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Embroidered artwork for Āratī a Sai Baba: Embroidered Om symbol above a brass diya, marigolds and a temple spire at sunrise

Āratī a Sai Baba

Āratī a Sai Baba

Questo è un inno devozionale (āratī) in lingua marathi dedicato a Sai Baba di Shirdi, un maestro spirituale indiano molto amato. Viene cantato durante le preghiere per lodare Sai Baba, chiedere la sua protezione e la liberazione dalle sofferenze della vita.

Versi

Āratī Sāībābā Saukhiadātārā Gīvā Ciaraṇaragiatal̤īṃ Nigia Dāsāṃ Visāvāṃ Bhaktāṃ Visāvā Dhṛ
Aarti Saibaba Saukhyadaataara Jeeva Charanrajataleen Nij Daasaan Visaavaan Bhaktaan Visaavaa

Verso 1

Giāl̤uniiāṃ Anaṃga Svasvarūpī Rāhe Daṃga Mumukshugianā Dāvī Nigiaḍol̤āṃ Shrīraṃga
Jaluniyaan Anang Svasvaroopee Raahe Dang Mumukshujana Daavee Nijadolaan Shreerang

Verso 2

Giaiā Manīṃ Giaisā Bhāva Taiā Taisā Anubhava Dāvisī Daiāghanā Aisī Hī Tugī Māva
Jaya Maneen Jaisa Bhaav Taya Taisa Anubhav Daavisee Dayaaghana Aisee Hee Tujhee Maav

Verso 3

Tumaceṃ Nāma Dhiātāṃ Hare Saṃsṛtiviathā Agādha Tava Karaṇī Mārga Dāvisī Anāthā
Tumachen Naam Dhyaataan Hare Sansritivyatha Agaadh Tav Karanee Maarg Daavisee Anaatha

Verso 4

Kaliiugīṃ Avatāra Saguṇabrahma Sāciāra Avatīrṇa Giālāse Svāmī Datta Digaṃbara
Kaliyugeen Avtaar Sagunabrahm Saachaar Avteerna Jhaalaase Svaamee Datta Digambar

Verso 5

Āṭhā Divasāṃ Guruvārī Bhakta Karitī Vārī Prabhupada Pahāvaiā Bhavabhaia Nivārī
Aatha Divsaan Guruvaaree Bhakt Karitee Vaaree Prabhupad Pahaavayaa Bhavabhay Nivaaree

Verso 6

Māgiā Nigiadravia Ṭhevā Tava Ciaraṇasevā Māgaṇeṃ Heṃci Ātā Tumhā Devādhidevā
Maajhaa Nijadravya Thevaa Tav Charanasevaa Maaganen Henchi Aataa Tumhaa Devaadhidevaa

Verso 7

Icita Dīna Ciātaka Nirmal̤a Toia Nigiasukha Pāgiāveṃ Mādhavā Iā Sāṃbhāl̤a Āpulī Bhāka
Ichhit Deen Chaatak Nirmal Toy Nijasukha Paajaaven Maadhavaa Yaa Saambhaal Aapulee Bhaak

Verso 8

Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)

Auspicious Day

Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)

Best Time (Muhurta)

Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)

Sacred Offerings

Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering

Spiritual Benefits (Phalashruti)
  • Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Chanting Practice:Sing together with family at the conclusion of evening worship while offering a circular light flame.

Contesto

Questo āratī è un inno devozionale marathi dedicato a Sai Baba di Shirdi, una figura spirituale vissuta tra il XIX e l'inizio del XX secolo, venerato da persone di diverse fedi. Viene cantato tradizionalmente durante le cerimonie di āratī nei templi e nelle case dei devoti, specialmente il giovedì, giorno a lui sacro. Il testo esprime amore e resa a Sai Baba, visto come un maestro che guida i cercatori spirituali e come un'incarnazione del divino nell'era attuale (Kali Yuga).

Su questo Testo

Composto da: Madhavrao Adkar

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Lingua e forma

Questo āratī è composto in marathi, la lingua dello stato indiano del Maharashtra, dove Sai Baba di Shirdi visse e insegnò. L'āratī è un rito di adorazione in cui si offre luce (di solito una fiamma) alla divinità, accompagnato da canti devozionali; questo testo è uno dei più amati tra quelli dedicati a Sai Baba.

Chi è Sai Baba

Sai Baba di Shirdi (m. 1918) è un santo venerato da induisti e musulmani. Il testo lo chiama 'Saguna Brahma' (Dio con forma) e lo identifica con Dattatreya, una divinità che incarna la sintesi di Brahma, Vishnu e Shiva, e con 'Digambara' (letteralmente 'vestito di cielo', cioè nudo), un epiteto ascetico che qui sottolinea la sua natura trascendente.

Il significato del ritornello

Il ritornello chiede a Sai Baba, 'datore di felicità', di concedere riposo ai suoi devoti nella polvere dei suoi piedi. Nella tradizione indiana, toccare o stare alla polvere dei piedi di un santo è un gesto di umiltà e di ricerca di protezione spirituale; il testo lo ripete come richiesta centrale.

La struttura del canto

L'āratī è composto da sette strofe (dopo il ritornello). Ogni strofa affronta un aspetto diverso: la natura di Sai Baba come maestro che guida i cercatori spirituali, la sua risposta compassionevole alla fede di ciascuno, il potere del suo nome di dissolvere le sofferenze del ciclo delle rinascite (saṃsāra), la sua incarnazione nell'era di Kali, la pratica devozionale del giovedì, la richiesta di servizio ai suoi piedi e infine la metafora dell'uccello chātaka che implora una goccia di pioggia.

La metafora del chātaka

Nell'ultima strofa, il devoto si paragona a un uccello chātaka, che nella poesia indiana è noto per bere solo gocce di pioggia direttamente dalle nuvole, rifiutando altra acqua. Questa immagine esprime una devozione assoluta e una totale dipendenza dalla grazia divina: il devoto chiede a Sai Baba di dissetarlo con la sua misericordia, come la nuvola disseta l'uccello.

La pratica del giovedì

La quinta strofa menziona la pratica dei devoti di recarsi al tempio di Sai Baba ogni giovedì (guruvāra), un giorno considerato sacro a Sai Baba e associato al pianeta Giove (guru). Questa usanza è ancora oggi molto viva a Shirdi e nei templi di Sai Baba in tutto il mondo, dove i fedeli fanno offerte e cantano questo stesso āratī.

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