Versi
Se uno si ama, si protegga bene. Il saggio deve rimanere vigile in almeno una delle tre veglie della notte (o fasi della vita).
Verso 1
Che uno prima si stabilisca nel giusto e nel retto, e solo allora istruisca gli altri; così la persona saggia non soffrirà macchia.
Verso 2
Se uno praticasse in se stesso ciò che insegna agli altri, essendo completamente domato, potrebbe domare gli altri. Perché veramente, domare se stessi è difficile.
Verso 3
Uno è veramente il proprio protettore; qual altro protettore potrebbe esserci? Essendo completamente domato, si ottiene un protettore che è raro da trovare.
Verso 4
Il male compiuto da se stessi, autoprodotto e nato da se stessi, frantuma lo sciocco malfattore così come un diamante duro può macinare una pietra preziosa.
Verso 5
Colui la cui moralità estremamente cattiva lo avvolge come una vite parassita che strozza un albero di sal, causa a se stesso quella rovina che un nemico desidererebbe per lui.
Verso 6
Facili da fare sono atti che sono cattivi e dannosi a se stessi; ma ciò che è veramente vantaggioso e buono, quello è estremamente difficile da fare.
Verso 7
Lo sciocco che, confidando in cattive opinioni, insulta l'insegnamento degli Arahant, dei Nobili che vivono secondo il Dhamma, produce frutto solo per la propria distruzione, come il bambù che fiorisce solo per morire.
Verso 8
È da se stessi che il male è commesso; da se stessi si diventa contaminati. È da se stessi che il male è evitato; da se stessi si diventa purificati. La purità e l'impurità dipendono interamente da se stessi; nessuno può purificare un altro.
Verso 9
Non si deve trascurare il proprio benessere spirituale per quello di un altro, per quanto grande sia; avendo chiaramente compreso il vero benessere di se stessi, che ci si dedichi risolutamente a quell'obiettivo supremo.
Verso 10
Contesto
Questo capitolo appartiene al Dhammapada pali (Khuddaka Nikāya, Canone Pali), Atta Vagga, versi 157–166. Pronunciato al Jetavana di Sāvatthi, l'Atta Vagga si rivolge a monaci e capifamiglia tentati o di proiettare sugli altri i propri fallimenti spirituali, o di trascurare la propria meditazione consigliando eccessivamente gli altri. Il commentario Aṭṭhakathā riporta il celebre episodio del venerabile Attadattha che, udendo che il Buddha stava per raggiungere il Parinibbāna, decise di conseguire prima lo stato di Arahant anziché piangere tra la folla (verso 166), e il caso di Devadatta, la cui profonda malizia causò la sua stessa rovina come un bambù che fruttifica (verso 164).
Su questo Testo
Composto da: Gautama Buddha · Founder of Buddhism · c. 5th–6th century BCE, Northern India/Nepal
Born Siddhartha Gautama in Lumbini, he attained enlightenment and spent the rest of his life teaching the Dhamma across northern India. His discourses (Suttas), preserved orally for generations before being written down in the Pali Canon, form the doctrinal foundation of Buddhism.
Lo sapevi?
Uno è il Proprio Protettore (Verso 160)
«Attā hi attano nātho, ko hi nātho paro siyā»—Uno è veramente il proprio rifugio e protettore; qual altro protettore esterno potrebbe esserci? Essendo completamente domato, si ottiene un rifugio molto difficile da trovare.
Praticare Prima di Insegnare (Versi 158–159)
Che uno prima si stabilisca fermamente in ciò che è giusto e retto; solo allora deve istruire gli altri. Se uno agisce esattamente come insegna agli altri, allora essendo completamente domato, può guidare gli altri.
Il Diamante che Rompe la Pietra (Verso 161)
Il male compiuto da se stessi, nato da se stessi e prodotto dalla propria mente, frantuma il malfattore sciocco così come un diamante duro taglia e frantuma una pietra preziosa minore.
Purità e Impurità Individuali (Verso 165)
È da se stessi che il male è compiuto, e da se stessi si diventa contaminati; è da se stessi che il male è evitato, e da se stessi si diventa purificati. La purità e l'impurità dipendono interamente da se stessi; nessuno può purificare un altro.
Non Trascurare il Tuo Vero Benessere (Verso 166)
Nemmeno per il bene di un grande servizio agli altri, si deve trascurare il proprio risveglio spirituale fondamentale (attadattha). Avendo compreso chiaramente il tuo bene supremo, sii risolutamente dedito a quello scopo.
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