Dhanvantari Stotra di Shalivaktrapura
Un inno devozionale a Dhanvantari, il dio della medicina, che ne loda gli attributi divini e chiede protezione da malattie, sofferenze e afflizioni spirituali.
Versi
Inno a Dhanvantari, signore di Shalivaktrapura. O supremo medico, amato da Lakshmi, dimora di Shalivaktrapura, proteggi me, afflitto da attaccamento, malattie e simili, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 1
O Madhava, che porti la conchiglia, il disco, il vaso di nettare e la sanguisuga, o oceano di compassione, proteggimi rapidamente, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 2
O Govinda, sostegno di tutto, rimuovi di ogni angoscia, o Mahavishnu, proteggi me, agitato, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 3
O di colore scuro, eternamente beato, signore di Shalitundapura, o amico dell'universo, proteggi me, afflitto, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 4
O Janardana, signore del mondo, dagli occhi di loto, che rimuovi la febbre, o tenero verso i devoti, proteggi me, rifugiato, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 5
O eterno, dimora delle virtù, distruttore di tutte le malattie, o oceano di misericordia, proteggi me, afflitto dal dolore, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 6
O pacifico, dimora di Shalimukhagara, dal volto simile alla luna autunnale, o oceano di gioia, proteggi me, privo di beni, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 7
O signore di coloro che si nutrono di nettare, distruttore di tutte le sofferenze del mondo, o Keshava, o tu che tieni il nettare in mano, proteggi me, tormentato, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 8
O Vasudeva, Hrishikesha, distruttore di tutte le malattie, o adornato di ghirlanda silvestre, proteggi me, misero, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 9
O Narayana, oceano di compassione, o signore, dimora di Shalimukhalaya, o Padmanabha, o Murari, proteggi me, o Dhanvantari, o Hari.
Verso 10
O datore di impavidità a coloro che sono afflitti da malattie, o oceano di benevolenza, o forma del signore dei medici, o cumulo di benevolenza, o signore di Lakshmi, proteggi me, o Dhanvantari, o Hari, o Murari.
Verso 11
O signore dell'oceano di latte, che porti la conchiglia, il disco, il nettare e la sanguisuga, o compassionevole, signore di Shalimukhalaya, o rimuovi di tutte le malattie, o supremo medico, proteggimi continuamente, o Dhanvantari, o Hari, o Murari.
Verso 12
Così termina l'inno a Dhanvantari, signore di Shalivaktrapura.
Verso 13
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Questo inno (stotra) è dedicato a Dhanvantari, il divino medico, considerato un’incarnazione di Vishnu. Appartiene alla tradizione induista, in particolare alla corrente vaishnava, e viene tradizionalmente recitato per invocare la guarigione e la protezione dalle malattie. Il testo è associato al luogo sacro di Shalivaktrapura, menzionato nel titolo, e viene utilizzato in pratiche devozionali quotidiane o in occasioni di preghiera per la salute.
Lo sapevi?
Divinità e origine
Dhanvantari è il medico divino della mitologia indiana, considerato un’incarnazione di Vishnu. Secondo la tradizione, emerse dall’oceano di latte durante il samudra manthan (frastagliamento dell’oceano) reggendo un vaso di nettare (sudha), simbolo di guarigione e immortalità.
Il tempio di Shalivaktrapura
Questo stotra è dedicato a Dhanvantari nella sua dimora di Shalivaktrapura (o Shalimukha), un antico santuario nel Tamil Nadu meridionale. Il luogo è famoso per il suo tempio dedicato a Dhanvantari, meta di pellegrinaggio per chi cerca la guarigione da malattie.
Struttura e invocazione
Ogni verso si conclude con la frase «pāhi māṃ Dhanvantare Hare» («proteggimi, o Dhanvantari, o Hari»). Questa ripetizione unisce il nome del dio medico a quello di Vishnu (Hari), sottolineando la loro identità e la richiesta costante di protezione fisica e spirituale.
Epiteti medici e divini
Il testo alterna appellativi di Vishnu (Govinda, Keshava, Narayana) a titoli legati alla medicina, come bhishagvara («migliore dei medici») e sarvāmayāpaha («che rimuove ogni malattia»). Questa fusione mostra come la guarigione sia vista come un atto divino.
La sanguisuga come strumento
Nei versi 2 e 11 si menziona la jaluka (sanguisuga), che Dhanvantari tiene in mano insieme a conchiglia, disco e vaso di nettare. Nell’antica medicina ayurvedica, le sanguisughe erano usate per salassi terapeutici, un dettaglio che collega la divinità a pratiche mediche concrete.
Vishnu
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