Akhilandeshvari Pushpamala Stotram
Un inno devozionale che celebra la Dea Madre come sovrana di tutti i mondi, lodandone le infinite qualità e manifestazioni.
Versi
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, Sovrana dell'Universo, il cui stato è al di la di tutti i sentieri, que adorna Shiva, che è il significato supremo, dall'intenzione estremamente pura, altamente compassionevole, risplendente con l'ornamento della mezzaluna, la Testimone che presiede, circondata da fanciulle celeste, che è l'incarnazione della conoscenza spirituale, l'unmanifestata e la figlia del re delle montagne.
Verso 1
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, la Primordiale, esperta nella tradizione degli Agama, adorata dai migliori maestri spirituali, che risiedi nei loto dei chakra a partire dal Muladhara, dai bellissimi capelli scuri e ondulanti, con un dolce sorriso sulle tue labbra rossastre, dal petto prosperoso e i cui piedi sono adorati da Brahma, Vishnu e Shiva.
Verso 2
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, accompagnata da tutti i poteri inclusi la Volontà (Iccha) e la Conoscenza (Jnana), dalla carnagione scura como il loto blu, i cui piedi concedono benedizioni a Indra e Vishnu, sovrana della foresta degli elefanti (Thiruvanaikoil), adorata dal Sole, degna di adorazione sacra, dal volto lunare, lodata dagli elefanti, dispensatrice dei desideri desiderati, venerata da Indrani e madre di Ganesha, colui dal volto di elefante.
Verso 3
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, Sovrana, che concedi benedizioni a Shiva, Brahma e Vishnu, degna di lode, la cui essenza è il Signore Supremo, i cui piedi sono lontani da coloro la cui mente è corrotta dalla gelosia, amata di Shiva, Dea Suprema, degna di lode, che risiedi sul lato sinistro di Ishvara, manifestata attraverso la sillaba 'Īm' e dimora di grandi opulenze come Ishitva (la signoria).
Verso 4
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, che possiedi i raggi di miliardi di soli nascenti, figlia del re delle montagne, dagli occhi come loto in pieno fiore, che dimori nel santuario tra i due bracci del fiume Kaveri, dal volto simile alla luna nascente, immensamente grande, seduta su un alto trono, risplendente ed estremamente bella con un cumulo di intenso e illimitato splendore.
Verso 5
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, che risiedi al di là del ragionamento intellettuale e del dibattito, che risplendi libera da eccessi o carenze, ornata da una cintura splendente di gemme potenti, que ami coloro che hanno accettato la verità suprema, che sei l'origine dello Yoga che governa l'ascesa e la discesa dell'energia, radiosa nel dissipare il calore delle afflizioni e che sostieni i tre mondi con il nettare del tuo latte materno.
Verso 6
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, venerata dal Rig Veda e dagli altri Veda, adorata dalle stagioni, portatrice di profonda compassione, desiderata da coloro che traboccano di gioia divina, servita dalla moltitudine di stelle, ornata dalla fase lunare, i cui piedi di loto risplendono come il sole per dissipare l'oscurità dei debiti e dell'ignoranza, e che sei lodata dai tre mondi colmi di prosperità.
Verso 7
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, che risiedi all'interno di Sadashiva che ha forma ed è senza forma, che sei la forma stessa, che possiedi sempre forme bellissime, che risiedi al di là delle forme come la realtà suprema, que elimini la nascita e la vecchiaia degli esseri umani, che sei l'albero dei desideri per la protezione dell'umanità e che concedi la liberazione dai peccati.
Verso 8
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, che sei la dimora di Mahesha, il creatore di tutti i mondi, risplendente di unguenti profumati applicati sul tuo corpo, la cui vita è così sottile che se ne dubita l'esistenza, dedita all'adorazione dello Shiva Linga, che tieni un limone (likuca) nella tua mano di loto e il cui corpo simile a un rampicante è ornato da splendidi ornamenti.
Verso 9
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, i cui piedi di loto sono adorati dal ragno e dall'elefante, unita a Shiva che distrugge i nemici, che risiedi nel Bindu dello Sri Chakra contrassegnato dalla sillaba 'Klīm', lodata come l'incarnazione della sillaba 'Klīm', che risiedi dove Shiva fu coperto dalla tela di ragno e che hai concesso la liberazione al re che era un ragno nella sua vita precedente.
Verso 10
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, l'Unica, che risiedi nell'unico grande oceano di coscienza, manifestata in assoluta solitudine, che hai diviso l'universo in uno e molti, risplendente sotto un unico ombrello imperiale, con un paio di occhi bellissimi e tremuli come quelli di una cerva, ornata da una collana di perle a un solo filo, e dispensatrice dei poteri di Anima e altre siddhi.
Verso 11
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, che risiedi al centro del trono della sillaba 'Aim', que concedi i mondi di Indra e di altri dei, il cui corpo grazioso è come un rampicante celeste, lodata dalle shakti di Indra e di altre divinità, la cui gloria è conosciuta attraverso i Veda e la sillaba 'Aim', il cui solo sguardo concede ricchezza e su cui l'universo medita ripetendo il mantra 'Aim Aim'.
Verso 12
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, i cui piedi sono lodati dalla singola sillaba 'Om', che possiedi straordinaria forza e vitalità (Ojas), le cui labbra ricordano il frutto bimba e il corallo, adorata dai tre lignaggi di guru (Ogha-traya), sempre circondata da moltitudini di ninfe celeste (Apsaras), che penetri e presiedi a tutta l'esistenza, e che sei lodata per la tua maestosa e potente parola.
Verso 13
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, dai bellissimi capelli profumati al vetiver (ushira), amante della rete della creazione, que distruggi il potere dei demoni con la tua sola indifferenza, que mostri collera solo quando è necessario per proteggere il dharma, i cui piedi di loto sono una fonte di generosità, dal volto incomparabile e i cui piedi alleviano il dolore dei devoti concedendo loro lo stato di Shiva.
Verso 14
Mi inchino a Te, o Akhilandeswari, i cui piedi sono serviti da Brahma e da altri dei principali, dalla carnagione scura come una nube di pioggia, ornata da centinaia di gioielli sul tuo corpo, servita da moltitudini di universi, che hai diviso il cosmo in acqua, spazio e altri elementi, dai due piedi di loto e che sei l'amata di Shiva, colui che distrusse il dio della morte.
Verso 15
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che sei illimitata, adorata dalle schiere di dei inchinati, che porti un'abbondante fortuna, che sei bellissima con più della metà del corpo di Shiva, figlia della montagna, adorata con il mantra di otto sillabe, adorna di centinaia di gioielli inestimabili, que concedi una prosperità inesauribile e hai il Sole, la Luna e il Fuoco come tuoi tre occhi.
Verso 16
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che risiedi sulle rive del fiume Kaveri, nata dal loto, che dimori sul lato sinistro di Shiva, i cui occhi traboccano del nettare della compassione, lodata dai poeti, che concedi la bellezza di Kamadeva, que sei l'auspiciosità stessa, la pianta dei desideri per gli abitanti della terra, oceano di misericordia, e che indossi splendidi orecchini simili a nuvole scure di pioggia.
Verso 17
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che risiedi in spazi aperti, lodata da Shiva che tiene il bastone Khatvanga, che sei oltre il piccolo e il grande, adorata dagli uccelli e dai raggi del sole, armata di spada, che concedi doni al Sole, lodata dagli uccelli celesti, che brilli dello splendore di milioni di lucciole o soli, coronata dalla luna crescente, e che ti muovi nel cielo.
Verso 18
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu il cui ombelico profondo assomiglia ai vortici del Gange, le cui guance sono illuminate da orecchini splendenti, lodata da Gandharva, Asura, Siddha e Kinnara, unta con le migliori paste profumate, che risiedi in mezzo al profondo oceano di nettare, che possiedi suprema profondità e coraggio, e che sei unita a Shiva che porta le alte onde del Gange sulla sua testa.
Verso 19
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che sei la gioia della musica, salutata da Shiva, adorata da coloro che amano il canto, que ti rallegri nella musica, le cui gloriose gesta sono cantate, servita da Saraswati e Lakshmi, che concedi doni alla Parola e alla Ricchezza, che risiedi nelle grandi montagne, adorata dagli dei, che sei il canto stesso, bellissima nel canto e figlia della montagna.
Verso 20
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che sei nascosta, la più segreta, che concedi doni a Guha, adorna di splendidi fiori di gelsomino, raggiunta attraverso riti segreti, dal busto maestoso, adorna di splendide collane di perle, que risiedi nelle caviglie, tempio di virtù, la maestra suprema, con cavigliere risonanti, significato ultimo dei segreti e lodata dal guru supremo. E Ti saluto, Tu che hai distrutto i grandi demoni con il terribile suono della Tua campana, oscura come una nuvola di pioggia, con il Sole, la Luna e il Fuoco come occhi, che allevi il calore e la sofferenza, che distruggi i ruggiti dei demoni, dissipi i peccati e sei come una densa nuvola di compassione.
Verso 21
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che concedi i quattro scopi della vita, dalla condotta pura, che trascendi la forma di Chamunda, i cui piedi di loto sono stabiliti nello Sri Chakra, dal volto simile alla luna, che sei Chandika, l'anima dell'universo che contiene la luna, Vishnu e tutti gli esseri mobili e immobili, con orecchini oscillanti, e che affascini il Signore Shiva con i tuoi occhi giocherelloni e inquieti.
Verso 22
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che sei illuminata dal chiaro di luna del tuo sorriso puro que dissipa ogni difetto, illuminata da Shiva, il cui collo è adorno di gioielli che oscillano ritmicamente, decorata con la bellezza dei metri vedici, i cui occhi sono il Sole, il Fuoco e la Luna, che sei l'alba che dissipa la profonda oscurità, e che risiedi nel supremo splendore dei Veda.
Verso 23
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che sei il tesoro ai piedi dell'albero Jambu, lodata da Vishnu, onorata da Indra, che sei la splendida pianta dei desideri di Jambu-dwipa, que porti il Gange sulla tua testa, che elimini la nascita, la malattia e la vecchiaia, che sei sotto forma di acqua, adorna di oro puro, che affascini il cuore di Jambunatha, e sei lodata da tutte le persone.
Verso 24
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che sei bagnata da pure cascate increspate da venti tempestosi, le cui trecce di capelli sono circondate da api ronzanti, che concedi all'istante un intelletto acuto, adorna di gioielli che tintinnano, i cui piedi di loto hanno cavigliere che risuonano magnificamente, e che sei lodata con il suono di cembali, tamburi e strumenti a fiato.
Verso 25
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che sei la barca per attraversare il grande oceano di saggezza e beatitudine, l'incarnazione suprema della conoscenza, che comprendi sia la conoscenza sia l'oggetto della conoscenza, che concedi saggezza agli ignoranti che adorano i tuoi piedi, que sei la forma sia della conoscenza sia dell'ignoranza, che manifesti la luce della saggezza di Shiva, e che concedi parenti, terra, coniuge, grano e ricchezza.
Verso 26
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu le cui mani risplendono di armi come la scure da guerra e ornamenti, il cui splendido volto è contemplato con bramosia, che distruggi i demoni con frecce accompagnate da feroci ruggiti, che sorridi dolcemente come un bimbo sull'altalena, che proteggi le persone con amore come fossero tuoi figli, lodata con la profonda risonanza del tamburo Damaru, e glorificata dai suoni ritmici degli strumenti.
Verso 27
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu i cui piedi rappresentano la verità ultima, che illumini i tre principi, che trascendi tutte le categorie dell'esistenza, lodata dai grandi asceti, che porti la Luna come gemma della tua corona, che sei come una tenera pianta rampicante in mezzo all'oceano della giovinezza, adorata da Vishnu, e il cui corpo snello risplende del cupo splendore dei fiori di Tamala.
Verso 28
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che sei il tesoro dell'amore del Signore Shiva, adorata da Vishnu, stabilita nell'assoluta stabilità, che stabilisci tutte le cose, che governi la creazione, la preservazione e la dissoluzione di tutti gli esseri, splendida nella tua dimora suprema, che dimori nel cuore dell'eterno Shiva, invisibile agli occhi fisici, e che sei l'essenza stessa dell'esistenza e del sostentamento.
Verso 29
O Akhilandeswari! Ti saluto, Tu che concedi doni a coloro che seguono la via di Dakshinachara, que possiedi autocontrollo, che sei abile, fonte di compassione, pacifica, i cui splendidi denti affascinano chi ti guarda, adorata da Ganesha, che ispiri gli atti del dare e del ricevere, che sei la donatrice suprema, e i cui piedi di loto eliminano la povertà e le miserie spirituali.
Verso 30
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei colma di conoscenza divina, risplendi como il sole, sei adorna di vesti divine, sei servita da donne celeste, sei presente nei nati due volte, sei pronta a concedere l'iniziazione, sei radiosa, hai la luna splendente e il fuoco come occhi, doni la liberazione ai bisognosi e i cui piedi sono adorati dai guardiani delle direzioni e da Shiva.
Verso 31
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che distruggi tutte le sofferenze come la carestia, elimini il cattivo carattere e i peccati, hai i piedi adorati dalle divinità circostanti como Durga, sei di carnagione scura come l'erba Durva, sei oltre la mente di coloro che non comprendono le scritture, sei la divinità suprema oltre Durga e sei lodata da grandi saggi come Durvasa.
Verso 32
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei sommamente virtuosa, figlia del re delle montagne, risplendi come una nuvola di pioggia, hai i capelli adornati con gelsomini e altri fiori, sei servita dal Dharma, sei la base dei quattro scopi della vita (Dharma, Artha, Kama, Moksha), sei adorata nelle tre dimore, sei benedetta e dimori eternamente nei cuori dei devoti.
Verso 33
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei adorna di varie gemme, sei scura come una nuvola di pioggia fresca, l'amata del Signore della Danza (Shiva), porti la luna, dimori nel re delle montagne, sei la sorella minore di Vishnu (il cui veicolo è il nemico dei serpenti), sei circondata da vari dei, sei lodata dai migliori degli uomini, sei la protetrice, doni la liberazione all'umanità e i cui piedi sono venerati dalle schiere celesti.
Verso 34
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei la figlia delle montagne innevate, dimori nei Veda, sei di natura eterna, pura, la bella madre dell'intero universo, sei adorata dalle creature della notte, sei adorna della luna, ti diletti eternamente nella foresta di alberi di Kadamba, hai occhi come lotti spalancati, sei di forma priva di dolore e possiedi piedi immacolati.
Verso 35
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei come un loto, hai un volto di loto, sei la Suprema, hai entrambi i piedi adorati da Lakshmi, risiedi in un loto, sei lodata dai deva, sei adorata da Brahma, hai la bocca di loto, sei il mezzo per raggiungere il mondo supremo, sei adorna del mantra di cinque lettere, sei priva di parzialità e sei la Suprema Parashiva.
Verso 36
Ti saluto, o Akhilandeshwari, i cui occhi sono come petali di loto completamente aperti, il cui bel viso ha una fronte come la luna crescente, che risiedi in mezzo alla danza delle spose del re dei serpenti dai cappucci sibilanti, che sei la ricchezza e l'essenza dei versi dei dotti saggi, il cui splendore brillante è come cristallo puro, e che concedi doni al re dei serpenti.
Verso 37
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei una giovane fanciulla dall'immenso potere, possiedi molteplici forme, hai labbra rosse come il corallo tenero, risplendi come il sole nascente, sei molto lodata, risplendi con la luna crescente come ornamento, hai un corpo rosso come il fiore Bandhuka, custodisci molteplici universi nel tuo grembo e i cui piedi sono adorati da Brahma, Agastya e Indra.
Verso 38
Ti saluto, o Akhilandeshwari, i cui attributi sono al di là della comprensione, sei la Dea della parola, sei adorata da Shiva, sei l'origine di ogni esistenza, distruggi la malattia del Samsara, sei l'auspicabile, recidi tutte le paure, sei magnifica, i cui piedi sono lodati dai più fortunati, sei unita al Signore del Gange e i cui piedi sono adorati da Shiva, che ha il sole e la luna come occhi.
Verso 39
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei Maya, sei servita da Kamadeva, sei di color verde smeraldo, bella e pura, sei priva di illusione e delirio, sei adorna di gioielli, sei estremamente affascinante, concedi doni ai grandi saggi che hanno superato Maya, indossi bracciali di rubini, sei adorna di ghirlande e sei la figlia del saggio Matanga.
Verso 40
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che hai il sole, il fuoco e la luna come occhi, risplendi come il sole, hai occhi belli come pesci giocherelloni, i cui piedi sono lontanissimi dalle menti piene di falsa conoscenza, sei adorata da Kamadeva, sei glorificata da tutte le scritture come la Mimamsa, sei dedita a distribuire cibo delizioso, sei risplendente come il sole e sei lodata dal sole e dal fuoco.
Verso 41
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei bella e innocente, sei unita a Shiva (che porta la luna crescente), sei l'origine del significato delle scritture fondamentali, sei la liberata, hai i piedi adorati da Ganesha (il cui veicolo è il topo), sei adorata dalla Trinità, risiedi nel chakra Muladhara, hai un dolce sorriso sul tuo volto di loto, doni la liberazione, sei allietata dai mudra e sei lodata dai saggi.
Verso 42
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei il sacrificio stesso, doni i frutti dei sacrifici, sei lodata da Yama, sei adorata da Kubera (il signore degli Yaksha), distruggi le malattie, sei l'amata di Shiva (il distruttore di Yama), sei adorata da Vishnu, risiedi nel sacro Yantra, sei adorata dagli asceti, risplendi con lo Sri Chakra creato dagli asceti come ornamento, e sei lodata da tutte le Shakti come le Yakshini.
Verso 43
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei bella, concedi eccellenti doni a Rama, possiedi tutte le arti, sei adorata con petali di loto, risplendi come la luna piena, i cui piedi sono adorati da Lakshmi, sei venerata da re dei re, sei incantevole, dimori sulla vetta della montagna d'argento (Kailash), sei lodata da Kamadeva (lo sposo di Rati) e sei facilmente raggiungibile da coloro le cui menti sono prive di attaccamento e avversione.
Verso 44
Ti saluto, o Akhilandeshwari, che sei l'oceano della bellezza, hai un occhio sulla fronte, sei adorata da Ganesha, hai un paio di piedi di loto tinti di rosso con la lacca, risplendi con lunghi e bei boccoli di capelli, sei lodata da Rama (il nemico di Ravana), sei la creatrice della dissoluzione e dell'origine dell'universo, sei l'amata lodata da Vishnu e hai una vita così sottile e bella da essere appena visibile.
Verso 45
O Akhilandeswari, Signora dell'Universo! Ti saluto, Colei che è espressa dalla parola, i cui piedi sono adorati da Vishnu dagli occhi di loto, adorata dalla dea della parola, primordiale tra le Shakti como Vama, figlia del re delle montagne, l'anima stessa delle energie Vama e altre, la radice dei poteri di attrazione e sottomissione, amante del suono degli strumenti musicali, dispensatrice di doni a Brahma e Indra.
Verso 46
O Akhilandeswari! Ti saluto, Colei che è la pace stessa, l'amata di Shankara, adorna della luna, dalla vita sottile e dalla carnagione scura, che dissipa i dubbi e il dolore, adorata da Indra, dal volto simile alla luna, personificazione della forza, adorata da Kartikeya e Kubera, la dea Sharada, conoscitrice delle scritture Shaiva, la cui ricchezza è la tranquillità.
Verso 47
O Akhilandeswari! Ti saluto, Colei che trascende i sei chakra, che sei della natura del mantra di sei sillabe, l'essenza dei trentasei principi (tattvas), que risiedi nella dimora interiore dei sei loto, lodata da Kartikeya dai sei volti, adorata nel yantra a sei punte, dispensatrice di doni a Kartikeya, Ganesha e Rama, venerata dai sei nodi e amata di Shiva, la fonte delle sei shakti.
Verso 48
O Akhilandeswari! Ti saluto, Colei che esaudisce tutti i desideri, servita dai saggi e dai virtuosi, adorna di tutti gli ornamenti, ricolma di Sadashiva, dispensatrice di prosperità, la Testimone Cosmica, residente nella lettera 'Sa', dai bellissimi occhi di loto, dal petto sodo, che concedi la realizzazione diretta e doni benedizioni a tutti i mondi.
Verso 49
O Akhilandeswari! Ti saluto, Colei i cui piedi sono lodati dai cantori celesti, bella con collane incomparabili, la cui gloria risplende nell'universo attraverso il gioco del Cigno Supremo (l'Anima), germoglio originario della sillaba seme 'Ham', residente nella lettera 'Ha' e nella foresta degli elefanti (Jambukeswaram), adorata da Hari, Hara, Brahma e Indra, che trascendi lo stato del respiro (Hamsa) e le cui azioni sono sacre.
Verso 50
O Akhilandeswari! Ti saluto, Colei che è associata alla sillaba seme 'Lam', armata del bastone sacro, dal corpo tenero come un rampicante, adorata con la lettera 'La', la cui gloria è manifestata dalla sillaba 'Lam', incarnazione del suono 'Klim'; Tu que, vedendo gli dei terrorizzati dal veleno sorto rapidamente dall'oceano, facesti sì che il Signore Shiva lo trattenesse nella sua gola, o Sposa del Signore.
Verso 51
O Shiva, Figlia del Re delle Montagne! Ti prego di perdonare queste mie insignificanti parole di lode. Tu, il cui sguardo supremo governa la creazione, che risiedi nella regione sacra proteggendo le anime individuali, e che fosti la testimone paziente della distruzione del sacrificio di Daksha da parte del Signore con tre occhi (Shiva).
Verso 52
Così si conclude questo inno, che adorna come un gioiello i piedi di loto della Figlia del Re delle Montagne.
Verso 53
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Questi versi fanno parte della tradizione shakta, dedicata alla Dea come energia suprema. Il testo è spesso recitato durante i riti di adorazione quotidiana o in occasioni speciali come il Navaratri. Non si conosce un autore specifico, ma è considerato un potente strumento di meditazione e preghiera.
Lo sapevi?
Struttura alfabetica
Questo stotra è un acrostico perfetto: ogni verso inizia con una lettera diversa dell'alfabeto sanscrito, dalle vocali (अ, आ, इ…) fino alle consonanti (क, ख, ग…). È un capolavoro di devozione e erudizione, che copre tutte le 51 lettere, dimostrando una padronanza unica della lingua sacra.
Titolo e significato
«Akhilāṇḍeśvari» significa «Signora dell’intero universo». La dea è celebrata come la sovrana cosmica, colei che contiene tutti i mondi e tutte le energie, e il canto ne esalta la potenza creatrice e liberatrice.
Attribuzione tradizionale
Tradizionalmente attribuito a Ādi Śaṅkarācārya (VIII secolo), il grande filosofo e poeta. Sebbene alcuni studiosi lo ritengano opera di un autore successivo, la profondità filosofica e la devozione intensa sono inconfondibili e ne fanno un testo amatissimo.
Contenuto tantrico
Il testo è ricco di riferimenti esoterici: menziona i sei chakra (ṣaṭcakra), i mantra‑bīja come «kliṅkāra», e le trentasei categorie (tattva) dello Śaivismo kashmiro. Non è solo una lode, ma anche una mappa per la meditazione e la pratica spirituale.
Umiltà finale
L’ultimo verso (il 52°) è una supplica: «Perdona questa mia piccola poesia, o Śivā». Questo mostra la tradizione di concludere gli inni con umiltà, riconoscendo l’inadeguatezza delle parole di fronte all’Infinito, e invita il lettore a un atteggiamento di devozione sincera.
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