Japji Sahib
La preghiera mattutina del Sikhismo
Il Japji Sahib è la preghiera fondamentale del Sikhismo, composta dal primo Guru, Guru Nanak Dev Ji. Viene recitata ogni mattina e contiene l'essenza della fede sikh, lodando l'Unico Dio e insegnando la via per l'unione con Lui.
Versi
Un solo Dio, Nome Verità, Creatore, senza paura, senza inimicizia, immortale, non nato, autoesistente, per grazia del Guru. Il Jap: Vero all’inizio, vero attraverso le ere, vero anche ora, o Nanak, e sempre sarà vero.
Verso 1
Non si ottiene purezza lavandosi, anche se ci si lava centinaia di volte. Non si ottiene silenzio con la meditazione, anche se si resta assorti. Non si placa la fame accumulando ricchezze. Migliaia di astuzie non aiutano alla fine. Come si diventa veritieri? Come si rompe il velo della menzogna? Camminando secondo la Sua Volontà, o Nanak, questo è scritto.
Verso 2
Per Suo comando si formano le forme, il Suo comando non può essere descritto. Per Suo comando nascono gli esseri, per Suo comando si ottiene grandezza. Per Suo comando alcuni sono alti, altri bassi; per Suo comando si ricevono dolori e piaceri. Ad alcuni Egli concede, altri vagano eternamente. Tutti sono dentro il Suo comando, nessuno è al di fuori. O Nanak, chi comprende il Suo comando non parla di ego.
Verso 3
Alcuni cantano della Sua potenza, altri della Sua generosità. Alcuni cantano delle Sue virtù e grandezza, altri della Sua conoscenza. Alcuni cantano di come Egli crea e dissolve il corpo, altri di come toglie e ridà la vita. Alcuni Lo vedono lontano, altri Lo vedono presente ovunque. Non c’è fine a ciò che si può narrare. Milioni e milioni Lo narrano. Egli dà, e i riceventi si stancano. Di era in era, tutti consumano. Per Suo comando, Egli guida il cammino. O Nanak, Egli è beato e senza preoccupazioni.
Verso 4
Il Signore è vero, il Suo Nome è vero. Il Suo amore è incommensurabile. Gli uomini chiedono e implorano, e Lui dona continuamente. Cosa possiamo offrire per vedere la Sua corte? Quale parola pronunciare per ottenere il Suo amore? Nell’ora dell’ambrosia, contempla il Nome vero e la Sua grandezza. Per le Sue azioni otteniamo il vestito, per la Sua grazia la porta della salvezza. O Nanak, così si conosce che Lui stesso è il Veritiero.
Verso 5
Egli non può essere istituito né creato; Egli stesso è l’Immacolato. Chi Lo serve ottiene onore. O Nanak, cantiamo le lodi del Tesoro di virtù. Cantando, ascoltando e tenendo amore nel cuore, il dolore svanisce e la pace dimora in casa. Attraverso il Guru si realizza il suono divino, attraverso il Guru la conoscenza, attraverso il Guru Egli è immanente. Il Guru è Ishvara, Gorakh, Brahma, e la Madre Parvati. Se io sapessi, non parlerei, ma dire non si può dire. O Guru, concedimi questa comprensione: C’è un solo Donatore di tutte le anime, che io non dimentichi mai.
Verso 6
Fare bagni di pellegrinaggio è utile solo se a Lui piace; senza il Suo compiacimento, a cosa serve? Tutta la creazione che vedo, senza la Sua grazia come si ottiene? Nella mente ci sono gemme, gioielli e rubini, se si ascolta anche un solo insegnamento del Guru. O Guru, concedimi questa comprensione: C’è un solo Donatore di tutte le anime, che io non dimentichi mai.
Verso 7
Se si vivessero quattro ere, o anche dieci volte tanto, e si fosse conosciuti in tutti i nove continenti, e tutti ti seguissero, e si avesse un buon nome e fama nel mondo, ma se il Signore non ti guarda con favore, nessuno ti chiede. Egli rende virtuoso il senza virtù, e ai virtuosi concede virtù. Nessuno può aggiungere virtù a Lui.
Verso 8
Ascoltando si ottengono siddha, pir, suri e nath. Ascoltando si comprendono terra, oceano e cielo. Ascoltando si conoscono isole, mondi e inferi. Ascoltando, la morte non può toccare. O Nanak, i devoti sono sempre gioiosi. Ascoltando, dolore e peccato sono distrutti.
Verso 9
Ascoltando si conoscono Ishvara, Brahma e Indra. Ascoltando, anche i malvagi lodano. Ascoltando si conoscono le vie dello yoga e i segreti del corpo. Ascoltando si comprendono Shastra, Smriti e Veda. O Nanak, i devoti sono sempre gioiosi. Ascoltando, dolore e peccato sono distrutti.
Verso 10
Ascoltando si ottengono verità, contentezza e conoscenza. Ascoltando equivale a fare il bagno ai sessantotto luoghi di pellegrinaggio. Ascoltando, leggendo e ripetendo si ottiene onore. Ascoltando si raggiunge la meditazione spontanea. O Nanak, i devoti sono sempre gioiosi. Ascoltando, dolore e peccato sono distrutti.
Verso 11
Ascoltando si diventa esperti nelle virtù. Ascoltando si ottengono sheikh, pir e re. Ascoltando, i ciechi trovano la via. Ascoltando, l’incommensurabile diventa raggiungibile. O Nanak, i devoti sono sempre gioiosi. Ascoltando, dolore e peccato sono distrutti.
Verso 12
La condizione di chi ha fede non può essere descritta. Se qualcuno cerca di descriverla, poi se ne pente. Non c’è carta, penna o scriba per descriverla. Solo la mente può meditare su di essa. Tale è il Nome Immacolato; solo chi ha fede nel cuore può conoscerlo.
Verso 13
Con la fede si ottiene comprensione e saggezza nella mente. Con la fede si conosce la condizione di tutti i mondi. Con la fede non si ricevono colpi al volto. Con la fede non si va con il messaggero della morte. Tale è il Nome Immacolato; solo chi ha fede nel cuore può conoscerlo.
Verso 14
Con la fede non si trova ostacolo sul sentiero. Con la fede si va rispettati davanti al Signore. Con la fede non si segue la via del peccato. Con la fede si ha legame con la rettitudine. Tale è il Nome Immacolato; solo chi ha fede nel cuore può conoscerlo.
Verso 15
Con la fede si trova la porta della salvezza. Con la fede si salva la propria famiglia. Con la fede, il Guru e i discepoli attraversano e fanno attraversare. Con la fede, o Nanak, non si vaga più come mendicanti. Tale è il Nome Immacolato; solo chi ha fede nel cuore può conoscerlo.
Verso 16
I cinque sono approvati, i cinque sono sovrani. I cinque ottengono onore alla Sua corte. I cinque risplendono alla porta del Re. Il Guru dei cinque è l’unica meditazione. Se qualcuno riflette, non può contare le opere del Creatore. Il toro della rettitudine è figlio della compassione; la contentezza è il filo con cui è tenuto. Chi comprende diventa veritiero. Quanto peso sul toro! Ci sono molte terre al di sotto, e ancora sotto. Chi sostiene quel peso? Molte specie di esseri, colori e nomi. Tutto è scritto dalla penna del destino. Chi può scrivere questo resoconto? Quanto grande è la Sua potenza, bellezza e doni? Nessuno può misurarli. Egli creò l’espansione, e da essa scaturirono fiumi. Cos’è questa potenza? Non posso fare a meno di offrirmi a Te. Qualunque cosa Ti piaccia è buona. Tu sei eternamente al sicuro, o Senza Forma.
Verso 17
Innumerevoli sono i mantra, innumerevoli gli amori. Innumerevoli le adorazioni, innumerevoli le austerità. Innumerevoli le scritture, i Veda recitati. Innumerevoli gli yogi con menti distaccate. Innumerevoli i devoti che contemplano virtù e conoscenza. Innumerevoli i santi, innumerevoli i generosi. Innumerevoli gli eroi, che divorano il ferro. Innumerevoli i silenziosi assorti nella meditazione. Cos’è questa potenza? Non posso fare a meno di offrirmi a Te. Qualunque cosa Ti piaccia è buona. Tu sei eternamente al sicuro, o Senza Forma.
Verso 18
Innumerevoli gli stolti, ciechi nell’oscurità. Innumerevoli i ladri e i corrotti. Innumerevoli coloro che esercitano violenza. Innumerevoli gli assassini che commettono omicidi. Innumerevoli i peccatori che vivono nel peccato. Innumerevoli i bugiardi che vagano nella menzogna. Innumerevoli gli impuri che mangiano immondizia. Innumerevoli i calunniatori che portano pesi. Nanak, umile, dice la sua riflessione: Non posso fare a meno di offrirmi a Te. Qualunque cosa Ti piaccia è buona. Tu sei eternamente al sicuro, o Senza Forma.
Verso 19
Innumerevoli i nomi, innumerevoli i luoghi. Inaccessibili, inaccessibili, innumerevoli i mondi. Dicendo “innumerevoli” si carica un peso. Con le parole si loda il Nome, con le parole si canta la conoscenza. Con le parole si scrive e si parla. Sopra le parole c’è il destino che si manifesta. Colui che ha scritto queste parole non ha alcun segno sopra di sé. Come Egli ordina, così si riceve. Quanto Egli ha creato, tanto è il Suo Nome. Senza il Nome non c’è alcun luogo. Cos’è questa potenza? Non posso fare a meno di offrirmi a Te. Qualunque cosa Ti piaccia è buona. Tu sei eternamente al sicuro, o Senza Forma.
Verso 20
Se mani, piedi e corpo si sporcano, l’acqua li lava. Se i vestiti si sporcano, il sapone li pulisce. Quando la mente si sporca con il peccato, si lava con l’amore per il Nome. Virtù e peccato non sono semplici etichette; si raccoglie ciò che si semina. O Nanak, per Suo comando si viene e si va.
Verso 21
Pellegrinaggio, austerità, compassione, elemosina: se qualcuno ne ottiene anche un po’ di merito, è bene. Ascoltare, credere e amare nel cuore è come fare il bagno nel santuario interiore. Tutte le virtù sono Tue, io non ne ho alcuna. Senza virtù non c’è devozione. Sia lode alla Parola primordiale, il Brahman. La Verità è bella, sempre gioiosa nella mente. Quale fu il tempo, l’ora, il giorno, la data, la stagione, il mese in cui si formò l’universo? I pandit non lo trovano nei Purana, i qazi non lo trovano nel Corano. Lo yogi non conosce giorno, data, stagione o mese. Solo il Creatore che creò il mondo lo sa. Come posso parlare di Lui, lodarLo, descriverLo? O Nanak, tutti parlano, ma ciascuno si crede più saggio. Grande è il Signore, grande è il Suo Nome. Ciò che accade è per Sua volontà. O Nanak, chi si vanta di sapere non sarà onorato nell’aldilà.
Verso 22
Ci sono innumerevoli mondi inferiori e innumerevoli cieli. I Veda si sono stancati di cercare i loro confini. Le scritture dicono che c’è un solo Essere. Se si potesse scrivere un resoconto, esso finirebbe. O Nanak, Egli è chiamato Grande, solo Lui conosce Se stesso.
Verso 23
Lodando le Sue lodi, non si ottiene la comprensione. I fiumi e i ruscelli scorrono nell’oceano, ma l’oceano non lo sa. I re e i sovrani con i loro tesori e ricchezze non equivalgono neppure a una formica se dimenticano il Signore.
Verso 24
Non c’è fine alle Sue lodi, né al parlare di Lui. Non c’è fine al Suo fare e al Suo donare. Non c’è fine al vedere e all’ascoltare. Non si può trovare il limite del Suo mistero. Non si può trovare il limite della Sua creazione. Molti gridano invano per trovare i Suoi confini. Non si possono trovare. Nessuno conosce questo limite. Più si parla, più c’è. Grande è il Signore, alta è la Sua dimora. Sopra l’alto, più alto è il Suo Nome. Solo uno che è alto come Lui può conoscerLo. Quanto è grande, solo Lui lo sa. O Nanak, per la Sua grazia, Egli dona.
Verso 25
La Sua generosità non può essere scritta. Il grande Donatore non ha alcuna avidità. Molti potenti guerrieri chiedono. Molti non possono essere contati. Molti si consumano nei vizi. Molti prendono e poi rifiutano. Molti stolti continuano a mangiare. Molti soffrono fame e dolore continuamente. Anche questi sono Tuoi doni, o Donatore. La liberazione dalla prigione avviene per la Tua volontà. Nessun altro può parlare. Se qualcuno presume di parlare, sappia quanto ha ricevuto. Lui solo sa, Lui solo dà. Pochi sono quelli che Lo lodano. A chi Egli concede, loda il Signore. O Nanak, il Re dei re.
Verso 26
Inestimabili sono le Sue virtù, inestimabile il Suo commercio. Inestimabili i commercianti, inestimabili i tesori. Inestimabili coloro che vengono e inestimabili coloro che portano via. Inestimabile l’amore, inestimabile la fusione. Inestimabile la rettitudine, inestimabile il tribunale. Inestimabile la bilancia, inestimabile il verdetto. Inestimabile la grazia, inestimabile il segno. Inestimabile il karma, inestimabile l’ordine. Inestimabile, inestimabile, non può essere descritto. Molti rimangono assorti nel descriverLo. I Veda, i Purana, i lettori e i predicatori parlano di Lui. Brahma e Indra parlano. Gopi e Govind parlano. Ishvara e Siddha parlano. Molti Budda creati parlano. Demoni e dei parlano. Esseri celesti, umani, saggi e servitori parlano. Molti parlano e continuano a parlare. Molti, dopo aver parlato, se ne vanno. Se Egli creasse altri, anche loro non potrebbero descriverLo. Com’è il Suo piacere, così Egli è. O Nanak, solo il Vero Lo conosce. Se qualcuno parla con arroganza, è riconosciuto come il più grande stolto.
Verso 27
Qual è la Sua Porta, qual è la Sua Dimora, dove siede e governa tutto? Innumerevoli suoni musicali risuonano, molti musicisti suonano. Molti raga e molte melodie, molti cantanti. Cantano di Te il vento, l’acqua e il fuoco; canta il re Dharma alla Tua porta. Cantano Chitragupta, che scrive e giudica. Cantano Ishvara, Brahma e Devi, sempre adorni. Cantano Indra, seduto sul trono, con i deva alla Tua porta. Cantano i Siddha in meditazione, cantano i Santi nella contemplazione. Cantano i celibi, i veritieri, i contenti; cantano i guerrieri valorosi. Cantano i pandit che leggono i Veda di era in era. Cantano le seducenti che incantano le menti nei cieli, nei mondi e negli inferi. Cantano i gioielli creati da Te, con i sessantotto pellegrinaggi. Cantano i guerrieri potenti, cantano le quattro fonti di vita. Cantano i continenti, i sistemi solari, e i mondi da Te creati e sostenuti. Solo quelli che Ti piacciono cantano di Te, i Tuoi devoti inebriati d’amore. Molti altri cantano, ma non mi vengono in mente. Cosa può dire Nanak? Egli è sempre lo stesso, il vero Signore, il Nome vero. Egli è ora e sempre sarà, non va e non viene. Egli creò la materia con vari colori e specie. Creando, osserva la Sua creazione, tale è la Sua grandezza. Ciò che Gli piace, quello fa; non si può comandare a Lui. Egli è il Re, il Sovrano dei re. O Nanak, tutto avviene per la Sua volontà.
Verso 28
Fa’ della contentezza il tuo orecchino, dell’umiltà la tua ciotola, della meditazione la cenere. Fa’ del tempo la tua veste, del corpo celibe il tuo bastone della fede. Unisci tutta l’umanità come una sola confraternita. Avendo conquistato la mente, conquisti il mondo. Io mi inchino a Lui, sempre mi inchino. L’Uno Primordiale, Immacolato, senza inizio, indistruttibile, di era in era lo stesso.
Verso 29
Il cibo è la conoscenza, la compassione è il tesoro. In ogni cuore risuona il suono divino. Lui stesso è il Signore, tutti sono soggetti a Lui. Le ricchezze e i poteri sono un altro piacere. Unione e separazione sono due vie che Egli fa muovere; secondo il destino, si riceve. Io mi inchino a Lui, sempre mi inchino. L’Uno Primordiale, Immacolato, senza inizio, indistruttibile, di era in era lo stesso.
Verso 30
Una sola Madre si unì al Signore, e generò tre discepoli: uno creatore del mondo, uno tesoriere, uno giudice. Come Egli vuole, così fa muovere; come è il Suo ordine. Egli vede, ma non è visto; questo è meraviglioso. Io mi inchino a Lui, sempre mi inchino. L’Uno Primordiale, Immacolato, senza inizio, indistruttibile, di era in era lo stesso.
Verso 31
In ogni mondo Egli ha stabilito il Suo trono e i Suoi tesori. Tutto ciò che è stato creato è una sola volta. Il Creatore, creando, osserva. O Nanak, l’opera del Vero è vera. Io mi inchino a Lui, sempre mi inchino. L’Uno Primordiale, Immacolato, senza inizio, indistruttibile, di era in era lo stesso.
Verso 32
Se una lingua diventasse centomila, e centomila venti volte tante, e centomila volte si ripetesse il Nome del Signore del mondo, su questo sentiero, salendo i gradini dell’onore, si diventa uno con Lui. Ascoltando le parole del cielo, anche i vermi desiderano imitare. O Nanak, per Sua grazia si ottiene; la falsità è solo vana ostentazione.
Verso 33
Non c’è potere nel parlare, né nel tacere. Non c’è potere nel chiedere o nel dare. Non c’è potere nel vivere o nel morire. Non c’è potere nel regno o nella ricchezza, che turbano la mente. Non c’è potere nella comprensione o nella conoscenza. Non c’è potere nel trovare una via per sfuggire al mondo. Colui che ha il potere nelle Sue mani, Egli guarda. O Nanak, nessuno è alto o basso.
Verso 34
Notti, stagioni, date, giorni, vento, acqua, fuoco e inferi. In mezzo a questi, Egli ha stabilito la terra come luogo di rettitudine. In essa vivono esseri di vari tipi e colori, con innumerevoli nomi. Secondo le loro azioni, saranno giudicati. Il Signore stesso è vero, la Sua corte è vera. Lì risplendono i cinque approvati. Per la Sua grazia si ottiene il segno. Lì si valuta ciò che è crudo e cotto. O Nanak, si va a comparire davanti a Lui.
Verso 35
Questa è la legge del regno della rettitudine. Ora parliamo del regno della conoscenza. Molti sono i venti, le acque, i fuochi; molti i Krishna e i Shiva. Molti sono i Brahma che plasmano forme e colori. Molte terre di karma, montagne, molti insegnamenti. Molti Indra, lune, soli, molte regioni e paesi. Molti siddha, buddha, nath, molte dee. Molti dei, demoni, saggi, molti gioielli dell’oceano. Molte specie, molte lingue, molti re. Molte comprensioni, molti servitori. O Nanak, non c’è fine, non c’è fine.
Verso 36
Nel regno della conoscenza, la conoscenza risplende. Lì ci sono suoni, gioia e felicità. Il regno dello sforzo ha la sua bellezza. Lì viene plasmata una forma meravigliosa. Queste cose non possono essere descritte; se qualcuno parla, poi se ne pente. Lì vengono plasmate la comprensione, la saggezza e la mente. Lì viene plasmata la consapevolezza dei siddha e dei santi.
Verso 37
Il regno dell’azione ha la sua potenza. Lì non c’è altro che Lui. Lì ci sono guerrieri potenti e coraggiosi, pieni di Dio. Lì la gloria è piena di pace. I loro volti non possono essere descritti. Non muoiono né vengono ingannati. Coloro nel cui cuore dimora Dio sono lì. Lì dimorano i devoti di tutti i mondi, gioendo con il Signore vero. Nel regno della Verità dimora l’Immutabile. Creando, Egli osserva con sguardo benevolo. Lì ci sono regioni, sistemi solari e universi. Se qualcuno li descrive, non c’è fine. Lì ci sono mondi e forme infinite. Come è il Suo comando, così è l’azione. Egli vede, gioisce e riflette. O Nanak, è difficile descrivere la Sua gloria.
Verso 38
Fa’ della continenza la tua fucina, della pazienza il tuo orafo. Fa’ della comprensione la tua incudine, della conoscenza il tuo martello. Fa’ del timore di Dio il tuo mantice, dell’austerità il tuo fuoco. Fa’ dell’amore il tuo contenitore, e in esso cola l’ambrosia. Nella vera zecca, forgia la Parola. Solo coloro su cui Egli posa lo sguardo di grazia ricevono questo dono. O Nanak, per la Sua grazia, Egli rende beati.
Verso 39
Il vento è il Guru, l’acqua il padre, la terra la grande madre. Il giorno e la notte sono le due nutrici, in cui tutto il mondo gioca. Le buone e le cattive azioni sono giudicate alla presenza del Dharma. Secondo le proprie azioni, alcuni sono vicini, altri lontani. Coloro che hanno meditato sul Nome, dopo aver lavorato duro, se ne vanno. O Nanak, i loro volti sono luminosi, e molti altri vengono liberati con loro.
Verso 40
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Il Japji Sahib è il primo componimento del Guru Granth Sahib, il testo sacro del Sikhismo. Tradizionalmente attribuito a Guru Nanak Dev Ji, fondatore del Sikhismo, viene recitato ogni giorno dai Sikh come parte della loro pratica spirituale. È composto da versi in lingua punjabi (scritta in caratteri Gurmukhi) e approfondisce temi come la natura di Dio, l'importanza del guru e il superamento dell'ego.
Su questo Testo
Composto da: Guru Nanak Dev Ji · Sikh Guru (First of the Ten) · 1469–1539 CE, Punjab
The founder of Sikhism and the first of the Ten Sikh Gurus, born in Talwandi (present-day Nankana Sahib, Pakistan). He undertook long journeys (Udasis) across South Asia and beyond to share his teachings on the oneness of God and the equality of all people, and composed hymns later included in the Guru Granth Sahib.
Lo sapevi?
Autore e contesto
Il Japji Sahib è la prima composizione del Guru Granth Sahib, la scrittura sacra del Sikhismo, ed è opera di Guru Nanak Dev Ji (1469–1539), il fondatore della religione. Viene recitato quotidianamente dai Sikh come preghiera mattutina e racchiude l'intera essenza della loro fede.
Il Mool Mantar
L'opera si apre con il Mool Mantar, un verso fondamentale che descrive Dio come unico, eterno, senza paura, senza inimicizia, senza nascita e autosufficiente. Questa dichiarazione iniziale stabilisce la visione monoteistica del Sikhismo e il percorso spirituale attraverso la grazia del Guru.
Il concetto di Hukam (Ordine Divino)
Diverse strofe (come la 2ª e la 3ª) esplorano l'Hukam, l'ordine o volere divino che governa tutta la creazione. Guru Nanak spiega che tutto, dalla forma del mondo alla condizione di ogni essere, avviene secondo questo decreto, e che comprendere l'Hukam è la via per superare l'ego (haumai).
L'importanza di ascoltare e meditare (Suniai e Mannai)
Le strofe dall'8ª alla 15ª si concentrano sul potere dell'ascolto (suniai) e dell'accettazione interiore (mannai). Ascoltare il Nome divino e meditare su di esso purifica dai peccati, conduce alla saggezza e apre la porta della liberazione, superando la paura della morte.
I cinque regni spirituali (Khands)
Verso la fine (strofe 34–37), Guru Nanak descrive un viaggio attraverso cinque regni: il Regno del Dovere (Dharam Khand), della Conoscenza (Gian Khand), dello Sforzo (Saram Khand), della Grazia (Karam Khand) e della Verità (Sach Khand). Ogni stadio rappresenta un progresso nell'anima verso l'unione con Dio, culminando nella dimora dell'Assoluto.
Guru Nanak Dev Ji
Altro da Sikhismo
Vedi tuttoInsegnamenti Collegati
Lo stesso insegnamento, riecheggiato in diverse tradizioni
