Om Namo Narayanaya
La grandezza del mantra di otto sillabe
Questo è un insegnamento sacro tratto dal Narasiṃha Purāṇa in cui il saggio Vyāsa spiega al figlio Śuka la gloria del mantra di otto sillabe 'Oṃ Namo Nārāyaṇāya'. Il testo descrive come recitarlo, quali benefici offre (purificazione, saggezza, liberazione dal ciclo delle rinascite) e perché è considerato il mantra supremo per i devoti di Viṣṇu.
Versi
Sri Shuka disse: O caro padre, costantemente devoto a Vishnu, cantando cosa ci si libera dalle sofferenze del mondo materiale (samsara)? Per il bene di tutti, per favore dimmelo, o padre.
Verso 1
Vyasa disse: Proclamerò il mantra di otto sillabe, il migliore di tutti i mantra, cantando il quale un mortale si libera dai legami della nascita e del mondo materiale (samsara).
Verso 2
Meditando con mente concentrata su Vishnu, che risiede nel mezzo del loto del cuore e tiene la conchiglia, le ruote e la mazza, il due volte nato (dvija) deve eseguire il canto.
Verso 3
In un luogo solitario e disabitato, o davanti alla divinità di Vishnu, o vicino all'acqua, si deve cantare il mantra di otto sillabe, stabilendo fermamente Vishnu nel proprio cuore.
Verso 4
Di questo mantra di otto sillabe, il saggio (rishi) è Narayana stesso, il metro è la divina Gayatri, e l'anima suprema (Paramatma) è la divinità presiedente.
Verso 5
Si dice che la sillaba 'Om' sia di colore bianco, la sillaba 'Na' sia rossa, la sillaba 'Mo' sia di colore nero, e la sillaba 'Nā' sia rossa.
Verso 6
La sillaba 'Rā' ha la tonalità dello zafferano, si dice che la sillaba 'Ya' sia gialla. La sillaba 'Nā' (ṇā) ha la tonalità scura del collirio, e la sillaba 'Ya' è multicolore.
Verso 7
"Om Namo Narayanaya" è il mantra che realizza tutti gli scopi. O caro, per i devoti che lo cantano, esso concede i frutti del cielo e della liberazione. Questo mantra eterno è perfezionato con il Pranava (Om) dei Veda.
Verso 8
Distruttore di tutti i peccati, glorioso e il migliore tra tutti i mantra; mentre si canta questo mantra di otto sillabe, ci si dovrebbe ricordare del Signore Narayana.
Verso 9
Cantandolo regolarmente alla fine delle devozioni del crepuscolo (sandhya), si è completamente liberati da tutti i peccati. Questo è in effetti il mantra supremo, questa è in effetti la penitenza suprema.
Verso 10
Questa è in effetti la liberazione suprema, questo è dichiarato essere il cielo. Questa essenza è stata estratta dai segreti di tutti i Veda.
Verso 11
Anticamente, dal Signore Vishnu stesso, per il bene dei Suoi devoti (vaishnava) e dell'umanità, questo fu concesso. Sapendo ciò, il saggio brahmano (vipra) dovrebbe ricordare questo mantra di otto sillabe.
Verso 12
Dopo essersi bagnati ed essere diventati puri, in un luogo pulito, si dovrebbe cantare per la purificazione dei peccati. Durante il canto, il fare carità, il compiere sacrifici del fuoco, il camminare, e durante i momenti di meditazione e le festività, [ci si dovrebbe ricordare di esso].
Verso 13
Si dovrebbe cantare il mantra di Narayana prima e dopo qualsiasi azione. Si dovrebbe cantarlo mille o centomila volte, essendo puri e con una mente concentrata.
Verso 14
Ogni mese il dodicesimo giorno (Dvadashi), il devoto di Vishnu, il migliore dei due volte nati, essendosi bagnato ed essendo diventato puro, che canta "Namo Narayana" cento volte [raggiunge lo stato supremo].
Verso 15
Colui che adora il Signore Vishnu con profumo (sandalo), fiori, ecc., e recita questo mantra, raggiunge il Supremo Signore Narayana, che è privo di ogni afflizione.
Verso 16
Anche colui che ha commesso gravi peccati viene liberato, senza alcun dubbio, se recita questo mantra tenendo il Signore Hari nel suo cuore.
Verso 17
Purificato da tutti i peccati, egli raggiunge lo stato supremo. Con il primo lakh (centomila ripetizioni), si ottiene la purificazione del sé.
Verso 18
Con il secondo lakh, si ottiene la maestria (siddhi) du mantra. Con il terzo lakh, si raggiunge il mondo celeste (Svargaloka).
Verso 19
Con il quarto lakh, si ottiene la vicinanza al Signore Hari. Con il quinto lakh, si ottiene la conoscenza pura e immacolata.
Verso 20
Allo stesso modo, con il sesto lakh, la mente diventa stabile in Vishnu. Con il settimo lakh, si realizza la propria vera natura.
Verso 21
Con l'ottavo lakh, si raggiunge la liberazione (Nirvana). Stabilito nel proprio dovere (dharma), il migliore dei nati due volte (dvija) deve eseguire la recitazione.
Verso 22
Questo mantra di otto sillabe concede il successo a chi lo recita con diligenza. I cattivi sogni, gli asura (demoni), i pishacha (fantasmi), i serpenti e i brahma-rakshasa...
Verso 23
...non si avvicinano a colui che recita, né i ladri, le piccole afflizioni o le ansie mentali. Con mente concentrata e imperturbata, il devoto di Vishnu fermo nei suoi voti...
Verso 24
...deve recitare il mantra di Narayana, che allontana la paura della morte. Questo è il supremo tra i mantra e la divinità delle divinità.
Verso 25
Il mantra di otto sillabe che inizia con Om è il segreto più profondo di tutti i segreti. Esso dona lunga vita, ricchezza, figli, bestiame, conoscenza e grande fama.
Verso 26
Recitando questo, l'uomo ottiene Dharma (rettitudine), Artha (ricchezza), Kama (desiderio) e Moksha (liberazione). Questo è vero e giusto, come dimostrato dagli insegnamenti dei Veda.
Verso 27
Questa forma di mantra porta senza dubbio il siddhi (perfezione/successo) agli esseri umani. Saggi, antenati, dei, siddha, asura e rakshasa...
Verso 28
...hanno raggiunto la suprema perfezione recitando proprio questo supremo mantra. Colui che, conoscendo il momento della sua morte secondo le scrittures, lo recita alla fine della sua vita, raggiunge la suprema dimora di Vishnu.
Verso 29
"Narayanaya Namah" è l'unica verità, il mantra che distrugge il terribile veleno dell'esistenza mondana (samsara). Ascoltino coloro che hanno una mente nobile, gioiosi e privi di attaccamento! Con le braccia alzate, proclamo questo ad alta voce!
Verso 30
Alzando le braccia oggi parlo con assoluta verità: O figlio, o discepoli, ascoltate! Non c'è mantra superiore al mantra di otto sillabe (Ashtakshara).
Verso 31
È vero, è vero, ancora una volta è vero, dichiarato a braccia alzate: non c'è scrittura superiore ai Veda, né c'è divinità superiore a Keshava.
Verso 32
Dopo aver analizzato tutte le scritture e aver riflettuto su di esse ripetutamente, si giunge a questa unica e ben stabilita conclusione: Narayana deve essere sempre meditato.
Verso 33
Così, tutto questo che conferisce merito è stato detto ai tuoi discepoli, e varie storie sono state da me narrate; adora dunque Janardana.
Verso 34
Recita questo mantra di otto sillabe, che distrugge tutte le sofferenze, o figlio di grande intelligenza, se desideri ottenere la perfezione (siddhi).
Verso 35
Quegli uomini che leggono questo inno, uscito dalla bocca di Vyasa, durante i tre momenti di transizione del giorno (mattina, mezzogiorno e sera), attraversano senza timore l'oceano dell'esistenza mondana (Samsara), come cigni reali dalle pulite piume bianche.
Verso 36
Così termina il diciassettesimo capitolo, intitolato La Grandezza del Mantra di Otto Sillabe (Ashtakshara Mahatmya), nel glorioso Narasimha Purana.
Verso 37
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Questo brano è tratto dal Narasiṃha Purāṇa, un'antica scrittura indiana appartenente al genere dei Purāṇa, testi che raccolgono miti, insegnamenti e pratiche spirituali. Il dialogo è ambientato tra il saggio Śuka e suo padre Vyāsa, il celebre compilatore dei Veda e del Mahābhārata. Il testo è tradizionalmente recitato dai devoti di Viṣṇu (vaiṣṇava) come parte della meditazione e del canto del mantra, specialmente durante le pratiche di purificazione, nei digiuni come l'Ekādaśī, o in momenti di raccoglimento solitario. L'insegnamento è considerato un'istruzione diretta sulla potenza del mantra 'Oṃ Namo Nārāyaṇāya', venerato come il più alto tra i mantra.
Lo sapevi?
Origine del mantra
Questo dialogo è tratto dal Narasiṃha Purāṇa, dove il saggio Vyāsa spiega al figlio Śuka il potere del mantra “Oṃ Namo Nārāyaṇāya”. Il mantra è composto da otto sillabe (aṣṭākṣara) ed è considerato il più alto tra tutti i mantra.
Colori per la meditazione
I versi 6‑7 descrivono i colori associati a ciascuna sillaba: Oṃ è bianco, Na è rosso, Mo è nero, Nā è rosso, Rā è color zafferano, Yā è giallo, Ṇā è color antimonio, Ya è multicolore. Questa visualizzazione aiuta a concentrare la mente durante la recitazione.
Benefici progressivi
I versi 18‑22 elencano i risultati ottenuti recitando il mantra in lotti di centomila (lakṣa): dopo il primo lakh l’anima si purifica, dopo il secondo si ottiene la perfezione del mantra, dopo il terzo si va in cielo, dopo il quarto si raggiunge la vicinanza di Viṣṇu, dopo il quinto la conoscenza pura, dopo il sesto la mente stabile in Lui, dopo il settimo la realizzazione della propria natura, dopo l’ottavo il nirvāṇa.
Protezione e rimozione dei peccati
Il mantra è dichiarato capace di rimuovere ogni peccato, anche i più gravi (mahāpātaka). Protegge chi lo recita da sogni cattivi, demoni, serpenti e ladri (v. 23). Per questo è definito “il mantra supremo” e “il più segreto dei segreti” (v. 25).
Dichiarazione solenne
Negli ultimi versi Vyāsa alza le braccia e proclama: “Non c’è dharma superiore ai Veda, non c’è dio superiore a Keśava (Viṣṇu), non c’è mantra superiore all’aṣṭākṣara” (vv. 31‑32). Conclude che meditare sempre su Nārāyaṇa è l’essenza di tutte le scritture.
Vishnu
Altro da Induismo
Vedi tuttoInsegnamenti Collegati
Lo stesso insegnamento, riecheggiato in diverse tradizioni
