṃ Cia Vināshaṃ Cia Iastadvedobhaiaṃ Saha Vināshena Mṛtiuṃ Tīrtvā Sambhūtiā'mṛtamashnute

Verso 14

Hiraṇmaiena Pātreṇa Satiasiāpihitaṃ Mukham Tattvaṃ Pūshannapāvṛṇu Satiadharmāia Dṛshṭaie

Verso 15

Pūshannekarshe Iama Sūria Prāgiāpatia Viūha Rashmīn Samūha Tegiaḥ Iatte Rūpaṃ Kaliāṇatamaṃ Tatte Pashiāmi Io'sāvasau Purushaḥ So'hamasmi

Verso 16

Vāiuranilamamṛtamathedaṃ Bhasmāntan Sharīram Oṃ Krato Smara Kṛtan Smara Krato Smara Kṛtan Smara

Verso 17

Agne Naia Supathā Rāie Asmān Vishvāni Deva Vaiunāni Vidvān Iuiodhiasmaggiuhurāṇameno Bhūiishṭhāṃ Te Namauktiṃ Vidhema

Verso 18

Linee Guida per il Culto e Benefici del Canto (Phalashruti)

Phalashruti
Giorno Propizio

Sunday (Raviwar)

Momento Ideale (Muhurta)

Sunrise (Pratahkal) & Brahma Muhurta

Offerte Sacre

Arghya (water in copper vessel), Red flowers (Hibiscus), Sandalwood & Akshat

Benefici Spirituali (Phalashruti)Phalashruti
  • Vitality, radiant health (Arogya), and eye strength
  • Removal of planetary afflictions (Surya Dosha) and career obstacles

Contesto

L'Isha Upanishad prende il nome dalla sua prima parola, isha, il Signore supremo. È l'ultimo capitolo, il capitolo 40, della Vajasaneyi Samhita dello Shukla Yajurveda, e fa dunque parte del testo vedico dei mantra stessi e non di un successivo Brahmana o Aranyaka. Ha diciotto mantra, ed è per questo una delle più brevi tra le Upanishad, ma anche una delle più citate. Il suo insegnamento è un'unica idea volta verso diverse luci. Il Signore pervade ogni cosa, perciò si deve godere del mondo attraverso la rinuncia e non bramare ciò che appartiene ad altri. Azione e conoscenza, il manifesto e il non manifesto, vanno tenuti insieme, e gli ultimi mantra sono preghiere a Pushan, il Sole, e ad Agni. L'invocazione di pace tradizionale, Purnamadah purnamidam, si recita prima della Upanishad e compare per prima in questa pagina. Adi Shankaracharya scrisse un commento all'Isha, che la sua tradizione colloca tra le Upanishad principali.

Lo sapevi?

L’invocazione di pace iniziale

Purnamadah purnamidam afferma che quello è completo, questo è completo, e dal completo sorge il completo. Quando il completo viene tolto dal completo, resta il completo. Questa invocazione si canta prima dell’Upanishad e figura come primo verso di questa pagina.

Godere attraverso la rinuncia (mantra 1)

Isha vasyam idam sarvam afferma che il Signore riveste tutto ciò che si muove nel mondo. Tena tyaktena bhunjitha, ma gridhah kasya svid dhanam invita quindi a godere attraverso la rinuncia e a non bramare la ricchezza di nessuno.

Né odio né dolore (mantra 6 e 7)

Chi vede tutti gli esseri nel Sé e il Sé in tutti gli esseri non prova avversione verso alcuno. Per colui per il quale tutti gli esseri sono divenuti il Sé, il mantra 7 chiede quale illusione e quale dolore possano esistere.

Due vie tenute insieme (mantra 9-14)

I mantra 9-11 parlano di vidya e avidya, e i mantra 12-14 del manifesto e del non manifesto. Nella lettura di Shankara, avidya è l’azione rituale e vidya è la meditazione sul divino. Chi conosce entrambe attraversa la morte con l’una e raggiunge l’immortalità con l’altra.

Svelare il volto della verità (mantra 15 e 16)

Il mantra 15 prega che il volto della verità, nascosto da un vaso d’oro, sia svelato da Pushan, il Sole. Nel mantra 16 il veggente dice che la persona nel sole è anche egli stesso, yo 'sau asau purushah so 'ham asmi. Il mantra 17 è una preghiera per l’ora della morte, e il mantra 18 chiede ad Agni di guidarci per il sentiero buono.

Insegnamenti Collegati

Lo stesso insegnamento, riecheggiato in diverse tradizioni