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Embroidered artwork for Preghiere devozionali indù: lodi a Visnù, Krishna e Ganesha: Embroidered Om symbol above a brass diya, marigolds and a temple spire at sunrise

Preghiere devozionali indù

lodi a Visnù, Krishna e Ganesha

Preghiere devozionali indù

lodi a Visnù, Krishna e Ganesha

Questa raccolta riunisce versi devozionali indù tratti da diverse fonti: un abhang del santo marathi Namdev, celebri invocazioni sanscrite a Visnù e Krishna, il mantra Hare Krishna, e un saluto a Ganesha. È un testo usato per la preghiera e la meditazione, adatto a chi cerca un contatto con il divino attraverso la ripetizione di nomi sacri.

Versi

Ghālīna Loṭāṃgaṇa Vaṃdīna Ciaraṇa Ḍol̤iāṃnī Pāhina Rūpa Tuge Premeṃ Āliṃgīna Ānaṃda Pūgiana Bhāve Ovāl̤ina Mhaṇe Nāmā
Ghalin Lotangan Vandin Charan Dolyani Pahin Roop Tujhe Premen Aalingin Anand Poojan Bhave Owalin Mhane Nama

Verso 1

Tvameva Mātā Pitā Tvameva Tvameva Bandhu: Sakhā Tvameva Tvameva Vidiā Draviṇaṃ Tvameva Tvameva Sarvaṃ Mama Devadeva
Tvameva Mata Pita Tvameva Tvameva Bandhu Sakha Tvameva Tvameva Vidya Dravinam Tvameva Tvameva Sarvam Mama Devadeva

Verso 2

Kāiena Vāciā Manaseṃdriiairvā Budhiātmanā Vā Prakṛti Svabhāvāt Karomi Iadiat Sakalaṃ Parasmai Nārāiaṇāietī Samarpaiāmi
Kayena Vacha Manasendriyairva Budhyatmana Va Prakriti Swabhavat Karomi Yadyat Sakalam Parasmai Narayanayeti Samarpayami

Verso 3

Aciutaṃ Keshavaṃ Rāma Nārāiaṇam Kṛshṇadāmodaraṃ Vāsudevaṃ Hariṃ Shrīdharaṃ Mādhavaṃ Gopikāvallabham Giānakīnāiakaṃ Rāmaciaṃdraṃ Bhage
Achyutam Keshavam Ram Narayanam Krishnadamodaram Vasudevam Harim Shridharam Madhavam Gopikavallabham Janakinayakam Ramachandram Bhaje

Verso 4

Hare Rāma Hare Rāma Rāma Rāma Hare Hare Hare Kṛshṇa Hare Kṛshṇa Kṛshṇa Kṛshṇa Hare Hare
Hare Ram Hare Ram Ram Ram Hare Hare Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare

Verso 5

Maṃgalamurtī Moraiā Gaṇapatibāppā Moraiā
Mangal Murti Morya Ganpati Bappa Morya

Verso 6

Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)

Auspicious Day

Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)

Best Time (Muhurta)

Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)

Sacred Offerings

Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering

Spiritual Benefits (Phalashruti)
  • Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home
Chanting Practice:Sing together with family at the conclusion of evening worship while offering a circular light flame.

Contesto

Questi versi provengono da diverse tradizioni devozionali indù, tra cui il vaishnavismo (dedicato a Visnù e Krishna), la tradizione dei santi marathi come Sant Namdev, e il culto di Ganesha. Sono spesso recitati durante la preghiera quotidiana, in bhajan (canti devozionali) o in momenti di meditazione, e rappresentano un compendio di invocazioni e lodi a diverse divinità. La loro origine è antica e diffusa in tutta l'India, senza una datazione precisa o un autore unico.

Lo sapevi?

Primo verso – Sant Namdev e l’abhang

Il primo verso è un abhang (composizione devozionale marathi) del santo-poeta Namdev (XIII-XIV secolo), figura centrale della tradizione Varkari. “Ghālīn loṭāṅgaṇ” descrive la prostrazione completa, mentre “ovāḷin” è l’offerta rituale di luce o incenso. Namdev scrive in marathi antico, lingua del popolo, per esprimere un amore diretto e personale per Dio.

Secondo verso – La preghiera di totale dipendenza

“Tvameva mātā pitā” è un celebre śloka sanscrito (spesso incluso nello Viṣṇu Sahasranāma o in raccolte devozionali) che dichiara Dio come madre, padre, amico, sapienza e ricchezza. La sua semplicità lo rende uno dei testi più recitati nell’induismo quotidiano, insegnando che il divino è l’unica realtà in ogni relazione.

Terzo verso – L’offerta di tutte le azioni

Questo verso (da Bhāgavata Purāṇa 11.2.36 o attribuito a Śaṅkarācārya) è il cuore della śaraṇāgati (resa totale). Dice: “Con corpo, parola, mente, sensi, intelletto e natura, qualunque cosa io faccia, tutto offro a Nārāyaṇa”. È una formula di abbandono radicale, spesso usata prima di iniziare qualsiasi attività.

Quarto verso – I dodici nomi di Viṣṇu

La lista “Acyuta, Keśava, Rāma, Nārāyaṇa, Kṛṣṇa, Dāmodara, Vāsudeva, Śrīdhara, Mādhava, Gopikāvallabha, Jānakīnāyaka, Rāmacandra” è un stotra (inno) che invoca aspetti diversi del Signore. Ogni nome ha un significato: ad esempio “Dāmodara” ricorda Kṛṣṇa legato dalla madre Yaśodā, “Gopikāvallabha” lo celebra come amato delle pastorelle.

Quinto verso – Il Mahā-mantra Hare Kṛṣṇa

Questa sequenza di sedici parole (da Kali-santāraṇa Upaniṣad) è il più famoso mantra dell’induismo, reso globale dal movimento Hare Kṛṣṇa (ISKCON). La ripetizione (japa) dei nomi divini – “Hare” (energia divina), “Rāma” e “Kṛṣṇa” – è considerata il mezzo più efficace per la salvezza nell’età di Kali.

Sesto verso – L’invocazione a Gaṇeśa in marathi

“Maṅgalamūrti Morayā” è un’acclamazione tradizionale del Maharashtra, spesso cantata come āratī (canto di offerta di luce). “Morayā” si riferisce al santo Morayā Gosāvī (XIV secolo), devoto di Gaṇeśa, ma è anche un epiteto del dio stesso. Il verso chiede benedizioni propiziatorie, chiudendo la sequenza con un tono di gioia e auspicio.

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