Uvasaggaharam Stotra
Inno a Parshvanath per la Rimozione degli Ostacoli
Un inno devozionale giainista dedicato al ventitreesimo Tirthankara (maestro illuminato) Parshvanath, recitato per chiedere la rimozione di difficoltà e ostacoli e per ottenere protezione spirituale.
Versi
Venero il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, il supremo maestro di tutti i saggi, l’Arhat. Dopo averlo riverito, Egli distrugge tutte le azioni peccaminose.
Verso 1
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore colmo di venerazione, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 2
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore pieno di fede, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 3
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore saldo nel vero dharma, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 4
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore ricco di merito, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 5
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore colmo di eroismo, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 6
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore improntato alla rettitudine, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 7
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore dedito alla condotta virtuosa, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 8
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore votato all’austerità, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 9
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore saldo nell’autocontrollo, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 10
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore profondo nella concentrazione, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 11
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore puro, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 12
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore distaccato, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 13
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore valoroso, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 14
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore vittorioso, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 15
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore colmo di conoscenza, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 16
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore saldo nella corretta visione, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 17
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore dedito alla condotta virtuosa, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 18
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore votato all’austerità, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 19
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore eroico, si raggiunge la perfezione, si dimora nella beatitudine, insieme ai perfetti, e si ottiene la liberazione.
Verso 20
Dopo aver riverito il Signore Parshva, che rimuove ogni ostacolo, con un cuore pieno di fede, distruggi tutte le mie azioni peccaminose.
Verso 21
Om Hrim, omaggio a Parshvanatha. Om Hrim, omaggio a Uvasaggahara. Om Hrim, omaggio a Bhadrabahusvami.
Verso 22
Così termina lo Stotra Uvasaggahara.
Verso 23
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)
Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)
Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering
- Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Contesto
Questo testo fa parte della tradizione giainista ed è tradizionalmente attribuito al monaco Bhadrabahu. Viene recitato dai giainisti, specialmente al mattino o in momenti di difficoltà, come preghiera per superare ostacoli materiali e spirituali. Le sue frasi ripetitive sottolineano la potenza della devozione sincera e delle qualità spirituali come la conoscenza, la fede e la condotta retta.
Su questo Testo
Composto da: Acharya Bhadrabahu
Lo sapevi?
Lingua originale
L'inno è scritto in Prakrit, una lingua parlata nell'India antica, più semplice del sanscrito e usata dai primi testi giainisti per essere accessibile a tutti.
Autore
È attribuito a Bhadrabāhu, un celebre monaco giainista del IV secolo a.C., considerato una delle figure chiave della tradizione Śvetāmbara. La sua paternità è venerata ma non universalmente confermata.
Dedicato a Pārśvanātha
La preghiera è rivolta a Pārśvanātha, il 23° Tīrthaṅkara (maestro illuminato) del Giainismo. Il suo simbolo è il serpente e viene spesso raffigurato con un cobra sopra la testa.
Struttura meditativa
Ogni strofa inizia con ‘Uvasaggaharaṃ Pāsaṃ’ (‘Colui che rimuove gli ostacoli, Pārśva’) e varia solo il termine centrale (devozione, conoscenza, meditazione, ecc.). Questa ripetizione aiuta a focalizzare la mente e a interiorizzare le qualità di Pārśvanātha.
Scopo del canto
Il nome stesso ‘Uvasaggahara’ significa ‘rimuovere gli ostacoli’. I giainisti recitano questo inno per chiedere protezione da difficoltà spirituali e materiali e per ottenere la liberazione finale (mokṣa).
Mantra conclusivo
Il testo si chiude con un mantra che invoca Pārśvanātha e Bhadrabāhu, seguito dalla sillaba sacra ‘Oṃ Hrīṃ’. Questo sigillo rituale trasforma la recitazione in un atto sacro e protettivo.
Parshvanatha
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