Il Kavacham della Dea (Corazza della Dea)
Questo componimento è un inno di protezione (kavacham) dedicato alla Dea, tratto dall'antico testo induista Devī Māhātmya. Viene recitato per chiedere la salvaguardia divina su ogni parte del corpo e su ogni aspetto della vita, invocando le diverse forme della Dea e le sue consorti.
Versi
Inizia l’armatura della Dea.
Verso 1
Om. Questo è il sacro scudo della gloriosa Chandika.
Verso 2
Brahma ne è il veggente; il metro è anushṭup; la divinità è Chamunda. Le madri menzionate nell’aṅganyāsa sono il seme; le divinità che proteggono le direzioni sono l’essenza. Si recita per la gioia della Madre del mondo, come parte della lettura del Saptashati.
Verso 3
Om, omaggio a Chandika.
Verso 4
Markandeya disse: O nonno, ciò che è il segreto supremo nel mondo, che protegge tutti gli uomini, e che non è stato rivelato a nessuno, dimmelo.
Verso 5
Brahma disse: O saggio, esiste un’armatura della Dea, santissima, più segreta di ogni altra, benefica per tutti gli esseri. Ascoltala, o grande muni.
Verso 6
La prima è Shailaputri, la seconda Brahmacharini, la terza Chandraghanta, la quarta Kushmanda.
Verso 7
La quinta è Skandamata, la sesta Katyayani, la settima Kalaratri, l’ottava Mahagauri.
Verso 8
La nona è Siddhidatri: così sono proclamate le nove Durghe. Questi nomi sono stati rivelati dallo stesso grande Brahma.
Verso 9
Coloro che, bruciati dal fuoco, entrano in battaglia in mezzo ai nemici, o in situazioni avverse e pericolose, e spaventati cercano rifugio.
Verso 10
Per loro non nasce alcuna sventura nella difficoltà della battaglia; non vedo per lui alcuna calamità, né dolore, né paura.
Verso 11
Coloro che con devozione ti ricordano, certamente ottengono prosperità. O Dea sovrana, coloro che ti ricordano, tu li proteggi, senza dubbio.
Verso 12
Chamunda dimora sui cadaveri, Varahi sul bufalo, Indra sull’elefante, Vishnu sul Garuda.
Verso 13
Maheshvari sul toro, Kaumari sul pavone, Lakshmi, la Dea dal loto in mano, amata da Vishnu, siede sul loto.
Verso 14
La Dea dalla forma bianca, Ishvari sul toro, Brahmi sul cigno, adorna di tutti gli ornamenti.
Verso 15
Così tutte queste madri, dotate di ogni potere, splendenti di vari ornamenti, ornate di diverse gemme.
Verso 16
Appaiono montate su carri, le Dee piene di ira. Conchiglia, disco, mazza, lancia, aratro e pestello.
Verso 17
Scudo, dardo, scure, laccio, lancia, tridente e l’eccellente arco.
Verso 18
Per distruggere i corpi dei demoni, per proteggere i devoti e per il bene degli dei, portano queste armi.
Verso 19
Omaggio a te, o terribile, o dal potere spaventoso, o grande forza, o grande energia, o distruttrice della grande paura.
Verso 20
Proteggimi, o Dea difficile da guardare, che accresci la paura dei nemici. A est mi protegga Indrani, a sud-est la divinità del fuoco.
Verso 21
A sud mi protegga Varahi, a sud-ovest colei che porta la spada. A ovest mi protegga Varuni, a nord-ovest colei che cavalca il cervo.
Verso 22
A nord mi protegga Kaumari, a nord-est colei che porta il tridente. In alto mi protegga Brahmani, in basso Vaishnavi.
Verso 23
Così Chamunda, che cavalca un cadavere, protegga le dieci direzioni. Jaya mi protegga davanti, Vijaya dietro.
Verso 24
Ajita al mio fianco sinistro, Aparajita a destra. Udyotini protegga la mia corona, Uma posta sul capo.
Verso 25
Maladhari protegga la mia fronte, Yashasvini le sopracciglia. Trinetra protegga lo spazio tra le sopracciglia, Yamaghanta le narici.
Verso 26
Shankhini protegga tra gli occhi, Dvaravasini le orecchie. Kalika protegga le guance, Shankari la radice delle orecchie.
Verso 27
Sugandha protegga il naso, Charchika il labbro superiore. Amritakala il labbro inferiore, Sarasvati la lingua.
Verso 28
Kaumari protegga i denti, Chandika la gola. Chitraghanta protegga l’ugola, Mahamaya il palato.
Verso 29
Kamakshi protegga il mento, Sarvamangala la mia parola. Bhadrakali protegga il collo, Dhanurdhari la spina dorsale.
Verso 30
Nilagriva protegga l’esterno della gola, Nalakubari la trachea. Khadgini protegga le spalle, Vajradharini le braccia.
Verso 31
Dandini protegga le mani, Ambika le dita. Shuleshvari protegga le unghie, Kuleshvari l’addome.
Verso 32
Mahadevi protegga il petto, la distruttrice del dolore mentale. Lalita protegga il cuore, Shuladharini lo stomaco.
Verso 33
Kamini protegga l’ombelico, Guhyeshvari le parti intime. Putana e Kamika proteggano il pene, Mahishavahini l’ano.
Verso 34
Bhagavati protegga i fianchi, Vindhyavasini le ginocchia. Mahabala protegga le gambe, Sarvakamapradayini.
Verso 35
Narasimhi protegga le caviglie, Taijasi il dorso del piede. Shri protegga le dita dei piedi, Padatalavasini la pianta.
Verso 36
Damshtrakarali protegga le unghie, Urdhvakeshini i capelli. Kauberi i pori, Vagishvari la pelle.
Verso 37
Parvati protegga sangue, midollo, grasso, carne, ossa e midollo. Kalaratri gli intestini, Mukuteshvari la bile.
Verso 38
Padmavati protegga il plesso solare, Chudamani il catarro. Jvalamukhi la fiamma delle unghie, Abhedya tutte le giunture.
Verso 39
Brahmani protegga il mio seme, Chattreshvari l’ombra. Dharmadharini protegga l’ego, la mente e l’intelletto.
Verso 40
Vajrahasta e Kalyanshobhana proteggano il prana, apana, vyana, udana e samana.
Verso 41
La yogini protegga gusto, forma, odore, suono e tatto. Narayani protegga sempre sattva, rajas e tamas.
Verso 42
Varahi protegga la vita, Vaishnavi il dharma. Chakrini protegga fama, gloria, prosperità, ricchezza e conoscenza.
Verso 43
Indrani protegga la mia stirpe, Chandika il bestiame. Mahalakshmi protegga i figli, Bhairavi la sposa.
Verso 44
Supatha protegga il cammino, Khemakari la via. Mahalakshmi alla porta del re, Vijaya ovunque presente.
Verso 45
O Dea Jayanti, distruttrice del peccato, proteggi ogni luogo che manca di protezione o è privo di questa armatura.
Verso 46
Chi desidera il proprio bene non faccia un solo passo senza essere rivestito di questa armatura, ovunque vada.
Verso 47
Là otterrà guadagno e vittoria in ogni desiderio. Qualunque cosa desideri, la otterrà certamente. L’uomo sulla terra otterrà una sovrana potenza incomparabile.
Verso 48
Il mortale diventa senza paura, invincibile in battaglia. L’uomo rivestito di questa armatura sarà venerato nei tre mondi.
Verso 49
Questa armatura della Dea è difficile da ottenere persino per gli dei. Chi la recita con devozione, con costanza, tre volte al giorno.
Verso 50
Egli diventa parte della divina energia, invincibile nei tre mondi. Vive cento anni pieni, libero da morte prematura.
Verso 51
Tutte le malattie scompaiono, come foruncoli ed eruzioni. Ogni veleno, vegetale, animale o artificiale.
Verso 52
Tutti i sortilegi, i mantra e gli yantra sulla terra, gli esseri che si muovono sulla terra, nell’aria, nell’acqua, e quelli insegnati.
Verso 53
Le māla innate, di famiglia, le dakini, le shakini, le terribili dakini che si muovono nello spazio, potenti.
Verso 54
Pianeti, fantasmi, demoni, yaksha, gandharva, rakshasa, brahmarakshasa, vetala, kushmanda, bhairava e altri.
Verso 55
Scompaiono al solo sguardo di colui che ha l’armatura nel cuore. Egli ottiene onore e superiorità dal re, e grande accrescimento di splendore.
Verso 56
Egli cresce in gloria, adornato di fama sulla terra. Reciti la Saptashati di Chandika, dopo aver indossato prima questa armatura.
Verso 57
Finché la terra con le sue montagne e foreste esiste, la sua discendenza di figli e nipoti rimane sulla terra.
Verso 58
Alla fine della vita, per grazia di Mahamaya, l’uomo ottiene quel luogo supremo, difficile da raggiungere persino per gli dei.
Verso 59
Ottiene la forma suprema e gioisce con Shiva. Om.
Verso 60
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Il Kavacham della Dea (Corazza della Dea) è un inno protettivo tratto dal Devī Māhātmya (noto anche come Caṇḍī o Saptaśatī), un testo sacro induista contenuto nel Mārkaṇḍeya Purāṇa. Tradizionalmente viene recitato prima della lettura del Saptaśatī, specialmente durante il Navarātri, per invocare la protezione della Dea nelle sue varie forme. Il testo elenca le nove Durgā (Navadurgā) e una serie di divinità femminili che presiedono a ogni parte del corpo, offrendo una corazza spirituale contro le avversità.
Lo sapevi?
Dialogo sacro
Il testo si apre con un dialogo tra il saggio Mārkaṇḍeya e il dio Brahmā. Mārkaṇḍeya chiede a Brahmā di rivelare il più segreto degli insegnamenti, e Brahmā risponde descrivendo il kavacam (armatura) della Dea, un testo potentissimo per la protezione universale.
Le nove Durgā
Vengono enumerate le nove forme di Durgā (Navadurgā): Śailaputrī, Brahmacāriṇī, Candraghaṇṭā, Kūṣmāṇḍā, Skandamātā, Kātyāyanī, Kālarātrī, Mahāgaurī e Siddhidātrī. Ognuna di queste divinità rappresenta un aspetto diverso della Dea suprema e viene invocata per una protezione specifica.
Le Mātṛkā e le loro armi
Il testo descrive le sette Madri divine (Mātṛkā) – Brāhmī, Māheśvarī, Kaumārī, Vaiṣṇavī, Vārāhī, Indrī e Cāmuṇḍā – ciascuna con il proprio veicolo e armi. Queste divinità sono invocate per proteggere le dieci direzioni e per annientare i demoni, garantendo sicurezza ai devoti.
Protezione completa del corpo
Una sezione molto dettagliata elenca ogni parte del corpo – dalla testa ai piedi – e assegna a ciascuna una specifica forma della Dea che la protegge. Ad esempio, Umā protegge la sommità del capo, Sarasvatī la lingua, e così via. Questo rituale di nyāsa (posizionamento mentale) rende il devoto invulnerabile.
Promesse e benefici
Il kavacam promette che chi lo recita con fede tre volte al giorno (mattina, mezzogiorno e sera) ottiene vittoria in battaglia, guarigione da malattie, protezione da veleni e spiriti maligni, e alla fine del corpo raggiunge la dimora suprema di Śiva. Viene anche detto che questo testo è raro persino per gli dèi.
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