Pavapuri Jal Mandir
Il Sacro Santuario del Loto del Nirvana di Bhagwan Mahavira
Pavapuri nel Bihar è il sacro Siddha Kshetra dove il 24° Tirthankara, Bhagwan Mahavira, raggiunse il Nirvana supremo nel 527 a.C. durante Diwali. Il Jal Mandir di marmo bianco si erge su un lago di fiori di loto, formatosi quando innumerevoli devoti raccolsero le sue sacre ceneri.
Guida devozionale rapida (in breve)
- •Cos'è: Pavapuri, nel distretto di Nalanda nel Bihar, è il luogo in cui si ricorda che Bhagwan Mahavira, il 24° Tirthankara, raggiunse il nirvana, la liberazione finale. Il Jal Mandir, un tempio di marmo bianco, sorge al centro di un lago di loto.
- •Perché visitarlo: I pellegrini vengono per ricordare gli ultimi insegnamenti di Mahavira, prostrarsi davanti alle sue orme e meditare sulla liberazione dal ciclo di nascita e morte. Molti recitano qui il Navkar Mantra.
- •Quando andare: Da ottobre a marzo il clima è fresco e piacevole. Il raduno principale si tiene a Diwali, la notte di luna nuova del mese di Kartika, che i giainisti celebrano come Nirvana Kalyanak. Il Mahavira Jayanti cade il tredicesimo giorno della quindicina crescente del mese di Chaitra.
- •Dove: Pavapuri, detta anche Apapapuri, «la città senza peccato», si trova a circa 19 km da Rajgir e a circa 101 km da Patna.
- •Come (vidhi e regole):
- •Abbigliamento: Per la puja nel santuario interno si indossa un panno bianco pulito e non cucito. Per il darshan generale è richiesto un abbigliamento sobrio.
- •Percorso: Molti pellegrini visitano prima il tempio del villaggio, poi attraversano la strada rialzata fino al Jal Mandir per il darshan delle orme di Mahavira, e infine si recano al Samosharan Mandir.
- •Condotta: Evitare il cuoio, le sostanze inebrianti e il cibo non vegetariano. Mantenere il silenzio sulla strada rialzata, oppure recitare interiormente il Navkar Mantra.
Origine sacra e lignaggio scritturale
La tradizione giainista chiama la città Apapa, «libera dal peccato», e più tardi Pavapuri. Il Kalpa Sutra, scrittura della tradizione Svetambara, narra nel suo capitolo Jinacharita, dedicato alla vita dei Jina, che Mahavira trascorse la sua ultima stagione delle piogge, il Chaturmas, ad Apapa. Soggiornò nella sala del re Hastipala.
La tradizione afferma che trascorse i suoi ultimi giorni a insegnare ai monaci, alle monache, ai re e ai laici riuniti. Secondo la tradizione Svetambara, l'Uttaradhyayana Sutra conserva i suoi insegnamenti finali; i suoi 36 capitoli trattano dell'anima, del karma e della liberazione. Nel decimo capitolo esorta Gautama più volte a non essere negligente nemmeno per un istante.
Mahavira raggiunse il nirvana prima dell'alba, al termine della notte di luna nuova del mese di Kartika. La tradizione Svetambara lo colloca nel 527 a.C.; quella Digambara nel 510 a.C. Il capitolo Jinacharita del Kalpa Sutra registra che quella notte i diciotto re alleati di Kashi e Kosala accesero delle lampade, dicendo che la luce della conoscenza si era spenta. L'usanza giainista di Diwali nasce da questo ricordo.
La tradizione locale afferma che il suo corpo fu cremato qui. Tanti devoti accorsero a raccogliere le ceneri e la terra sacra che si formò una cavità, e quella cavità divenne il lago di loto. Oggi il Jal Mandir sorge al centro di questo lago.
Quella stessa notte il suo discepolo principale, Indrabhuti Gautama, ottenne il Kevala Jnana, la conoscenza perfetta. Per questo i giainisti celebrano Diwali come festa sia del nirvana sia della conoscenza.
Santuari e luoghi sacri
Maestri e pellegrini
Pavapuri attrae da secoli i fedeli di entrambe le tradizioni giainiste.
Indrabhuti Gautama, il primo dei principali discepoli (ganadhara) di Mahavira, è ricordato per aver ottenuto il Kevala Jnana nella notte del nirvana. Sudharma Swami, un altro discepolo principale, trasmise l'insegnamento nella tradizione Svetambara.
Il monaco medievale Jinaprabha Suri descrisse Apapa nel suo Vividha Tirtha Kalpa, una guida ai luoghi di pellegrinaggio giainisti. Ancora oggi monaci e monache Svetambara e Digambara percorrono lunghe distanze a piedi nudi per prostrarsi davanti alle orme a Pavapuri.
Rajagriha, capitale del Magadha al tempo di Mahavira, è legata al re Shrenika, noto anche come Bimbisara, che la tradizione giainista considera un devoto seguace di Mahavira.
Mantra sacro e contemplazione
Prima di entrare nel Jal Mandir, i pellegrini recitano in silenzio il Navkar Mahamantra, la preghiera centrale del giainismo.
णमो अरिहंताणं, णमो सिद्धाणं, णमो आयरियाणं।
णमो उवज्झायाणं, णमो लोए सव्वसाहूणं॥
एसोपंचणमोक्कारो, सव्वपावप्पणासणो।
मंगलाणं च सव्वेसिं, पढमं हवइ मंगलं॥
Ṇamō Arihantāṇaṁ, Ṇamō Siddhāṇaṁ, Ṇamō Āyariyāṇaṁ.
Ṇamō Uvajjhāyāṇaṁ, Ṇamō Lōē Savvasāhūṇaṁ.
Ēsō Pañca-ṇamōkkārō, Savva-pāvappaṇāsaṇō.
Maṅgalāṇaṁ Ca Savvēsiṁ, Paḍhamaṁ Havai Maṅgalaṁ.
Significato: «Mi inchino agli Arihanta, che hanno vinto i nemici interiori. Mi inchino ai Siddha, le anime liberate. Mi inchino agli Acharya, le guide spirituali. Mi inchino agli Upadhyaya, i maestri delle scritture. Mi inchino a tutti i sadhu del mondo. Questo saluto quintuplice distrugge ogni peccato ed è il primo di tutti i benefici.»
Lo sapevi?
The Jal Mandir stands in a lake of about 84 bighas, which blooms with lotuses in summer. Local tradition says the lake began as a hollow left when devotees took earth from Mahavira's cremation site.
The Kalpa Sutra says the eighteen allied kings of Kashi and Kosala lit lamps on the night of Mahavira's nirvana, which is why Jains light lamps at Diwali.
The Svetambara tradition dates the nirvana to 527 BCE, while the Digambara tradition gives 510 BCE.
Indrabhuti Gautama, Mahavira's chief disciple, attained Kevala Jnana on the same night that his teacher attained nirvana.
The Kalpa Sutra says Mahavira spent ten Chaturmas at Rajagriha, which makes Rajgir one of the places he stayed longest.
Mahavira
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Lo stesso insegnamento, riecheggiato in diverse tradizioni
