Aadeshwar l’Albelo
La lampada sul monte Siddhachala
Questo bhajan (canto devozionale) invita i devoti a contemplare la presenza del Signore Aadeshwar (Adinath, il primo Tirthankara jainista) sulla vetta del monte Siddhachala, descrivendolo come «albelo» (giocoso, affascinante) e offrendo il nettare della sua visione divina.
Versi
Sulla cima di Siddhachala arde una lampada, o meraviglioso Ādeśvara; chi viene a vedere la tua visione beve l’ambrosia, o meraviglioso Ādeśvara. Meraviglioso, meraviglioso, meraviglioso, o meraviglioso Ādeśvara.
Verso 1
Sui gradini di Śiva Somayaśa, o Ādeśvara, tredici crore di saggi in assemblea, o Ādeśvara.
Verso 2
La gloria di Śivasundarī è celebrata, o Ādeśvara, e Nāradajī con centomila, o Ādeśvara.
Verso 3
Famoso è il nome della sposa di Vasudeva, o Ādeśvara, con trentacinquemila perfezioni, o Ādeśvara.
Verso 4
Centomila, cinquantadue e dieci milioni, o Ādeśvara, e cinquantacinquemila uniti insieme, o Ādeśvara.
Verso 5
Nel settimo livello tredici asceti, o Ādeśvara, e quattordicimila monaci vittoriosi, o Ādeśvara.
Verso 6
Allora queste eccellenti spose di Śiva, o Ādeśvara, e quattordicimila monaci vittoriosi, o Ādeśvara.
Verso 7
La meravigliosa amata di Pradyumna, o Ādeśvara, e la principessa di Vidarbha nel quarantaquattresimo, o Ādeśvara.
Verso 8
Così migliaia di figli, o Ādeśvara, e il monaco errante Śukra segue questa via, o Ādeśvara.
Verso 9
Celebre per il monte Selag e il frutto del pane, o Ādeśvara, e Subhadra muni con sette compagni, o Ādeśvara.
Verso 10
Egli è il traghettatore di coloro che attraversano il saṃsāra, o Ādeśvara, ed è la causa della grande gioia del re Candra, o Ādeśvara.
Verso 11
La meravigliosa gemma della montagna immobile, o Ādeśvara, e la somma eccellenza che distrugge la paura, o Ādeśvara.
Verso 12
Qui molti milioni hanno ottenuto la liberazione, o Ādeśvara, e anche noi abbiamo una grande speranza, o Ādeśvara.
Verso 13
Riempito di fede e di distacco, o Ādeśvara, io ho attraversato il grande oceano, o Ādeśvara.
Verso 14
Senza fede, come si può venire qui, o Ādeśvara, come una piccola cosa nell’acqua? o Ādeśvara.
Verso 15
Così or il Signore ha preso la mia mano, o Ādeśvara, e ha abbracciao con amore il coraggioso virtuoso, o Ādeśvara.
Verso 16
Siddhāchala, Vimalāchala, Śatruna]aya: sulla cima arde una lampada, o meraviglioso Ādeśvara; chi viene a vedere la tua visione beve l’ambrosia, o meraviglioso Ādeśvara. Meraviglioso, meraviglioso, meraviglioso, o meraviglioso Ādeśvara.
Verso 17
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Questo bhajan (canto devozionale) appartiene alla tradizione jainista ed è tradizionalmente intonato durante i pellegrinaggi al monte Siddhachala (noto anche come Shikharji), uno dei luoghi sacri più importanti per i jainisti. Il testo celebra Aadeshwar, nome con cui è venerato il primo Tirthankara (maestro spirituale che ha raggiunto l'illuminazione), Rishabhanatha. La ripetizione del termine «albelo» (giocoso, affascinante) esprime la gioia e la meraviglia della presenza divina, mentre le strofe elencano numerosi santi e figure della tradizione, sottolineando il potere della fede e della devozione.
Su questo Testo
Composto da: Pandit Veervijayji
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Il luogo sacro
Siddhācal è la collina di Śatruñjaya, nel Gujarat, uno dei siti più venerati del Giainismo. Sulla sua cima sorge il tempio di Ādeśvara, un nome del primo Tīrthaṅkara, Ṛṣabhanātha. “Albelo” in gujarati significa “bello” o “affascinante”, e il ritornello loda la divinità come tale.
I numeri della tradizione
Il bhajan cita “13 crore di muni” (130 milioni di asceti), “35.000 siddhi” (poteri spirituali o esseri perfetti) e altre cifre. Nel Giainismo questi numeri non sono casuali: alludono al raduno cosmico di monaci e santi attorno a Ṛṣabhanātha, secondo la tradizione delle scritture.
Il significato di “darshan”
Il testo invita a “bere l’amrita del darshan”, cioè a gustare il nettare spirituale della visione della divinità. Nel Giainismo come nell’induismo, il darshan è un momento di profonda connessione e benedizione, e il bhajan lo presenta come la via per la beatitudine e la liberazione.
Figure mitologiche presenti
Compaiono nomi come Nārada, Vasudeva, Pradyumna e Śukra, personaggi ben noti in altre tradizioni indiane. Qui sono inseriti in una cornice giainista: non sono divinità, ma esseri che nel Giainismo fanno parte della storia del mondo e venerano Ādeśvara. Il testo mostra come anche loro ne riconoscano la grandezza.
Struttura e funzione del bhajan
Il ritornello “Ādeśvara albelo re” si ripete dopo ogni strofa, una caratteristica tipica dei canti devozionali. Questo permette di memorizzare facilmente il testo e di cantarlo in gruppo, creando un’esperienza di gioia e devozione comunitaria. La parola “albelo” esprime meraviglia e affetto verso la divinità.
Rishabhanatha
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