La sezione Mala Vagga del Dhammapada esamina le impurità mentali e le contaminazioni spirituali, insegnando che l'ignoranza è la più grande contaminazione di tutte. Questa sezione include dialoghi rivolti a un vecchio macellaio che ha vissuto senza compiere opere virtuose, così come a monaci e laici che hanno trascurato la consapevolezza morale fino alla vecchiaia.
Versi
Sei come una foglia gialla appassita pronta a cadere; i messaggeri della morte ti stanno proprio davanti. Sei sulla soglia della partenza, ma non hai fatto provviste per il tuo viaggio.
Verso 1
Perciò fatti un'isola di rifugio per te stesso. Sforzati velocemente, diventa saggio. Libero da impurità e da ogni macchia, raggiungerai il regno celestiale dei Nobili.
Verso 2
La tua vita è arrivata alla fine; ti stai avvicinando alla presenza di Yama. Non c'è luogo di riposo lungo il cammino, ma non hai fatto provviste per il tuo viaggio.
Verso 3
Perciò fatti un'isola di rifugio per te stesso. Sforzati velocemente, diventa saggio. Libero da impurità e da ogni macchia, non tornerai a nascere né invecchierai.
Verso 4
Gradualmente, poco a poco, momento dopo momento, la persona saggia purifica le sue impurità, così come un orafo esperto soffia la scoria dall'argento raffinato.
Verso 5
Così come la ruggine che sorge dal ferro divora lo stesso ferro da cui è sorta, così i propri atti del trasgressore lo conducono direttamente a stati di disgrazia.
Verso 6
La mancanza di recitazione è la ruggine dei testi sacri; la mancanza di manutenzione è la ruggine delle case; la pigrizia è la ruggine della bellezza fisica; la negligenza è la macchia di una guardia.
Verso 7
La cattiva condotta è la macchia di una donna; l'avarizia è la macchia di chi dà; gli stati cattivi sono veramente macchie sia in questo mondo che nel prossimo.
Verso 8
Ma peggio di tutte queste macchie è l'ignoranza, la più grande macchia di tutte. Eliminate questa macchia suprema, diventate immacolati, o monaci.
Verso 9
Facile è la vita dello spudorato, audace come un corvo, calunnioso, aggressivo, impudente e corrotto nel suo modo di vivere.
Verso 10
Ma difficile è la vita del modesto, sempre in cerca di purezza, distaccato, umile, che vive una vita pura e vede chiaramente.
Verso 11
Chi uccide esseri viventi in questo mondo, parla falsità, prende ciò che non è dato, va alla moglie di un altro.
Verso 12
...e si abbandona a bevande inebrianti—tale persona, anche in questo mondo, scava le sue stesse radici.
Verso 13
Sappi questo, o essere umano: i cattivi atti mancano di disciplina. Che né l'avarizia né l'illegalità ti sottomettano a lungo soffrimento.
Verso 14
Le persone danno secondo la loro fede, secondo la loro inclinazione. Chi è scontento del cibo e della bevanda dati agli altri non raggiunge la concentrazione né di giorno né di notte.
Verso 15
Ma chi ha completamente sradicato questo sentimento di invidia, tagliato alle radici e annichilito—costui raggiunge veramente la concentrazione di giorno e di notte.
Verso 16
Non c'è fuoco come la lussuria; non c'è catena come l'odio; non c'è rete come l'illusione; non c'è torrente come il desiderio.
Verso 17
Facile è vedere i difetti degli altri, ma difficile è vedere i propri. Perciò si setacciano i difetti degli altri come paglia, ma si nascondono i propri come un baro astuto nasconde un dado truccato.
Verso 18
Chi continuamente osserva i difetti degli altri e si irrita facilmente—le sue proprie contaminazioni mentali crescono; è lontano dall'eradicazione delle contaminazioni.
Verso 19
Non c'è traccia nel cielo; non c'è vero recluso al di fuori del Nobile Sentiero. L'umanità si diletta nella proliferazione mentale, ma gli Illuminati ne sono liberi.
Verso 20
Non c'è traccia nel cielo; non c'è vero recluso al di fuori del Nobile Sentiero. Non ci sono cose condizionate che sono eterne; non c'è perturbazione nei Risvegliati.
Verso 21
Contesto
Questo capitolo appartiene al Dhammapada in lingua pāli (Khuddaka Nikāya, Canone Pāli), Mala Vagga, versi 235–255. Pronunciati nel Jetavana a Sāvatthī e nel Veḷuvana a Rājagaha, questi versi si rivolgevano a monaci, macellai e laici che avevano trascurato la consapevolezza morale fino alla vecchiaia. I versi 235–238 furono rivolti a un anziano macellaio che visse senza fare provvista spirituale fino alle sue ultime ore. Il verso 240 fu pronunciato riguardo a un monaco che sviluppò un attaccamento ossessivo per le sue vesti nuove e che, morendo, rinacque come insetto nell'orlo. I versi 246–248 mettono in guardia in modo sistematico dalla violazione dei Cinque Precetti (Pañcasīla), affermando che l'infrazione della moralità scava le proprie radici spirituali già in questa stessa vita.
Su questo Testo
Composto da: Gautama Buddha · Founder of Buddhism · c. 5th–6th century BCE, Northern India/Nepal
Born Siddhartha Gautama in Lumbini, he attained enlightenment and spent the rest of his life teaching the Dhamma across northern India. His discourses (Suttas), preserved orally for generations before being written down in the Pali Canon, form the doctrinal foundation of Buddhism.
Lo sapevi?
La Foglia Appassita
Sei come una foglia gialla appassita pronta a cadere; i messaggeri della morte ti stanno davanti. Sei sulla soglia della partenza, ma non hai fatto provviste per il tuo viaggio.
Purificazione Graduale
Poco a poco, momento dopo momento, che la persona saggia purifichi le sue impurità, così come un orafo esperto soffia la scoria dall'argento raffinato.
Ruggine Autodistruttiva
Così come la ruggine che sorge dal ferro divora lo stesso ferro da cui è sorta, così i propri atti del trasgressore lo conducono direttamente alla sofferenza.
La Contaminazione Suprema
Peggio di tutte le impurità mondane è l'ignoranza, la più grande contaminazione di tutte. Abbandonate questa contaminazione suprema, monaci, e diventate immacolati.
Trovare la Colpa negli Altri
I difetti altrui sono facili da vedere, ma i propri sono difficili da percepire. Chi continuamente scruta i difetti degli altri moltiplica solo le sue proprie contaminazioni mentali.
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