Deva Tuza Mi Sonar — L'Abhanga dell'orafo di Sant Narhari Sonar
L'abhanga più celebre di Sant Narhari Sonar: attraverso le immagini del proprio mestiere di orafo, descrive il corpo come la bottega, il discernimento come il martello e il Nome di Rama come l'oro puro raffinato al suo interno.
Versi
O Signore, io sono il tuo orafo; il Nome da solo è il mestiere e il commercio che esercito.
Verso 1
Sappi che questo corpo stesso è la mia bottega; il Sé interiore è l'oro, e il Nome è ciò con cui lavoro su di esso.
Verso 2
Facendo dei tre guna — sattva, rajas, tamas — uno stampo, vi ho versato dentro l'essenza del Brahman.
Verso 3
Facendo dell'anima individuale e del Supremo il soffietto che attizza il fuoco, batto col martello giorno e notte.
Verso 4
Prendendo il discernimento come martello, ho ridotto in polvere la lussuria e la collera.
Verso 5
Con le forbici della mente e dell'intelletto, scarto le impurità e custodisco l'oro del Nome di Rama.
Verso 6
Prendendo in mano la bilancia della conoscenza, peso le due sillabe del Nome.
Verso 7
Portando la mia borsa sulla spalla, ho raggiunto l'altra sponda.
Verso 8
Narhari l'orafo è servo di Hari; giorno e notte canta le Sue lodi.
Verso 9
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Sant Narhari Sonar (XIII–XIV secolo) fu un santo orafo di Pandharpur. Questo abhanga è registrato nello Shri Sant Gatha (a cura di H. B. P. Sakhare) come abhanga n. 12 della sezione Narhari Sonar (pagina stampata 151; documento archive.org 'Shree Sant Gatha', foglio 166). Qui Narhari attinge alle immagini del proprio mestiere di orafo per descrivere la disciplina spirituale interiore: il corpo come bottega, i tre guna come stampo, il discernimento come martello, mente e intelletto come forbici, e il Nome di Rama come l'oro puro, raffinato e portato all'altra sponda. (Nota: in questo punto era precedentemente presente un testo diverso intitolato 'Deva Majha Mi Devacha', non rintracciabile nello Shri Sant Gatha di Sakhare né in alcuna altra fonte identificabile; è stato sostituito con questo abhanga verificato sulla scansione originale.)
Su questo Testo
Composto da: Sant Narhari Sonar
Lo sapevi?
Testo verificato dalla scansione
Il testo di questo abhanga è stato letto direttamente dalla scansione su archive.org dello Shri Sant Gatha di Sakhare (foglio 166, pagina stampata 151), e non recitato a memoria, secondo lo standard zero-allucinazione della piattaforma.
La metafora spirituale dell'orafo
In nove distici, Narhari usa gli strumenti del proprio mestiere — stampo, soffietto, martello, forbici, bilancia e borsa — come allegoria completa della purificazione interiore e della raffinazione del Nome.
Le due sillabe
'Dohni akshare jokhiti' ('Peso le due sillabe') si riferisce al Nome bisillabico di Rama (Rā-ma), pesato sulla bilancia della conoscenza come oro fino.
Raggiungere l'altra sponda
L'immagine finale, 'utarla pailathadi' ('ha raggiunto l'altra sponda'), riprende la consueta metafora Warkari della liberazione (moksha) come il raggiungimento sicuro della sponda opposta del fiume dell'esistenza mondana.
Una correzione di provenienza
Una versione precedente di questa voce conteneva un testo diverso intitolato 'Deva Majha Mi Devacha', non rintracciabile nello Shri Sant Gatha di Sakhare né in alcuna altra fonte identificabile; è stato qui sostituito con questo abhanga verificato.
Rama
Altro da Induismo
Vedi tuttoInsegnamenti Collegati
Lo stesso insegnamento, riecheggiato in diverse tradizioni