Bharat Devotion
Embroidered artwork for Il bhajan di Meera: 'Resta nei miei occhi, Nandalal': Embroidered Om symbol above a brass diya, marigolds and a temple spire at sunrise

Il bhajan di Meera

'Resta nei miei occhi, Nandalal'

Il bhajan di Meera

'Resta nei miei occhi, Nandalal'

Questo bhajan della poetessa mistica Meera Bai esprime il suo ardente desiderio che il Signore Krishna, chiamato Nandalal, dimori nei suoi occhi, descrivendone la bellezza affascinante.

Versi

Baso More Nainana Meṃ Naṃdalāla
Baso More Nainan Mein Nandalal

Verso 1

Mohanī Mūrati Sāṃvari Sūrati, Naiṇā Bane Bisāla
Mohani Murati Saanwari Surati, Naina Bane Bisal

Verso 2

Adhara Sudhārasa Muralī Rāgiata, Ura Baigiaṃtī-māla
Adhar Sudharas Murali Rajat, Ur Baijanti-Maal

Verso 3

Ciudra Ghaṃṭikā Kaṭi Taṭa Sobhita, Nūpura Sabada Rasāla
Chhudra Ghantika Kati Tat Sobhit, Nupur Sabad Rasal

Verso 4

Mīrā Prabhu Saṃtana Sukhadāī, Bhagata Baciala Gopāla
Meera Prabhu Santan Sukhdaee, Bhagat Bachhal Gopal

Verso 5

Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)

Auspicious Day

Wednesday (Budhwar), Thursday (Guruwar) & Ekadashi

Best Time (Muhurta)

Early Morning (Brahma Muhurta) or Sandhya (Twilight)

Sacred Offerings

Tulsi leaves, Butter (Makhan), Mishri, Yellow flowers & Chandan

Spiritual Benefits (Phalashruti)
  • Awakening of pure divine love (Prema Bhakti), mental joy, and freedom from anxiety

Contesto

Il brano appartiene alla tradizione bhakti del Krishnaismo, diffusa nell'India settentrionale a partire dal XV secolo. Meera Bai, principessa divenuta santa, compose questi versi in lingua braj, un dialetto hindi legato alla devozione krishnaita. Il bhajan viene tradizionalmente cantato durante le riunioni di preghiera, specialmente nei templi dedicati a Krishna, per esprimere l'amore e la devozione del fedele verso il divino.

Su questo Testo

Composto da: Mirabai · Medieval Bhakti Poet-Saint · 16th century, Rajasthan

A Rajput princess of Mewar who renounced court life to devote herself entirely to Krishna, whom she regarded as her true husband. Her passionate devotional songs (bhajans), sung across North India to this day, describe divine love in deeply personal, often defiant terms against the social expectations of her royal household.

Lo sapevi?

Autrice

Questo bhajan è attribuito a Meera Bai, poetessa e mistica del XVI secolo, devota di Krishna. Le sue composizioni in Braj Bhasha e Rajasthani sono celebri per l'intensità dell'amore divino.

Forma poetica

Il brano è un tipico bhajan devozionale, strutturato in quartine (chaupai) con rima e ritmo pensati per il canto. L'uso del Braj, dialetto legato alla regione di Vrindavan, evoca l'ambiente pastorale di Krishna.

Iconografia

Ogni verso dipinge un dettaglio del Signore: la carnagione scura (sāṃvari), gli occhi grandi come fiori di loto, il flauto dalle labbra che stillano nettare, la ghirlanda di fiori di bosco (vaijayanti), i campanellini alla vita e i sonagli alle caviglie: un ritratto completo del Krishna fanciullo.

Visione interiore

Il primo verso, "Resta nei miei occhi, o Nandalal", esprime il tema centrale della bhaktī: il devoto vede interiormente il Signore, senza bisogno di un'immagine esteriore. È un'invocazione alla presenza costante di Dio nello sguardo dell'anima.

Conclusione

Gli ultimi versi lodano Krishna come "gioia dei santi" e "amico dei devoti". Meera si inserisce nella tradizione dei poeti-santi che, attraverso la musica e la poesia, cercano l'unione mistica con il divino, superando le barriere di casta e genere.

Insegnamenti Collegati

Lo stesso insegnamento, riecheggiato in diverse tradizioni