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Embroidered artwork for Sri Harmandir Sahib: il Tempio d'Oro di Amritsar: Embroidered Khanda emblem with a saffron Nishan Sahib flag and marigolds at sunrise

Sri Harmandir Sahib

il Tempio d'Oro di Amritsar

Sri Harmandir Sahib

il Tempio d'Oro di Amritsar

Lo Sri Harmandir Sahib, progettato dal Guru Arjan Dev Ji e le cui fondamenta furono poste da Mian Mir nel 1589, accoglie tutti attraverso quattro porte aperte intorno all'Amrit Sarovar.

L'architettura dell'umiltà e della luce

Quando Guru Arjan Dev Ji concepì lo Sri Harmandir Sahib alla fine del XVI secolo, lo costruì deliberatamente a un livello inferiore rispetto al suolo della città circostante. Per raggiungere il santuario, i devoti devono scendere, un gesto che simboleggia la virtù fondamentale dell'umiltà e l'abbandono del proprio ego davanti al Divino. Guru Amar Das Ji aveva per primo individuato il luogo, e Guru Ram Das Ji iniziò a scavare il lago sacro che lo avrebbe circondato. Guru Arjan Dev Ji, il quinto Guru, progettò poi il tempio stesso e ne sovrintese la costruzione, portando a compimento una visione che tre Guru successivi avevano plasmato insieme nel corso di decenni.

A differenza dei santuari medievali fortificati con un unico ingresso, lo Sri Harmandir Sahib ha accessi rivolti verso tutti e quattro i punti cardinali, nord, sud, est e ovest, e accoglie persone di ogni casta, razza, nazione e background spirituale. Per la posa della prima pietra nel 1589, Guru Arjan Dev Ji scelse Mian Mir, un venerato santo sufi di Lahore. Fu una scelta deliberata che fece del primo atto fisico del tempio un gesto interreligioso e non una semplice cerimonia sikh, in sintonia con le quattro porte aperte che sorsero intorno a quella stessa pietra. Anche la struttura completata del tempio si trova più in basso rispetto al Sarovar che lo circonda, un ulteriore strato del medesimo simbolismo: il pellegrino scende i gradini verso il sentiero rialzato che conduce al santuario, mettendo in pratica fisicamente la rinuncia allo status che l'architettura era stata concepita per insegnare, prima ancora che venga pronunciata una sola preghiera.

Luoghi sacri del complesso dello Harmandir Sahib

Amrit Sarovar
Significato storico:Scavato da Guru Ram Das Ji nel 1577
Essenza spirituale:Il lago sacro del nettare, le cui acque ispirano purificazione interiore e pace.
Santuario Prakash
Significato storico:Al centro del Sarovar, dorato dal maharaja Ranjit Singh
Essenza spirituale:Il santuario interno in cui siede lo Sri Guru Granth Sahib Ji, incessantemente lodato attraverso il Kirtan.
Guru Ke Mahal
Significato storico:Dimora dei Guru sikh
Essenza spirituale:Luogo sacro della nascita di Guru Tegh Bahadur Ji.
Guru Ka Langar
Significato storico:Grande cucina comunitaria aperta 24 ore su 24
Essenza spirituale:Sfama ogni giorno oltre 100.000 pellegrini, seduti insieme in file uguali, nella Pangat.
Dukh Bhanjani Beri
Significato storico:Antico giuggiolo sulla riva del Sarovar
Essenza spirituale:Luogo sacro legato a guarigioni miracolose e a una devozione salda.

La routine quotidiana sacra

Allo Sri Harmandir Sahib ogni giornata segue un programma spirituale ininterrotto che si perpetua da secoli. All'Amrit Vela, intorno alle tre del mattino, il santuario viene lavato con latte e acqua, e lo Sri Guru Granth Sahib Ji viene portato dall'Akal Takht in un palanchino dorato per essere insediato per il giorno. Segue il Kirtan Asa Di Var, in cui strumenti classici a corde accompagnano il canto mattutino degli inni divini che riempie il sentiero di marmo che circonda il Sarovar. Di sera, la cerimonia del Sukhasan chiude la giornata: le Scritture vengono richiuse con reverenza e riportate all'Akal Takht tra preghiere gioiose, per essere di nuovo portate fuori prima dell'alba del giorno successivo. Questo ritmo si è ripetuto, essenzialmente senza interruzioni, sin da quando il Guru Granth Sahib fu insediato qui per la prima volta nel 1604. I pellegrini che arrivano nelle ore profonde della notte talvolta assistono direttamente a questa processione: mentre il Kirtan prosegue, il palanchino avanza lentamente lungo il sentiero di marmo che circonda il Sarovar, una scena che i visitatori descrivono spesso come il momento in cui lo Harmandir Sahib appare più simile a una casa viva che a un monumento.

Gurbani sacro sul Sarovar

Guru Arjan Dev Ji compose personalmente un verso in lode del lago sacro, registrato all'Ang 1362 del Guru Granth Sahib nel metro Phunhe:

Dithe Sabhe Thaav, Nahi Tudh Jeha,

Baddhohu Purakh Bidhaate, Tan Tun Sohaya।

Ho visto ogni luogo della terra,

ma nessuno è pari a Te.

Il Signore Creatore Ti ha stabilito

e Ti ha benedetto con una grazia radiosa.

Sapere che lo stesso architetto del tempio compose questo verso sul luogo che stava ancora costruendo conferisce all'inno un'immediatezza insolita. Si legge meno come una lode offerta da lontano che come la testimonianza di chi aveva percorso il terreno in prima persona e, fra tutti i luoghi che aveva visto, lo aveva giudicato senza pari.

Oro, generosità e il Langar

Nel 1830 il maharaja Ranjit Singh donò 750 chilogrammi di oro puro per rivestire le cupole superiori e le pareti di marmo del santuario: da qui deriva il nome con cui il tempio è conosciuto nel mondo, anche se i sikh stessi lo chiamano principalmente Harmandir Sahib o Darbar Sahib. Il Langar del Tempio d'Oro offre ogni giorno pasti vegetariani caldi e gratuiti a oltre 100.000 devoti; è interamente gestito da volontari, i Sevadar, senza distinzione di fede, nazionalità o condizione sociale del visitatore. È la continuazione viva delle stesse quattro porte aperte incise nel progetto originale del tempio quasi quattro secoli e mezzo fa.

Lo sapevi?

Scriptural Source

Guru Arjan Dev Ji's own verse praising the sacred pool, "Dithe Sabhe Thaav, Nahi Tudh Jeha," is recorded on Ang 1362 of the Guru Granth Sahib in the Phunhe meter.

Foundation Laid by a Muslim Sufi Saint

Guru Arjan Dev Ji specifically invited the revered Sufi saint Mian Mir of Lahore to lay the foundation stone of Harmandir Sahib in 1589.

Gold Foil by Maharaja Ranjit Singh

In 1830, Maharaja Ranjit Singh donated 750 kg of pure gold to plate the upper domes and marble walls of the sanctum.

World's Largest Free Kitchen

The Langar at the Golden Temple serves free hot vegetarian meals to more than 100,000 devotees daily, entirely staffed by volunteers, Sevadars.

Continuous Gurbani Kirtan

Live classical acoustic singing of Gurbani Kirtan continues without interruption throughout the day, from Amrit Vela to the Sukhasan ceremony at night.