Il Sohila
Preghiere della sera nella tradizione Sikh
Questa raccolta di versi fa parte del Sohila, la preghiera serale del Sikhismo, cantata per lodare il Creatore e riflettere sulla transitorietà della vita e sull'importanza della devozione.
Versi
Unico è il Signore; per grazia del Vero Guru.
Verso 1
Il Sohila, canto di lode, nel raga Gauri Dipaki, del primo Guru.
Verso 2
Unico è il Signore; per grazia del Vero Guru.
Verso 3
Nella casa dove si canta e si contempla la lode del Creatore, in quella casa cantate il Sohila e ricordate Colui che ha creato ogni cosa.
Verso 4
Cantate il Sohila del mio Signore, che nulla può spaventare. Io mi offro in sacrificio a quel Sohila che dona sempre la pace.
Verso 5
Ogni giorno, continuamente, il Datore osserva e protegge le Sue creature. Il valore dei Tuoi doni non si può misurare; chi può contare quel Donatore?
Verso 6
È stato fissato il giorno propizio: riunitevi e versate l’olio. O amici, date le vostre benedizioni, perché io possa incontrare il Signore.
Verso 7
Di casa in casa giunge questo invito; ogni giorno arrivano chiamate. Ricordando Colui che chiama, o Nanak, vengono quei giorni.
Verso 8
Nel raga Asa, del primo Guru.
Verso 9
Sei sono le dimore, sei i maestri, sei gli insegnamenti; ma unico è il Guru, e infinite sono le Sue forme.
Verso 10
O Padre, custodisci quella casa in cui risuona la lode del Creatore: a Te appartiene la gloria.
Verso 11
Da attimi, da ore, da veglie, da fasi lunari, da giorni e da mesi è composto il tempo. Uno è il sole, molte sono le stagioni; o Nanak, innumerevoli sono le forme del Creatore.
Verso 12
Nel raga Dhanasari, del primo Guru.
Verso 13
Il cielo è il vassoio dell’offerta; il sole e la luna sono le lampade, le schiere di stelle sono le perle. L’incenso è il vento profumato dei monti di sandalo, e il vento agita il ventaglio; tutte le foreste in fiore sono le Tue lampade.
Verso 14
Che meravigliosa adorazione! La Tua adorazione annienta il ciclo delle rinascite; il suono non-percosso risuona in eterno come tamburi.
Verso 15
Migliaia sono i Tuoi occhi, eppure non hai occhi; migliaia sono le Tue forme, eppure Tu sei Uno. Migliaia sono i Tuoi piedi immacolati, eppure non hai piedi; senza alcun odore, possiedi mille profumi: questo Tuo gioco mi incanta.
Verso 16
In tutti è la Luce, e quella Luce è Lui. Per la Sua luce ogni luce risplende. Attraverso l’insegnamento del Guru quella Luce si manifesta. Ciò che è gradito a Lui, quello è la vera adorazione.
Verso 17
La mia mente è attratta dal miele dei Tuoi piedi di loto; giorno e notte ardo di sete. O Signore, dona a Nanak, assetato come l’uccello Sarang, l’acqua della Tua grazia, così che dimori nel Tuo Nome.
Verso 18
Nel raga Gauri Poorbi, del quarto Guru.
Verso 19
La città del corpo è piena di desiderio e di ira; ma l’incontro con il Santo la riduce in frantumi. Secondo ciò che era scritto fin dall’inizio, ho trovato il Guru; nella mia mente ho intrecciato un cerchio d’amore per il Signore.
Verso 20
Offrire al Santo con le mani giunte è immenso merito; prostrarsi davanti a lui è immenso merito.
Verso 21
Chi non ha devozione non conosce il sapore dell’amore divino; dentro di lui sta la spina dell’egoismo. A ogni passo quella spina lo trafigge ed egli prova dolore; il messaggero della morte gli infligge colpi sul capo.
Verso 22
I servi del Signore sono immersi nel Nome del Signore; il dolore della nascita e della morte, il ciclo del mondo, è spezzato. Essi ottengono l’Essere indistruttibile, il Dio supremo, glorioso in tutti i mondi e in tutti gli universi.
Verso 23
Noi siamo poveri e umili, o Dio, siamo Tuoi. O Signore, salvaci, salvaci, o grande Signore! Il servo Nanak ha come sostegno e rifugio il Tuo Nome; solo nel Tuo Nome dimora la pace.
Verso 24
Nel raga Gauri Poorbi, del quinto Guru.
Verso 25
Io prego: ascoltate, o amici miei! È il tempo di servire i Santi. Accumulate qui il guadagno del Signore e proseguite; nell’aldilà la dimora sarà serena.
Verso 26
La vita passa e diminuisce giorno e notte; o mente, unisciti al Guru e la tua impresa sarà condotta a buon fine.
Verso 27
Questo mondo è immerso nel vizio e nel dubbio; il conoscitore di Dio lo attraversa. Colui che il Signore risveglia e a cui fa bere questo nettare, egli conosce la storia ineffabile.
Verso 28
Ottenete Colui per cui siete venuti: per mezzo del Guru fate che il Signore dimori nella mente. Così riceverete il palazzo nella vostra dimora interiore, in pace e serenità, e non ci sarà più un altro viaggio.
Verso 29
O Conoscitore dell’intimo, Essere primordiale, Ordinatore del destino, Tu esaudisci i desideri della mente. Il servo Nanak chiede questa sola felicità: fa’ di me la polvere dei piedi dei Santi.
Verso 30
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Il Sohila fa parte del Guru Granth Sahib, il testo sacro del Sikhismo, ed è tradizionalmente recitato la sera prima di coricarsi. I versi qui presenti sono tratti da diversi raga (modi musicali) e attribuiti a diversi Guru Sikh, in particolare Guru Nanak (Mahala 1) e Guru Arjan (Mahala 5). La preghiera esprime gratitudine, lode a Dio e riflessione sulla vita e la morte, ed è una pratica devozionale comune tra i Sikh.
Su questo Testo
Composto da: Guru Nanak Dev Ji · Sikh Guru (First of the Ten) · 1469–1539 CE, Punjab
The founder of Sikhism and the first of the Ten Sikh Gurus, born in Talwandi (present-day Nankana Sahib, Pakistan). He undertook long journeys (Udasis) across South Asia and beyond to share his teachings on the oneness of God and the equality of all people, and composed hymns later included in the Guru Granth Sahib.
Lo sapevi?
Cos'è il Sohila
Il Sohila è una preghiera serale recitata dai Sikh dopo il tramonto, parte del Rehras Sahib. Il nome significa "canto di lode" ed è composto da inni di tre Guru: Guru Nanak, Guru Ram Das e Guru Arjan, ciascuno in un diverso raga (modo musicale).
L'Arti della Natura
L'inno in Raag Dhanaasree (versi 13-17) descrive un'adorazione cosmica unica: il cielo è il piatto sacro, il sole e la luna sono lampade, le stelle sono perle. I venti diffondono l'incenso di sandalo e l'intera foresta fiorisce in offerta. È una delle Arti più celebri nella tradizione Sikh, insegnando che la vera adorazione è contemplare la luce di Dio ovunque.
Simbolismo Nuziale e Morte
Il termine "Sohila" richiama il canto nuziale. I primi versi parlano di cantare il Sohila di Dio, e il ritornello (Rahao) dice "io sono sacrificato a quel Sohila che dà pace eterna". Il verso "Sambat saaha likhia" (v.6) evoca l'immagine di scrivere il destino e prepararsi all'incontro con lo Sposo Divino dopo la morte.
La Precarietà della Vita
Nell'ultimo inno (Mahala 5), Guru Arjan canta: "La vita diminuisce notte e giorno, o mente, incontra il Guru e sistema i tuoi affari." È un potente richiamo a non sprecare il tempo e a dedicarsi al servizio dei santi per ottenere la liberazione dal ciclo di nascita e morte.
Distruzione dei Vizi
L'inno di Guru Ram Das (Mahala 4) descrive il corpo come una città piena di lussuria e rabbia, ma i santi la distruggono pezzo per pezzo. Coloro che assaporano il Nome divino sono liberi dal dolore e dalla paura della morte. Il Nome di Dio è l'unico sostegno per i poveri e gli umili.
Struttura e Raga
Il Sohila si apre con Raag Gauri Deepaki di Guru Nanak, seguito da Aasa e Dhanaasree, sempre dello stesso autore. Poi vengono Gauri Poorbi di Guru Ram Das e un altro Gauri Poorbi di Guru Arjan. Ogni raga ha un'emozione specifica: Gauri è meditativa, Aasa è piena di speranza, Dhanaasree è gioiosa, adatta ai diversi momenti della preghiera.
Guru Nanak Dev Ji
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