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Embroidered artwork for Vishnu Sahasranama — Dhyana Shloka: Embroidered Om symbol above a brass diya, marigolds and a temple spire at sunrise

Vishnu Sahasranama — Dhyana Shloka

Vishnu Sahasranama — Dhyana Shloka

Questo è un verso sanscrito tradizionale di meditazione su Visnù, spesso recitato all'inizio di pratiche spirituali o studi per invocare la sua protezione e rimuovere gli ostacoli.

Versi

Dhyānam e Invocazione

Meditazione di apertura e sacro mantra che invocano la presenza divina prima dei 108 nomi.

Shuklāmbaradharaṃ Vishṇuṃ Shashivarṇaṃ Ciaturbhugiam Prasannavadanaṃ Dhiāiet Sarvavighnopashāntaie
Shuklambara Dharam Vishnum Shashi Varnam Chaturbhujam Prasanna Vadanam Dhyayet Sarva Vighnopa Shantaye

I Mille Nomi Divini (Sahasranāma)

I sacri versi che racchiudono i mille nomi divini dell'Essere Supremo.

Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)

Auspicious Day

Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)

Best Time (Muhurta)

Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)

Sacred Offerings

Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering

Spiritual Benefits (Phalashruti)
  • Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home

Contesto

Questo shloka fa parte della tradizione del Vishnu Sahasranama (i mille nomi di Visnù), contenuto nel Mahabharata. Viene tradizionalmente recitato come preghiera iniziale prima della lettura delle scritture o di altri riti, per chiedere la benevolenza divina e la rimozione di ogni impedimento. La sua origine è antica e ampiamente venerata nell'induismo.

Su questo Testo

Composto da: Maharishi Vedavyasa · Ancient Vedic Rishi · Traditional antiquity

Traditionally credited as the compiler of the four Vedas and the author of the Mahabharata (within which the Bhagavad Gita appears) and the Puranas — making him one of the most cited authorial figures in the entire Hindu canon, spanning philosophy, epic narrative, and devotional literature.

Lo sapevi?

Origine e contesto

Questo verso è il celebre dhyāna śloka (versetto di meditazione) che apre il Viṣṇu Sahasranāma (i mille nomi di Viṣṇu) contenuto nel Mahābhārata. Viene recitato prima della lista dei nomi per invocare la presenza del Signore e rimuovere gli ostacoli mentali e spirituali.

Simbolismo dei dettagli

L'immagine descrive Viṣṇu vestito di bianco (śuklāmbara), colore della purezza e della conoscenza; il suo incarnato è simile alla luna (śaśivarṇa), simbolo di freschezza e serenità. Le quattro braccia (caturbhuja) rappresentano i quattro scopi della vita umana: dharma, artha, kāma e mokṣa.

Uso quotidiano

Questo śloka è tra i più recitati nell'induismo, non solo prima del Viṣṇu Sahasranāma, ma anche all'inizio di pratiche devozionali, pūjā e meditazione. La sua efficacia nel placare gli ostacoli (vighna) lo rende un punto di partenza comune per qualsiasi rito o studio spirituale.

Struttura metrica

Il verso è composto in anuṣṭubh (metro di 32 sillabe, suddiviso in quattro piedi di 8 sillabe ciascuno), il metro più comune nella poesia sanscrita classica. La sua semplicità ritmica facilita la memorizzazione e la recitazione corale.

Assenza di una 'storia' specifica

A differenza di molti inni che narrano episodi mitologici, questo śloka è puramente descrittivo e meditativo. Non racconta un evento, ma fissa un'immagine mentale del divino per preparare il devoto alla contemplazione dei nomi di Viṣṇu.

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