Bharat Devotion
Embroidered artwork for Il Canto della Separazione e dell'Unione con Madhau: Guru Ravidas seated by a river at dawn with one hand raised in blessing, embroidered

Il Canto della Separazione e dell'Unione con Madhau

Il Canto della Separazione e dell'Unione con Madhau

Questo inno di devozione del santo-poeta Ravidas, tratto dal Guru Granth Sahib, esprime il desiderio profondo dell'anima di ricongiungersi con il divino Amato dopo molte nascite trascorse in separazione.

Versi

Dhanāsarī Bahuta Gianama Biciure The Mādhau Ihu Gianu Tumhha Kai Lekhai Kāpar̤a Prāna Sagīvana Nidhi Manu Maulio Rāma Rasa Rekhai 1
Dhanasri || Bahut Janam Bichhure The Madhau Ihu Jan Tumhai Kai Lekhai || Kapar Pran Sajeevan Nidh Man Maulio Ram Ras Rekhai ||1||

Verso 1

Sughar̤a Sugiāna Sarūpa Anūpā Gīa Kai Heti Bisārī Bharami Bhūlā Manu Bhaio Bāvaro Tiu Ciātrika Prema Piārī 1 Rahāu
Sughar Sujaan Saroop Anoopa Jee Kai Heti Bisari || Bharam Bhoola Man Bhaio Bavaro Tiu Chatrik Prem Piari ||1|| Rahao ||

Verso 2

Giha Bidhi Anika Binoda Karata The Tiha Bidhi Bhae Milāvā Anika Giatana Kari Dhiāio Tau Na Cioḍai Bhāvā 2
Jih Bidh Anik Binod Karat The Tih Bidh Bhae Milava || Anik Jatan Kar Dhiaio Tau Na Chhodai Bhava ||2||

Verso 3

Anika Rūpa Bahu Raṃga Kamāvata Nava Nidhi Lekha Na Lāio Bhagati Biciuri Kai Kāmi Na Āio Giana Kau Milanu Subhāio 3
Anik Roop Bahu Rang Kamavat Nav Nidh Lekh Na Laio || Bhagat Bichhur Kai Kaam Na Aio Jan Kau Milan Subhaio ||3||

Verso 4

Milata Milata Gīva Anaṃta Bhae Hai So Piri Gianami Na Āvai Kahata Ravidāsa Āsa Lagi Gīvau Giha Milie Parama Gati Pāvai 41
Milat Milat Jeev Anant Bhae Hai So Phir Janam Na Aavai || Kahat Ravidas Aas Lagi Jeevau Jih Milie Param Gati Paavai ||4||1||

Verso 5

Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)

Auspicious Day

Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)

Best Time (Muhurta)

Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)

Sacred Offerings

Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering

Spiritual Benefits (Phalashruti)
  • Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home

Contesto

Questi versi sono parte del Guru Granth Sahib, la scrittura sacra del Sikhismo, e sono attribuiti a Bhagat Ravidas, un santo del movimento bhakti del XV-XVI secolo. Il brano è cantato nella raga Dhanasari, una melodia tradizionalmente utilizzata nel kirtan sikh per evocare sentimenti di amore mistico e devozione. Viene spesso recitato o cantato come preghiera per l'unione spirituale.

Su questo Testo

Composto da: Bhagat Ravidas · Medieval Nirguna Bhakti Poet-Saint · 15th–16th century, Varanasi

A poet-saint and leather worker by trade from Varanasi, whose hymns envisioned Begampura — a utopian realm free of sorrow, fear, and caste-based inequality. His compositions are included in the Guru Granth Sahib and form the devotional core of the modern Ravidassia tradition.

Lo sapevi?

Autore

Ravidas (Raidas), poeta-santo del movimento Bhakti del XV secolo, nato a Varanasi da una famiglia di conciatori (intoccabili). Le sue opere sono incluse nel Guru Granth Sahib, il testo sacro dei Sikh. Questo inno è uno dei suoi più celebri, incentrato sulla separazione da Dio.

Raga Dhanasari

Questo inno è composto nel raga Dhanasari, una melodia tradizionale associata all'autunno e a un'atmosfera di struggente separazione (viraha). La scelta del raga amplifica il tema della lontananza dal divino e del desiderio d'unione.

La metafora del chatrik

Ravidas paragona l'anima a un uccello chatrik (cuculo) che, nella poesia indiana, rifiuta ogni altra acqua e desidera solo la pioggia. Simboleggia un amore esclusivo e una sete ardente di Dio, che rende l'anima "pazza" d'amore.

Nove tesori e il gioco divino

Il testo menziona "nav nidh" (nove tesori) e "anek rang" (molti colori), riferendosi alla molteplicità delle manifestazioni divine. Ravidas afferma che, nonostante le innumerevoli forme e giochi di Dio, solo la devozione sincera porta all'unione, non le pratiche esteriori.

Strofa finale e speranza

Ravidas conclude dichiarando di vivere nella speranza dell'incontro con Dio, che concede la "param gat" (condizione suprema). Questo versetto esprime la fede che, una volta ottenuta l'unione, non si torna più al ciclo delle rinascite.