Il Puruṣasūkta
Inno all'Essere Cosmico
Questo testo è un inno sacro della tradizione vedica, noto come Puruṣasūkta. Esso celebra il Puruṣa, l'essere cosmico da cui tutto l'universo ha origine, e viene recitato per ottenere pace, prosperità e illuminazione spirituale.
Versi
Inizia ora l’Inno dell’Uomo Cosmico.
Verso 1
Om. Invochiamo quella gioia e pace, che sia via per il sacrificio, via per il signore del sacrificio; la divina benedizione sia su di noi.
Verso 2
Benedizione sugli uomini; che la medicina salga in alto; pace per gli esseri bipedi, pace per i quadrupedi.
Verso 3
Om. Pace, pace, pace.
Verso 4
Hari Om.
Verso 5
Om. L’Uomo Cosmico ha mille teste, mille occhi, mille piedi.
Verso 6
Egli, avvolgendo la terra da ogni parte, la supera ancora di dieci dita.
Verso 7
Questo intero universo è l’Uomo Cosmico: tutto ciò che è stato e tutto ciò che sarà.
Verso 8
Egli è anche il signore dell’immortalità, poiché trascende ogni cibo.
Verso 9
Tanta è la sua grandezza, eppure l’Uomo Cosmico è ancora più grande di questo.
Verso 10
Un quarto di lui sono tutti gli esseri; tre quarti sono l’immortale nel cielo.
Verso 11
Con tre quarti l’Uomo Cosmico ascese in alto; un quarto di lui rinasce qui.
Verso 12
Da ciò si diffuse in ogni direzione, penetrando ciò che mangia e ciò che non mangia.
Verso 13
Da lui nacque la Virāj, e dalla Virāj l’Uomo Cosmico.
Verso 14
Nato, Egli superò ogni cosa: dietro di sé la terra, e davanti a sé ancora.
Verso 15
Quando gli dèi, con l’Uomo Cosmico come offerta, estesero il sacrificio,
Verso 16
la primavera fu il suo burro, l’estate la legna, l’autunno l’offerta.
Verso 17
Sette furono i recinti del sacrificio, tre volte sette i legni preparati.
Verso 18
Quando gli dèi, compiendo il sacrificio, legarono l’Uomo Cosmico come vittima.
Verso 19
Cosparsero quell’offerta, l’Uomo Cosmico nato all’inizio, sul giunco sacro.
Verso 20
Con lui gli dèi sacrificarono, i Sādhya e i saggi.
Verso 21
Da quel sacrificio, offerto interamente, fu raccolto il burro cagliato.
Verso 22
Egli creò gli animali dell’aria, quelli della foresta e quelli del villaggio.
Verso 23
Da quel sacrificio, offerto interamente, nacquero gli Ṛc e i Sāman.
Verso 24
Da esso nacquero i metri poetici; da esso nacque lo Yajus.
Verso 25
Da esso nacquero i cavalli e tutti gli animali con due file di denti.
Verso 26
Da esso nacquero i bovini; da esso nacquero le capre e le pecore.
Verso 27
Quando divisero l’Uomo Cosmico, in quante parti lo disposero?
Verso 28
Che cosa divenne la sua bocca? Che cosa le sue braccia? Che cosa le sue cosce? Come sono chiamati i suoi piedi?
Verso 29
Il brāhmaṇa fu la sua bocca; il rājanya (guerriero) fu fatto dalle sue braccia.
Verso 30
Le sue cosce divennero il vaiśya; dai suoi piedi nacque lo śūdra.
Verso 31
La luna nacque dalla sua mente; il sole nacque dai suoi occhi.
Verso 32
Dalla sua bocca nacquero Indra e Agni; dal suo respiro nacque Vāyu.
Verso 33
Dal suo ombelico venne lo spazio intermedio; dal suo capo si formò il cielo.
Verso 34
Dai suoi piedi la terra, dalle sue orecchie le direzioni; così essi disposero i mondi.
Verso 35
Io conosco questo grande Uomo Cosmico, di colore solare, al di là delle tenebre.
Verso 36
Il saggio, avendo distinto tutte le forme e dato loro nomi, siede proclamando ciò che è.
Verso 37
Il Creatore lo portò avanti; il potente Śakra conosce le quattro direzioni.
Verso 38
Chi conosce così Lui diventa immortale qui; non c’è altra via per andare oltre.
Verso 39
Con il sacrificio gli dèi sacrificarono al sacrificio; quelle furono le prime norme.
Verso 40
Quei potenti raggiungono il cielo, dove gli antichi Sādhya, gli dèi, dimorano.
Verso 41
Om. Omaggio a Nārāyaṇa.
Verso 42
Questo è l’Uttara-Nārāyaṇa (la sezione successiva su Nārāyaṇa).
Verso 43
Nato dalle acque, dall’essenza della terra, dall’universale Creatore, Egli si manifestò.
Verso 44
Tvaṣṭr, plasmando la sua forma, si avvicina a Lui; questo intero universo è la manifestazione primordiale dell’Uomo Cosmico.
Verso 45
Io conosco questo grande Uomo Cosmico, di colore solare, al di là delle tenebre.
Verso 46
Chi conosce così Lui diventa immortale qui; non c’è altra via per andare oltre.
Verso 47
Il Signore delle creature si muove dentro il grembo; pur non nascendo, nasce in molte forme.
Verso 48
I saggi conoscono la sua origine; cercano l’orma dei raggi di luce, i conoscitori del Veda.
Verso 49
Colui che risplende sugli dèi, che è il sacerdote principale degli dèi,
Verso 50
nato prima degli dèi, omaggio a Lui, la luce, il Brahman.
Verso 51
Generando la luce del Brahman, gli dèi all’inizio dissero questo:
Verso 52
“Chiunque, come brāhmaṇa, conosca così Lui, gli dèi saranno sotto il suo controllo.”
Verso 53
La vergogna e la prosperità sono le tue due spose; il giorno e la notte sono i tuoi fianchi.
Verso 54
Le costellazioni sono la tua forma; gli Aśvin sono la tua bocca spalancata; accetta ciò che è desiderato, accetta questo, accetta tutto.
Verso 55
Om. Invochiamo quella gioia e pace, che sia via per il sacrificio, via per il signore del sacrificio; la divina benedizione sia su di noi.
Verso 56
Benedizione sugli uomini; che la medicina salga in alto; pace per gli esseri bipedi, pace per i quadrupedi.
Verso 57
Om. Pace, pace, pace.
Verso 58
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Il Puruṣasūkta è un inno vedico che fa parte del Ṛgveda (X, 90), uno dei testi sacri più antichi dell'India. Descrive il sacrificio cosmico del Puruṣa, l'essere primordiale, dalla cui immolazione hanno origine l'universo, gli esseri viventi, le classi sociali e i Veda stessi. Tradizionalmente viene recitato in contesti rituali e devozionali, specialmente durante il culto di Viṣṇu o Nārāyaṇa, e spesso accompagnato da offerte e meditazione. La sua recitazione è considerata un atto di lode e di unione con il divino.
Lo sapevi?
Cosmologia del Purusha
Il Purusha Sukta descrive un essere cosmico primordiale, il Purusha, con mille teste, mille occhi e mille piedi. Questo essere non è un dio personale, ma il principio universale che pervade tutto il creato, sia passato che futuro, e che trascende persino l'immortalità.
Il sacrificio cosmico
La creazione del mondo avviene attraverso il sacrificio del Purusha da parte degli dèi. Le stagioni diventano gli ingredienti del sacrificio (burro, legna, offerta), e dal suo corpo smembrato nascono gli animali, i Veda (Rig, Sama, Yajur), e le quattro caste (varna).
Origine delle caste (varna)
Dal corpo del Purusha vengono create le quattro classi sociali: dalla bocca il brahmino (sacerdote), dalle braccia lo kshatriya (guerriero), dalle cosce il vaishya (commerciante), e dai piedi lo shudra (servitore). Questo passaggio è alla base del sistema varṇāśrama, ma nel testo originale non ha connotazioni negative: è una descrizione dell'ordine cosmico.
Nascita degli dèi e degli astri
Dal Purusha nascono anche le divinità e gli elementi naturali: dalla mente sorge la luna, dagli occhi il sole, dalla bocca Indra e Agni, dal respiro Vayu. Il cielo viene dalla testa, la terra dai piedi, e lo spazio intermedio dall'ombelico. Ogni parte del cosmo corrisponde a una parte del corpo divino.
Il significato filosofico
Il Purusha è descritto come 'grande, di colore solare, al di là delle tenebre'. Conoscerlo rende immortali, e non c'è altra via per la liberazione. Questo inno è alla base della scuola Vedanta e del concetto di Purusha nel Samkhya, dove rappresenta la coscienza pura distinta dalla materia (Prakriti).
Uso liturgico e devozionale
Il Purusha Sukta viene recitato quotidianamente in molti templi e cerimonie induiste, specialmente durante i riti di purificazione e le oblazioni. La versione qui include anche l'Uttara Narayana (versi 41–54), un'aggiunta successiva che collega il Purusha a Narayana (Vishnu), mostrando l'evoluzione del testo verso il teismo visnuita.
Vishnu
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