Aisi Lagi Lagan
Questo canto devozionale (bhajan) celebra la vita e la devozione assoluta di Meera Bai, una mistica e poetessa del XVI secolo che si consacrò interamente a Krishna. I versi descrivono il suo abbandono gioioso, la rinuncia ai beni terreni e la sua incrollabile fede, anche di fronte alle persecuzioni.
Versi
Veri sono gli occhi che contemplano il Signore Shyam, e vera è la testa che si inchina ai piedi del Signore. Inutile è la bocca che parla invano; benedetta è la bocca che ripete il nome di Hari.
Verso 1
La bellezza delle mani non proviene da diamanti e perle; vere sono le mani che adorano il Signore. Immortale in questo mondo anche dopo la morte è l'anima che sacrifica la propria vita per amore divino.
Verso 2
Così profondamente presa dall'amore divino che Mira fu inondata di gioia, vagando di strada in strada cantando le glorie di Hari. Cresciuta nei palazzi, partì come un'asceta, e la regina Mira fu chiamata folle d'amore.
Verso 3
Nessuno la fermava, nessuno la ostacolava; Mira iniziò gioiosamente a cantare i nomi di Govind e Gopal.
Verso 4
Seduta in compagnia di santi e tinta dei colori di Mohan, Mira iniziò a compiacere il suo amato Signore, vagando di strada in strada cantando le Sue glorie.
Verso 5
Così profondamente presa dall'amore divino che Mira fu inondata di gioia, vagando di strada in strada cantando le Sue glorie. Cresciuta nei palazzi, partì come un'asceta, e la regina Mira fu chiamata folle d'amore.
Verso 6
Quando il Rana le diede il veleno, lei lo accettò come se stesse bevendo nettare, e Mira iniziò a fondersi come un fiume nell'oceano.
Verso 7
Sopportando milioni di dolori, pronunciò 'Govind' dalle sue labbra, cantando incessantemente Govind e Gopal mentre vagava di strada in strada cantando le Sue glorie.
Verso 8
Così profondamente presa dall'amore divino che Mira fu inondata di gioia, vagando di strada in strada cantando le Sue glorie. Cresciuta nei palazzi, partì come un'asceta, e la regina Mira fu chiamata folle d'amore.
Verso 9
Così profondamente presa dall'amore divino che Mira fu inondata di gioia; così profondamente presa dall'amore divino che Mira fu inondata di gioia.
Verso 10
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Wednesday (Budhwar), Thursday (Guruwar) & Ekadashi
Early Morning (Brahma Muhurta) or Sandhya (Twilight)
Tulsi leaves, Butter (Makhan), Mishri, Yellow flowers & Chandan
- Awakening of pure divine love (Prema Bhakti), mental joy, and freedom from anxiety
Contesto
Questo canto devozionale (bhajan) appartiene alla tradizione bhakti dell'India settentrionale, incentrata sulla devozione a Krishna. I versi sono tradizionalmente attribuiti a Meera Bai, una mistica e poetessa del XVI secolo, e vengono ancora oggi recitati e cantati in contesti devozionali, specialmente in Rajasthan. Il testo rievoca episodi leggendari della sua vita – l'abbandono del palazzo, l'accettazione del veleno come nettare, la gioia incrollabile – come simboli della sua totale dedizione al divino.
Lo sapevi?
Chi è Mira Bai
Mira Bai (1498–1546 circa) fu una principessa rajput del Rajasthan e una delle più celebri mistiche devote a Krishna. Secondo la tradizione, fin da bambina si sentì sposa spirituale di Krishna e, dopo la morte del marito, abbandonò la vita di corte per diventare una 'jogan' (asceta errante), cantando e ballando inni d'amore divino per le strade.
Il valore degli atti di devozione
I primi versi insegnano che gli organi del corpo hanno valore solo se usati per il Signore: gli occhi per vedere Krishna (Shyam), la testa per inchinarsi ai suoi piedi, la bocca per cantare il suo nome. L'immagine delle mani che servono a pregare e non a esibire gioielli ribalta la logica mondana del lusso e dell'apparenza.
La leggenda del veleno e dell'amore divino
Secondo la tradizione, il cognato di Mira, il Rana di Mewar, tentò più volte di ucciderla, ma lei trasformò il veleno in nettare (amrita) grazie alla sua fede incrollabile. La strofa 'Rana ha dato veleno, come fosse nettare ho bevuto' celebra la protezione divina e l'invincibilità dell'amore puro.
La rinuncia e l'identità di 'pazza d'amore'
Cresciuta tra lo sfarzo dei palazzi (mahalon mein pali), Mira scelse la strada dell'ascetismo e divenne nota come 'diwani' (pazza) per il suo estatico abbandono a Krishna. Le sue canzoni la ritraggono mentre vaga di strada in strada, cantando i nomi di Govind e Gopal, senza lasciarsi fermare o rimproverare da nessuno.
Il valore della sofferenza sopportata con fede
Mira è lodata per aver sopportato 'migliaia di dolori' (dukh lakhon sahe) senza mai smettere di pronunciare il nome 'Govind'. La sua vita è vista come un esempio di 'balidan' (sacrificio) in cui si muore al mondo per vivere nell'amore eterno. La frase 'morendo anche, il nome di quel vivente è immortale' sottolinea che la morte fisica non ha potere su chi è immerso nell'amore divino.
Krishna
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