Narayani Stuti
L'inno alla Dea Madre
La Narayani Stuti è un inno sacro in sanscrito che loda la Dea Madre (Narayani) come forza suprema dell'universo, capace di creare, preservare e distruggere. Il testo, parte del Devi Mahatmya, raccoglie le lodi dei devi dopo la vittoria della Dea sui demoni e le sue promesse di incarnarsi per proteggere il mondo.
Versi
Composizione del Ṛṣi Mārkaṇḍeya: l'undicesimo capitolo, intitolato “La lode di Nārāyaṇī”.
Verso 1
Meditazione. Oṃ. Adoro Bhuvaneśī, la Sovrana del mondo, che risplende come il sole nascente e il fulmine, che porta la luna come diadema, dal seno elevato, dotata di tre occhi, dal volto sorridente, con le mani che offrono doni e reggono il pungolo, il laccio e il gesto che dissipa ogni timore.
Verso 2
Il Ṛṣi disse:
Verso 3
Quando il grande re degli Asura fu ucciso dalla Dea, gli dèi, con Indra alla testa e guidati da Agni, lodarono Kātyāyanī, con i volti sbocciati come loti per aver conseguito il loro desiderato bene.
Verso 4
O Dea, che dissipi l’afflizione di chi si rifugia in Te, sii propizia, sii propizia, o Madre, anelito del mondo. Sii propizia, o Sovrana dell’universo; proteggi il mondo, perché Tu sei la Signora di tutto ciò che è mobile e immobile.
Verso 5
Tu sola sei il fondamento del mondo, poiché stai nella forma della terra; e da Te, che dimori nella forma delle acque, tutto questo creato viene nutrito, o Dea dalla forza invincibile.
Verso 6
Tu sei l’energia di Viṣṇu, dal valore infinito; Tu sei la Māyā suprema, il seme dell’universo. O Dea, da Te tutto questo mondo è ammaliato; e Tu, benigna, sei sulla terra la causa della liberazione.
Verso 7
Tutte le conoscenze sono Tue manifestazioni, o Dea; tutte le donne nei mondi sono Tue forme. Per Te sola, o Madre, tutto questo è colmato. Come può un inno lodare Te, che trascendi ogni parola di lode?
Verso 8
Poiché Tu, o Dea, sei in tutti gli esseri e concedi godimento e liberazione, una volta che sei stata lodata, quali supreme parole potrebbero mai bastare alla Tua lode?
Verso 9
O Dea che dimori nel cuore di ogni uomo nella forma dell’intelletto, o Nārāyaṇī, che doni il cielo e la liberazione, a Te il saluto.
Verso 10
O Nārāyaṇī, che nella forma delle misure del tempo, kalā e kāṣṭhā, accordi la trasformazione delle cose, o Potenza, che presiedi al dissolvimento dell’universo, a Te il saluto.
Verso 11
O Nārāyaṇī, auspicio di ogni auspicio, o benigna e compitrice di ogni scopo, o rifugio, o triculate Gaurī, a Te il saluto.
Verso 12
O Nārāyaṇī, eterna Potenza della creazione, della conservazione e della distruzione, o sostegno delle qualità, o piena delle qualità, a Te il saluto.
Verso 13
O Nārāyaṇī, tutta dedita a salvare chi si rifugia in Te, i miseri e gli afflitti; o Dea, che togli l’angoscia di tutti, a Te il saluto.
Verso 14
O Nārāyaṇī, che dimori nel veicolo celeste trainato dai cigni, che hai assunto la forma di Brahmāṇī, o Dea che rechi il vaso dell’acqua sacra, a Te il saluto.
Verso 15
O Nārāyaṇī, che porti il tridente, la luna e il serpente, che cavalchi il grande toro, Tu che sei l’aspetto di Maheśvarī, a Te il saluto.
Verso 16
O Nārāyaṇī, assistita dal pavone e dal gallo, che impugni la grande lancia, o immacolata, che dimori nella forma di Kaumārī, a Te il saluto.
Verso 17
O Nārāyaṇī, che impugni le armi supreme — conchiglia, disco, mazza e arco Śārṅga — sii propizia, o forma di Vaiṣṇavī, a Te il saluto.
Verso 18
O Nārāyaṇī, che brandisci il terribile grande disco, che sollevasti la terra con la zanna, o benigna, nell’aspetto del cinghiale Varāha, a Te il saluto.
Verso 19
O Nārāyaṇī, che nella forma furibonda di Narasiṃha ti accingesti a uccidere i demoni, apportando salvezza ai tre mondi, a Te il saluto.
Verso 20
O Nārāyaṇī, cinta del diadema, armata del grande vajra, fulgida di mille occhi, o Indrāṇī che togliesti la vita a Vṛtra, a Te il saluto.
Verso 21
O Nārāyaṇī, o possente, che nell’aspetto di Śivadūtī abbattesti i demoni, o forma terribile dal grande rimbombo, a Te il saluto.
Verso 22
O Nārāyaṇī, dal volto reso orrido dalle zanne, adorna di una ghirlanda di teschi, o Cāmuṇḍā che sterminasti Muṇḍa, a Te il saluto.
Verso 23
O Nārāyaṇī, Tu che sei Lakṣmī, il Pudore, la Grande Scienza, la Fede, il Nutrimento, la Svadhā, la Stella Polare; o Grande Notte, o Grande Māyā, a Te il saluto.
Verso 24
O Nārāyaṇī, Tu che sei Medhā, Sarasvatī, Vare, Bhūti, Bābhravī, Tāmasī e Niyati; o Signora, sii propizia: a Te il saluto.
Verso 25
O Dea, forma di tutto, Signora di tutte le cose, dotata di ogni potere, liberaci dai timori; o Durgā, a Te il saluto.
Verso 26
Questo Tuo volto sereno, ornato di tre occhi, ci protegga da ogni essere; o Kātyāyanī, a Te il saluto.
Verso 27
Il tridente, atroce per le fiamme, oltremodo terribile, che stermina tutti i demoni senza residuo, ci protegga dal timore; o Bhadrakālī, a Te il saluto.
Verso 28
Quella campana che, riempiendo il mondo del suo suono, fiacca le energie dei demoni, ci protegga, o Dea, dai peccati, come una madre protegge i propri figli.
Verso 29
La Tua spada splendente, imbrattata del fango dell’impuro sangue e del grasso dei demoni, ci sia di buon auspicio; o Caṇḍikā, noi ci prostriamo a Te.
Verso 30
O Dea, soddisfatta elimini ogni malattia; adirata distruggi tutti i desideri più cari. Per coloro che si rifugiano in Te non vi è rovina; quanti hanno Te come rifugio ottengono piena protezione.
Verso 31
O Dea, lo sterminio dei grandi Asura, nemici del Dharma, che oggi hai compiuto assumendo molteplici aspetti di Te stessa: quale altra potrebbe compierlo, o Madre?
Verso 32
Nelle scienze, nelle scritture, nelle lampade del discernimento e nelle parole più alte, chi vi è all’infuori di Te? E chi, se non Te, fa smarrire questo mondo nell’immensa tenebra dell’egoismo?
Verso 33
Là dove sono i Rākṣasa, i serpenti velenosi e infuocati, dove sono i nemici e le schiere dei predoni, dove divampa l’incendio della foresta e in mezzo all’oceano, là Tu, presente, proteggi il mondo.
Verso 34
O Sovrana dell’universo, Tu proteggi il mondo; Tu, anima dell’universo, lo sostieni. Coloro che, devoti, si chinano dinanzi a Te, o Signora del mondo, diventano essi stessi rifugio del mondo.
Verso 35
O Dea, sii propizia: custodiscici sempre dal timore dei nemici, come ora ci hai salvato dagli Asura, subito, all’istante. Ricondici rapidamente alla pace tutti i peccati dei mondi e le grandi calamità prodotte dai portenti.
Verso 36
O Dea, che togli le sofferenze del mondo, sii propizia a coloro che si prostrano a Te. O adorata dagli abitanti dei tre mondi, sii dispensatrice di grazie per il mondo.
Verso 37
La Dea disse:
Verso 38
O schiere degli dèi, Io sono la dispensatrice di doni. Qualunque cosa desideriate nel cuore, chiedetela: la concederò per il bene dei mondi.
Verso 39
Gli dèi dissero:
Verso 40
O Signora di tutte le cose, del triplice mondo, Tu devi recare la pace a ogni tribolazione; allo stesso modo devi compiere l’annientamento dei nostri nemici.
Verso 41
La Dea disse:
Verso 42
Quando sia giunta l’era di Vaivasvata Manu, nel ventottesimo yuga, sorgeranno i due grandi Asura, Śumbha e Niśumbha.
Verso 43
Nata nella casa di Nandagopa, uscita dal grembo di Yaśodā, dimorante allora sul monte Vindhya, Io li distruggerò.
Verso 44
E di nuovo, sulla faccia della terra, discendendo in una forma oltremodo feroce, ucciderò i Dānava chiamati Vaipracitta.
Verso 45
Dopo aver divorato quei feroci grandi Asura, discendenti di Vipracitti, i Suoi denti diventeranno rossi, simili ai fiori del melograno.
Verso 46
Allora gli dèi nel cielo e gli uomini nel mondo mortale, lodandomi, mi invocheranno di continuo come Raktadantikā.
Verso 47
E ancora, durante una siccità di cento anni, quando mancherà l’acqua, invocata dai saggi, sorgerò sulla terra senza nascere da grembo.
Verso 48
Allora guarderò i sapienti con cento occhi; e per questo gli uomini mi chiameranno Śatākṣī, la dagli occhi cento.
Verso 49
Allora, o dèi, nutrirò tutto il mondo con le erbe che germoglieranno dal mio stesso corpo, capaci di sostenere la vita fino al ritorno della pioggia.
Verso 50
E sulla terra sarò allora celebre come Śākambharī, Colei che nutre con le erbe. E proprio là ucciderò il grande Asura chiamato Durgama.
Verso 51
Da ciò il Mio nome sarà celebrato come Durgādevī. E di nuovo, quando sul monte Himālaya avrò assunto una forma terribile…
Verso 52
…distruggerò i demoni per salvare i saggi. Allora tutti i sapienti, con il corpo riverente, mi loderanno.
Verso 53
E quel Mio nome sarà celebre come Bhīmādevī. Quando il demone chiamato Aruṇa arrecherà grande oppressione ai tre mondi…
Verso 54
…allora, assunta la forma di uno sciame di api, dagli innumerevoli insetti dalle sei zampe, per il bene dei tre mondi ucciderò il grande Asura.
Verso 55
E allora le genti mi loderanno ovunque come Bhrāmarī. Così, ogni volta che sorgerà un’oppressione causata dai Dānava…
Verso 56
…in quel medesimo tempo, discendendo sulla terra, compirò la distruzione dei nemici.
Verso 57
Possa esserci bene. Qui termina, nello Śrī Mārkaṇḍeya Purāṇa, nel manvantara di Sāvarṇika, nel Devī Māhātmya, l’undicesimo capitolo chiamato “La lode di Nārāyaṇī”.
Verso 58
Oṃ Klīṃ. Alla vittoriosa Dea Nārāyaṇī, insieme alle Sue membra, alle Sue potenze, al Suo seguito e ai Suoi veicoli, a Colei che è stabilita nel germe di Lakṣmī e ha per veicolo Garuḍa, offro la grande oblazione. Oṃ, saluto, Svāhā.
Verso 59
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
La Narayani Stuti è l'undicesimo capitolo del Devi Mahatmya, un testo sacro del Markandeya Purana, una delle più antiche scritture della tradizione induista. Questo inno è recitato tradizionalmente durante il Navaratri, la festa delle nove notti dedicata alla Dea Madre, e in altre occasioni di culto devozionale. Il testo è attribuito al saggio Markandeya e fa parte del più ampio corpus della letteratura shakta, che celebra la Dea come suprema energia creatrice e protettrice dell'universo.
Lo sapevi?
Contesto
Questo è l'undicesimo capitolo del Devi Mahatmya (parte del Markandeya Purana), intitolato Narayani Stuti. Viene cantato dagli dei dopo la vittoria della dea sul demone Mahishasura. L'autore è il saggio Markandeya.
Struttura
L'inno è composto da 55 versi, quasi tutti conclusi dal ritornello "Narayani namostute" ("Omaggio a te, o Narayani"). Questo sottolinea l'identità della dea come Narayani, la forma femminile del dio Vishnu.
Forme della dea
Nel testo, gli dei lodano la dea invocandola sotto varie forme, tra cui Vaishnavi (potere di Vishnu), Maheshwari (potere di Shiva), Kaumari (dea della giovinezza), Varahi (dea cinghiale), Narasimhi (dea leone), Indrani (regina degli dei) e Chamunda (distruttrice di demoni). Ogni forma rappresenta un aspetto del suo potere supremo.
Filosofia
La dea è celebrata come la sostanza e la causa di tutto l'universo. I versi 4-6 affermano che lei è il fondamento del mondo, la grande Maya (illusione cosmica) e la fonte di ogni conoscenza. È sia la materia (prakriti) che lo spirito (purusha), e la sua grazia concede la liberazione.
Boon e incarnazioni future
La dea, soddisfatta, concede una benedizione agli dei. Rivela che in futuro apparirà in varie incarnazioni per proteggere il mondo: come Shakambhari (durante una carestia, nutritrice con vegetali), come Durga (uccisore del demone Durgama), come Bhima Devi (sull'Himalaya), e come Bhramari (dea ape, distruttrice del demone Aruna). Questa profezia è un elemento centrale del capitolo.
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