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Embroidered artwork for Lode a Shantinatha, il Signore della Pace: Embroidered Jain ahimsa palm with a gold wheel, white marble temples and lotuses at dawn

Lode a Shantinatha, il Signore della Pace

Lode a Shantinatha, il Signore della Pace

Questo è un canto devozionale giainista in onore di Shantinatha, il ventesimo maestro illuminato, che celebra la sua nascita, la sua vita virtuosa e il suo insegnamento, chiedendo pace e benedizioni.

Versi

Giaia Ginavara Devā, Prabhu Giaia Ginavara Devā Shāṃti Vidhātā Shivasukha Dātā Shāṃtinātha Devā
Jai Jinvar Deva, Prabhu Jai Jinvar Deva | Shanti Vidhata Shivsukh Data Shantinath Deva ||

Verso 1

Airā Devī Dhania Giagata Meṃ Gisa Ura Āna Base Vishvasena Kula Nabha Meṃ Māno Pūnama Ciandra Lase 1 Giaia Ginavara Devā
Aira Devi Dhanya Jagat Mein Jis Ur Aan Base | Vishvasen Kul Nabh Mein Mano Poonam Chandra Lase || 1 || || Jai Jinvar Deva ||

Verso 2

Kṛshṇa Ciaturdashī Geṭha Māsa Kī Ānaṃda Karatārī Hastināpura Meṃ Gianma Mahotsava Ṭhāṭha Race Bhārī 2 Giaia Ginavara Devā
Krishna Chaturdashi Jeth Maas Ki Aanand Kartari | Hastinapur Mein Janam Mahotsav Thaath Rache Bhari || 2 || || Jai Jinvar Deva ||

Verso 3

Bāliakāla Kī Līlā Adabhuta Suranara Mana Bhāī Niāia Nīti Se Rāgia Kiio Cira Sabako Sukhadāī 3 Giaia Ginavara Devā
Balyakaal Ki Leela Adbhut Surnar Man Bhai | Nyaay Neeti Se Raj Kiyo Chir Sabko Sukhdaai || 3 || || Jai Jinvar Deva ||

Verso 4

Paṃciama Ciakrī Kāma Dvādashama Solhama Tīrthaṃkara Traia Padadhārī Tumhī Murārī Brahmā Shivashaṃkara 4 Giaia Ginavara Devā
Pancham Chakri Kaam Dwadasham Solham Teerthankar | Tray Paddhari Tumhi Murari Brahma Shivshankar || 4 || || Jai Jinvar Deva ||

Verso 5

Bhavatana Bhoga Samagia Kshaṇabhaṃgura Puni Vrata Dhāra Lie Shata-khaṃdha Nava-nidhi Ratana Ciaturdasha Ciāra Die 5 Giaia Ginavara Devā
Bhavtan Bhog Samajh Kshan-Bhangur Puni Vrat Dhar Liye | Shat-Khandh Nav-Nidhi Ratan Chaturdash Chhaar Diye || 5 || || Jai Jinvar Deva ||

Verso 6

Durdara Tapa Kara Karma Nivāre Kevala Gñāna Lahā De Upadesha Bhavika Giana Bodhe Iaha Upakāra Mahā 6 Giaia Ginavara Devā
Durdhar Tap Kar Karm Nivare Keval Gyan Laha | De Updesh Bhavik Jan Bodhe Yeh Upkaar Maha || 6 || || Jai Jinvar Deva ||

Verso 7

Shāṃtinātha He Nāma Tihārā Saba Giaga Shāṃti Karo Aragia Kare “shivarāma” Ciaraṇa Meṃ Bhāpa Ātāpa Haro 7 Giaia Ginavara Devā
Shantinath He Naam Tihara Sab Jag Shanti Karo | Araj Kare "Shivram" Charan Mein Bhaap Aataap Haro || 7 || || Jai Jinvar Deva ||

Verso 8

Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)

Auspicious Day

Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)

Best Time (Muhurta)

Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)

Sacred Offerings

Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering

Spiritual Benefits (Phalashruti)
  • Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Chanting Practice:Sing together with family at the conclusion of evening worship while offering a circular light flame.

Contesto

Questo bhajan è dedicato al ventesimo Tirthankara del Giainismo, Shantinatha, il cui nome significa 'Signore della pace'. Viene cantato durante le preghiere quotidiane e in occasione delle festività giainiste, in particolare per celebrare la nascita del Tirthankara. Il testo è in hindi e riflette la tradizione devozionale giainista, che venera questi maestri illuminati come guide spirituali.

Lo sapevi?

Chi è Shantinath

Shantinath è il sedicesimo Tirthankara, cioè uno dei 24 'maestri del guado' del Giainismo che aiutano le anime ad attraversare il ciclo delle rinascite. Il suo nome significa letteralmente 'Signore della pace', e il testo lo invoca proprio come dispensatore di serenità e beatitudine spirituale.

Un sovrano giusto e potente

Secondo la tradizione giainista, Shantinath nacque come principe a Hastinapur, l'antica capitale resa celebre dal Mahabharata. Fu un re esemplare e un 'chakravartin', cioè un imperatore universale, ma rinunciò a tutto per intraprendere la vita ascetica.

La rinuncia ai tesori del mondo

Il verso 5 elenca i beni materiali che Shantinath abbandonò: i 'nove tesori' (nidhi), le 'quattordici gemme' e i 'cento regni' (shata-khanda). È un modo poetico per dire che lasciò ogni ricchezza e potere terreno, riconoscendo la natura effimera di tutto ciò che è materiale.

Il supremo sacrificio

Dopo la rinuncia, Shantinath praticò un'ascesi estrema per distruggere il suo karma e raggiungere il 'kevala jnana', la conoscenza onnisciente e perfetta. Da quel momento, divenne un maestro illuminato e dedicò la sua vita a insegnare la via della liberazione a tutti gli esseri.

Un nome che unisce le divinità

Il verso 4 afferma che Shantinath è 'Murari' (Vishnu), 'Brahma' e 'Shiva' allo stesso tempo. Questo non significa che sia una divinità induista, ma che incarna le qualità supreme di creazione, preservazione e distruzione, un modo per mostrare la sua grandezza universale anche a chi non è giainista.

La firma del poeta

L'ultimo verso contiene la firma del compositore: 'Shivaram'. Questa è una caratteristica tipica della poesia devozionale indiana, dove l'autore si inserisce nel testo come un umile devoto, chiedendo al Signore di rimuovere le sue sofferenze e di concedere pace a tutto il mondo.

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