Bharat Devotion
Embroidered artwork for Inno di protezione e devozione (Rākhe rākhaṇhār): Embroidered Khanda emblem with a saffron Nishan Sahib flag and marigolds at sunrise

Inno di protezione e devozione (Rākhe rākhaṇhār)

Inno di protezione e devozione (Rākhe rākhaṇhār)

Questo inno della tradizione Sikh celebra la protezione divina concessa dal Signore e dal Guru. Esprime gratitudine per la guida spirituale e la vittoria sulle forze negative, invitando i devoti a riporre la loro fede nel Signore.

Versi

Rākhe Rākhaṇahāra Āpi Ubāriani Gura Kī Pairī Pāi Kāgia Savāriani
Rakhe Rakhanhaar Aap Ubaarian Gur Ki Pairi Paai Kaaj Sawarian

Verso 1

Hoi Āi Daiālu Manahu Na Visāriani Sādha Gianā Kai Saṃgi Bhavagialu Tāriani
Hoi Aai Dyaal Manahu Na Visarian Saadh Jana Kai Sang Bhavjal Taarian

Verso 2

Sākata Niṃdaka Dusaṭa Khina Māhi Bidāriani Tisu Sāhiba Kī Ṭeka Nānaka Manu Dhāriani
Saakat Nindak Dusht Khin Maah Bidarian Tis Sahib Ki Tek Nanak Man Dharian

Verso 3

Sadā Sadā Dātāru Tinhhī Dhiāiani Bhagata Gianā Kai Sāthi Pati Prabha Rākhiani
Sada Sada Dataar Tinhi Dhiyaian Bhagat Jana Kai Saath Pat Prabh Raakhian

Verso 4

Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)

Auspicious Day

Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)

Best Time (Muhurta)

Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)

Sacred Offerings

Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering

Spiritual Benefits (Phalashruti)
  • Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home

Contesto

Il brano fa parte del Guru Granth Sahib, la sacra scrittura del Sikhismo. Viene tradizionalmente recitato come preghiera per chiedere protezione divina e per rafforzare la devozione. È spesso cantato nelle comunità Sikh al mattino o durante momenti di difficoltà.

Su questo Testo

Composto da: Guru Arjan Dev Ji · Sikh Guru (Fifth of the Ten) · 1563–1606 CE, Punjab

The fifth Sikh Guru, who compiled the Adi Granth (the core of what became the Guru Granth Sahib) in 1604, gathering the writings of previous Gurus and various Bhagats. He also composed the Sukhmani Sahib, a long hymn on inner peace, and oversaw the completion of the Golden Temple (Harmandir Sahib) in Amritsar.

Lo sapevi?

Autore e contesto

Questo inno e attribuito a Guru Nanak (1469–1539), fondatore del Sikhismo, ed è parte del 'Guru Granth Sahib'. È scritto in gurmukhi, la scrittura del punjabi, e viene oggi recitato in particolare nelle preghiere quotidiane dei sikh come richiesta di protezione e memoria del divino.

La teologia della protezione

Il versetto apre con 'Rakhai Rakhanhar', dove Dio è invocato come 'protettore che protegge da slesso'. Nel Sikhismo non esistono intermediari forzati: che gloria, il divino ha già salvato il devoto prima che lui stesso capisca, il che introduce l'idea della grazia preventiva e incondizionata.

Il ruolo del Guru e del Sanguigno

Per Guru Nanak, la via è duplice: da una parte l'umiltà di metterai ai piedi del Guru (la guida spirituale), dall'altra la presenza della Sarbad Sangat, la comunità dei devoti. Questo inno dichiara che la compagnia di persone puritone sante alla­cruciale per attraversare 'l'oceano dell'esistenza' (bhava-jal), cioè il ciclo di nascite e morte.

Immaginario del mare

L''oceano del tempo' è una immagine antica e condivisa: si crede che come si vede senza altro il devoto che ha fede possa tagliato solo con la barca dei saggi e dell'Athman del Signore, non con i propri sforzi.

Contrasto tra devoti e malvagi

Sakat (i distruttori), i nindak (calunniatori) e i personaggi negativi vengono affrontati in un solo giorno (khin mues). I devoti evidence come coloro che meditano e 'si alloc'hanno alla potenza di Dio', mentre i malvagi si dissolvono. Non è una vendetta terrena, ma la restaurazione dell'ordine spirituale.

Il rifugio e la gloria finale

La parte conclusiva pone l'accento sul 'ricetto' nei rich opposte. il riconoscimento che il Sarbat è eterno ('sada sada') e che preserva anche l'onore (pati) dei gia devoti — come nella tradizione quando guanti non devono temiro da nulla perché la promessa del divino è più forte di ogni forza contraria.

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