Hanuman Bahuk
Preghiera a Hanuman per la guarigione e la protezione
Una serie di versi devozionali in lingua braj, attribuiti a Tulsidas, che celebrano le gesta eroiche di Hanuman e lo invocano come soccorritore nei momenti di sofferenza, malattia e difficoltà. Il testo alterna lodi alla potenza del dio a suppliche accorate per ottenere guarigione e protezione.
Versi
Attraversa l’oceano, allevia l’ansia di Sita, il suo corpo ha lo splendore del sole, possiede braccia possenti e la sua terribile figura è come il dio della morte.
Verso 1
Brucia la fitta foresta di Lanka senza timore, con le sue braccia possenti; annienta l’orgoglio e la superbia dei potenti demoni, figlio del vento.
Verso 2
Dice Tulsidas: Egli è facilmente accessibile a chi lo serve, sempre vicino per il bene dei devoti. Lodando, inchinadosi, ricordando e recitando il suo nome, tutte le terribili sofferenze vengono dissolte. (1)
Verso 3
La sua forma è come una montagna d’oro, con lo splendore intenso di milioni di soli; il suo petto è ampio, le sue braccia come sbarre di ferro, le unghie come fulmini, il suo corpo adamantino.
Verso 4
I suoi occhi sono fulvi, le sopracciglia terribili, la lingua e i denti spaventosi; i suoi capelli sono come quelli di una scimmia, la coda ruvida, e annienta la potenza delle schiere malvagie.
Verso 5
Dice Tulsidas: Nel cuore di colui in cui risiede la terribile forma del figlio del vento, l’afflizione e il peccato non si avvicinano neppure in sogno. (2)
Verso 6
Egli è un eroe pari a quello dai cinque volti, a quello dai sei volti, a Bhrigu e ad altri grandi guerrieri, demoni e dèi, ed è abile in ogni battaglia.
Verso 7
Egli è un eroe fiero e valoroso, celebre per la sua sequenza di titoli; i Veda e i cantori lodano la sua gloria, adempiendo al suo voto.
Verso 8
Il Signore delle virtù, Raghunatha, lo proclama virtuoso; per la sua forza, il vasto oceano colmo d’acqua si agita.
Verso 9
Chi altri se non il Signore di Tulsidas, il nobile Rajput, figlio del vento, è il distruttore delle due schiere? (3)
Verso 10
Hanuman andò a studiare sotto il sole, ma il sole pensò che fosse un gioco da ragazzi e invertì la sua rotta.
Verso 11
Con gli ultimi passi si muoveva nel cielo con la mente assorta; non c’è errore nel suo cammino; tale è il gioco infantile del fanciullo scimmia.
Verso 12
Vedendo questo prodigio, i guardiani dei mondi, Hari, Hara e Brahma, ebbero gli occhi abbagliati e le menti stordite.
Verso 13
Sia la potenza dell’eroismo, sia la pazienza, sia il coraggio, dice Tulsidas, tutto questo è racchiuso in colui che possiede quel corpo. (4)
Verso 14
Nella battaglia del Mahabharata, il re delle scimmie era sullo stendardo del carro di Arjuna; al sentire il suo ruggito, l’esercito dei Kaurava fu sconvolto.
Verso 15
Drona e Bhishma proclamarono che il figlio del vento è un grande eroe, un oceano di spirito eroico, la cui forza è come un’immensa distesa d’acqua.
Verso 16
Per sua natura scimmiesca, nel gioco infantile, per il frutto del sole, i suoi balzi furono tali che persino il cielo sembrò ridotto.
Verso 17
Chinando ripetutamente il capo e giungendo le mani, i guerrieri si prostrano a lui; vedendo Hanuman, si ottiene il frutto della vita del mondo. (5)
Verso 18
Egli rese l’oceano come un’impronta di zampa di mucca, e portò Lanka come un falò di Holika, senza timore, creando scompiglio nella città nemica.
Verso 19
Prese la montagna Drona come per gioco, la sradicò e la gettò come una palla; tale fu il gioco della scimmia, e il frutto fu come un frutto di bel.
Verso 20
La crisi e la confusione del regno di Rama furono dissolte; il compito di ere divenne come un istante nel suo palmo.
Verso 21
Il Signore coraggioso e capace di Tulsidas, dal cui braccio i guardiani dei mondi furono nuovamente stabilizzati. (6)
Verso 22
Misurò il dorso della tartaruga con i suoi piedi, come se misurasse un recipiente colmo dell’acqua dell’oceano.
Verso 23
Divenne il distruttore dei demoni e la fortezza della salvezza; la dimora di grandi pesci e balene divenne il suo terreno di gioco.
Verso 24
Kumbhakarna, Ravana, le nuvole e il combustibile divennero il nutrimento; dice Tulsidas, il suo splendore divenne un potente fuoco.
Verso 25
Bhishma dice: A mio avviso, non c’è nessuno come Hanuman nei tre tempi né nei tre mondi che sia così potente. (7)
Verso 26
O messaggero del re Rama, nobile figlio del vento, figlio di Anjana, il tuo splendore è come il grande sole.
Verso 27
Tu rimuovi l’ansia di Sita, distruggi peccati e difetti, proteggi chi viene in rifugio, e sei caro come la vita a Lakshmana.
Verso 28
Sei diventato il distruttore dell’insopportabile miseria del dai dieci volti; ti sei manifestato come il rifugio dei tre mondi, o tesoro di Tulsidas.
Verso 29
Sei sapiente, virtuoso, potente, attento al servizio, un saggio signore; tale è Hanuman nel mio cuore. (8)
Verso 30
Egli distrugge le schiere dei malvagi, la sua forza è celebre nei mondi; i Veda cantano la sua gloria, ed egli libera i prigionieri degli dèi.
Verso 31
È abile nel dissipare le tenebre del peccato e dell’afflizione, come il sole che scioglie la brina; porta gioia al cuore-loto del devoto, come il sole del mattino.
Verso 32
Libero da dolore in questo mondo e nell’altro, neppure un sogno di afflizione; Tulsidas ha una sola speranza, appoggiata su di lui.
Verso 33
Egli è il diletto servo di Rama, la dimora di Vamadeva, il suo nome è l’albero dei desideri nell’età del Kali, il figlio di Kesari. (9)
Verso 34
Egli è il confine della grande forza, grandemente terribile, grande nell’arte dell’arco, grande eroe rinomato, scelto da Raghuvira.
Verso 35
Il suo corpo è duro come un fulmine, il suo ruggito in battaglia è fragoroso, la sua mente è colma di compassione, è giusto e paziente.
Verso 36
È come la morte per i malvagi, un protettore per i buoni; quando è ricordato, rimuove il dolore di Tulsidas.
Verso 37
Porta gioia a Sita, è amato dal Signore dei Raghu, è aiutante dei devoti, ed è il coraggioso figlio del vento. (10)
Verso 38
Come Brahma per la creazione, come Vishnu per la preservazione, come Shiva per la distruzione, come la luna per dare vita.
Verso 39
Come la terra per sostenere, come il sole per dissipare le tenebre, come il fuoco per asciugare, come la luna dai raggi freschi per nutrire.
Verso 40
Per punire i malvagi, per soddisfare i buoni, per implorare l’impurità, come il dolce Modaka.
Verso 41
Per rimuovere l’angoscia degli afflitti nei tre mondi, il signore di Tulsidas è l’ostinato Hanuman. (11)
Verso 42
Conoscendo la debolezza del servo, il signore di Janaki non si vergogna; il favorevole Shulapani si inchina al signore Hanuman.
Verso 43
Dei, dee, demoni diventano compassionevoli e giungono le mani; che cosa possono fare i poveri re e i mendicanti?
Verso 44
Sveglio, addormentato, seduto o parlando con gioia, chiunque abbia una sventura, quella è forte come un segno per lui.
Verso 45
Tutti i giorni sono buoni, ovunque vada, per colui che ha fiducia nel richiamo di Hanuman nel cuore. (12)
Verso 46
Con Anuga e Gauri, il favorevole Shulapani, tutti i guardiani del mondo, Lakshmana, Rama e Janaki gli sono favorevoli.
Verso 47
Non ha dolore in questo mondo né nell’altro, nei tre mondi; dice Tulsidas, che bisogno c’è di parlare d’altri eroi?
Verso 48
Tutti sono favoriti dal figlio di Kesari, il liberatore dei prigionieri; la sua fama è pura, l’oceano di compassione.
Verso 49
I saggi e i siddha compassionevoli lo proteggono come un bambino, colui nel cui cuore esulta il richiamo di Hanuman. (13)
Verso 50
O oceano di compassione, oceano di forza e intelligenza, oceano di gioia e gloria, oceano di virtù e conoscenza.
Verso 51
Sei la forma di Vamadeva, amico del re Rama; proferendo il tuo nome, si ottengono artha, dharma, kama e moksha.
Verso 52
Con la tua propria potenza, con la natura e il carattere del signore di Sita, sei il saggio Hanuman dei codici vedici e mondani.
Verso 53
In pensiero, parola e azione, in tutti e tre i modi, Tulsidas è tuo; tu sei il saggio signore. (14)
Verso 54
Il re delle scimmie rese accessibile (nel corpo) ciò che è inaccessibile (nella mente), e ordinò i compiti del grande re in modo grandioso.
Verso 55
O liberatore dei prigionieri degli dèi, ruggitore in battaglia, figlio di Kesari, di età in età, la tua fama risplende nel mondo.
Verso 56
O potente eroe, i santi si ritraggono al sentire la tua potenza volta verso Tulsidas; i malvagi ruggiscono.
Verso 57
O figlio di Anjana, correggi la mia rovina, come accade a coloro che sono stati favoriti da Hanuman. (15)
Verso 58
O gioiello supremo della sapienza, Hanuman, abiti sempre nel cuore dei devoti. Che è la mia rovina? Perché ti arrabbi con me? Io sono tuo.
Verso 59
O rapporto di signore e servo, ciò che è stato fatto lì, Tulsidas non ha scelta. Udendo la colpa, divento cauto per il futuro; ma la mia mente è sconfitta. (16)
Verso 60
Chi è stabilito da te non può essere destabilizzato neppure da Mahesha; chi stabilisce, la scimmia lo pone saldamente in casa. Coloro che sono favoriti da te, o amatore dei poveri, siedono trafiggendo i cuori dei nemici.
Verso 61
Tulsidas dice, ogni angoscia e preoccupazione svaniscono al suono del tuo nome, come una tela di ragno si rompe. Sono invecchiato, o potente, molte volte sono sconfitto e caduto; mi inchino molte volte. (17)
Verso 62
Attraversi l’oceano, distruggi grandi eroi, bruci Lanka come torce. Tu sei il leone in battaglia, il leone che fende i nemici simili a elefanti, bello e affascinante.
Verso 63
Chi è capace come te, o buon signore? Tulsidas soffre il calore dell’afflizione e del peccato. O scimmia, tu sei più grande dei khéchar, perché non lo prendi e lo avvolgi come un lva? (18)
Verso 64
Il distruttore di Aksha, come fuoco nella foresta, il volto del dai dieci volti diventa insostenibile a guardare. Come il ruggito delle nuvole, l’immobile, il leone contro l’elefante Kumbhakarna.
Verso 65
Il fuoco della gloria di Rama, la riva, il nemico, il diletto del vento. Dal peccato, dalla maledizione, dalle tre febbri, Tulsidas è sempre protetto da lui. (19)
Verso 66
Il mondo sa che colui favorito da Hanuman, o mente, considera e non dimenticare la sua parola.
Verso 67
O Tulsidas, se mai accade un errore nel servizio, o scimmia, ricorda la tua natura da signore e tralascia.
Verso 68
Considerandomi un colpevole, puniscimi in mille modi, ma se uno muore per il dolce, non ucciderlo con veleno.
Verso 69
O diletto del coraggioso vento, del signore Raghuvira, allevia rapidamente il dolore al braccio del grande eroe. (20)
Verso 70
Vedendo il bambino, o potente, lo hai fatto tuo fin dal principio; l’amico dei poveri ha mostrato grazia senza condizione.
Verso 71
La mia speranza è in te, o Tulsidas; la mia forza è solo tua, la mia speranza è tua, considerami tuo servo.
Verso 72
La terribile età del Kali ha reso tutti miserabili; vedi che il piede sulla testa? Rimuovilo.
Verso 73
O figlio di Kesari, ruggitore in battaglia, potente eroe, il dolore al braccio come la madre di Rahu, uccidilo colpendolo. (21)
Verso 74
O stabilizzatore dello sradicato, stabilizzatore dello stabile, sradicatore dello stabile, o figlio di Kesari, considera la tua stessa forza.
Verso 75
L’albero dei desideri dei servi di Rama, o messaggero di Rama, per me, debole e povero, tu sei l’unico sostegno.
Verso 76
O signore, sei potente sul capo di Tulsidas; anche senza colpa, o eroe, legami e uccidimi.
Verso 77
Il grande stagno di braccia, o potente, l’abitatore dell’acqua del dolore, afferra come una makari e strappagli il volto. (22)
Verso 78
Con l’amore di Rama, il coraggio di Rama, Lakshmana e Sita, con la devozione a Rama, rimuovi preoccupazione e difficoltà.
Verso 79
Vedendo l’oceano di malattie e afflizioni, sono esausto; o vita e Jambavan, la mia speranza poggia su di te.
Verso 80
Salta, o compassionevole, Tulsidas dal monte dell’amore; sedendo su un buon pendio, considera.
Verso 81
O grande eroe, fiero, perché non il dolore al braccio del povero? Colpisci e spezza come Lankini con un calcio? (23)
Verso 82
In questo mondo e nell’altro, nei tre mondi, non si vede nessuno capace come te; guarda in tutte e quattro le direzioni.
Verso 83
O Signore, il karma, il tempo, i guardiani del mondo, l’intero intreccio degli esseri, mobili e immobili, tutto è nelle Tue mani: considera la Tua stessa grandezza.
Verso 84
Un Tuo speciale devoto; la Tua dimora è nel suo cuore. Ecco, quel devoto, Tulsi, appare gravato da grande sofferenza.
Verso 85
Il dolore al braccio, nato dal vento (vāta) alla radice, come un rampicante di kapikacchu, è cresciuto completamente; estirpalo con il Tuo gioco di scimmia.
Verso 86
Fidando nel tremendo Kamsa, re della terra, che paura può avere Baki, sorella di Bakasura, di chiunque?
Verso 87
Essa è terribilissima, uccisrice di bambini, indescrivibile; con la forza del braccio ridurrà in polvere i bei bambini piccoli.
Verso 88
È venuta travestita; pensa e osserva da te. Il peccato di tutti ricadrà sul virtuoso che l’accoglie.
Verso 89
Come la demone Putana fu uccisa dal dio-scimmia, così il dolore al braccio di Tulsi, o Mahavira, morirà ucciso da Te.
Verso 90
È cosa del destino, o del tempo, o dell’ira, o dei tre umori? Questo soffrire è terribile, fatto di peccato, angoscia e ombra d’inganno.
Verso 91
Dagli inganni delle azioni passate o da erbe magiche e incantesimi? Se ne vada quella peccatrice immonda che alberga nella mente impura.
Verso 92
Riceverai la punizione, te lo dico chiaramente; non esser folle, riconosci la parola del Signore delle Scimmie.
Verso 93
Per l’autorità di Hanuman il potente, per il giuramento di Mahavira, il dolore al braccio non rimanga.
Verso 94
Con la forza hai annientato Simhika, con l’astuzia hai vinto l’inganno di Surasa, hai atterrato Lankini e devastato il giardino.
Verso 95
Hai incendiato Lanka, hai squarciato più volte Makari, hai catturato i demoni e li hai ridotti in polvere.
Verso 96
Hai spezzato lo strumento di morte, hai domato l’orgoglio di Mandodari, la regina di Ravana, e hai annientato Meghnad.
Verso 97
O Mahavira, hai completamente respinto l’assalto dei dolori al braccio; quale esitazione vi è mai? Il peso della pena di Tulsi è grande.
Verso 98
O Eroe, i Tuoi giochi infantili, uditi, fanno tremare anche i coraggiosi; Indra, il Sole e Rahu perdono la cognizione del corpo.
Verso 99
Nel Tuo braccio abitano sereni tutti i guardiani del mondo; chi pronuncia il Tuo nome non conosce più affanno.
Verso 100
Conciliazione, doni, discriminazione, persino le prescrizioni dei Veda e le scritture non hanno successo; solo nella mano del Re delle Scimmie è il rimedio supremo.
Verso 101
Per molti giorni è rimasto il dolore al braccio di Tulsi; esso è un insegnamento per la pigrizia, l’ira e lo scherno.
Verso 102
Come un mendicante vaga di casa in casa per un tozzo, o misericordioso protettore dei devoti, custodiscimi e nutrimi come un fanciullo.
Verso 103
O valoroso figlio di Anjani, hai fatto ogni cosa con cura; Tu non dimentichi i Tuoi, e io ho fiducia.
Verso 104
Ti ho messo alla prova in ogni modo; oggi sei potente in tutto. O Re delle Scimmie, dico il vero: chi nei tre mondi è uguale a Te?
Verso 105
Il Tuo servo patisce il castigo e Tu lo guardi come uno scherzo; la morte di un uccelletto è un gioco per i bambini.
Verso 106
Per i miei stessi peccati, o per i tre tormenti, o per maledizioni, è cresciuto il dolore al braccio; non si può più sopportare.
Verso 107
Medicine molteplici, yantra, mantra, incantesimi ho usato; ho onorato gli dèi, ma il dolore aumenta.
Verso 108
Creatore, Sostenitore, Distruttore, karma e tempo: chi nella rete del mondo non è sottomesso a loro?
Verso 109
Tulsi è Tuo servo; Tu sei stato detto mio, o messaggero di Rama. Il Tuo indugio, o Eroe, mi affligge più del dolore stesso.
Verso 110
Messaggero del Re Rama, nobile figlio di Vayu, forte di mano e di piede, sostegno di chi è privo di aiuto.
Verso 111
Il Tuo splendido glorioso nome è cantato dai Veda; Ravana, quel guerriero, cadde per un colpo del Tuo pugno.
Verso 112
O Signore tanto grande e potente, sia oggi la Tua grazia; il Tuo devoto soffre in parola, mente e corpo.
Verso 113
Piccolo è il dolore al braccio, grande è la vergogna di Tulsi. Qual peccato, quale ira, quale scomparsa della Tua gloria manifesta?
Verso 114
Dee e dèi, demoni e umani, muni, siddha, nāga, e tutti gli esseri, piccoli e grandi, coscienti e inconsapevoli:
Verso 115
Putana, la pisacini, la jatudhani e i demoni malvagi chinano il capo e accettano il comando del messaggero di Rama.
Verso 116
Terribili yantra, mantra, inganni, frodi, malattie crudeli e possessioni, udendo l’ordine di Hanuman, abbandonano la loro dimora.
Verso 117
AdiraTi contro il karma, illumina Tulsi, e punisci coloro che recano colpa e dolore.
Verso 118
Per la Tua forza le scimmie vinsero la battaglia contro Ravana; per la Tua potenza i demoni divennero fuggiaschi di casa in casa.
Verso 119
Per la Tua forza fu stabilito il regno di Rama e compiute tutte le opere degli dèi; ogni assemblea e ornamento del Signore dei Raghava ne fu allietato.
Verso 120
Udendo il canto delle Tue virtù, i celesti hanno un brivido; si inumidiscono gli occhi di Brahmā, di Hari e di Hara.
Verso 121
O Signore delle scimmie, passa la Tua mano sul capo di Tulsi; che non si veda alcun servo infelice al Tuo cospetto, neppure il più umile.
Verso 122
Vivo delle Tue briciole; anche se ho mancato, non far silenzio; io sono polvere del valore di due cauri, guarda nella mia direzione.
Verso 123
O Signore, all’alba Tu Ti adiri per piccole colpe; dopo avermi nutrito, rallegrato e fatto Tuo, non allontanarmi.
Verso 124
Tu sei l’acqua, io l’animale che vive nell’acqua; Tu sei la madre, io il figlio piccolo. Se non è così, considera l’indugio: il mio sostegno è Te.
Verso 125
Sapendo che il tuo devoto è in difficoltà, riconoscendo il suo amore, avvolgi la tua coda attorno al braccio di Tulsidas.
Verso 126
Sono circondato da malattie, cattivi influssi e maledizioni, come nuvole scure che si addensano in un giorno di pioggia e si precipitano.
Verso 127
La pioggia di dolore brucia come la vegetazione nel deserto, senza ira, senza colpa, fumo e fuliggine oscurano tutto.
Verso 128
O tesoro di compassione, Hanuman, di grande forza, guardando, ridendo, gridando e soffiando, hai disperso quegli eserciti.
Verso 129
Tulsidas sarebbe stato divorato da terribili malattie e demoni, ma il figlio di Kesari lo ha protetto, mostrando la sua eroica potenza.
Verso 130
O Hanuman, servitore di Rama, o Signore, sii sempre propizio e benevolo.
Verso 131
Mi hai allevato come un bambino, come un ragazzo, da te ho avuto ogni felicità e gioia, come da padre e madre.
Verso 132
Il dolore al braccio, lo grido al protettore del braccio, angosciato, dimentico di ogni gioia.
Verso 133
O glorioso Raghubira, allontana questo dolore, io rimarrò alla tua corte, anche se prostrato e paralizzato.
Verso 134
Ho fatto l'ascia del tempo e la durezza del karma, l'influenza dei peccati, la natura selvaggia e folle.
Verso 135
Il dolore e la cattiva condizione non si sopportano né di giorno né di notte, quel braccio che era stato preso è rimasto come uno stelo scosso dal vento.
Verso 136
Tulsidas ha portato il tuo albero, guardando l'acqua, lo ha annaffiato, ma è diventato appassito e arido.
Verso 137
O tesoro di misericordia, riguardo ai fantasmi, a me stesso, agli altri, tu conosci le abitudini di tutti, o Rama.
Verso 138
Dolore ai piedi, dolore al ventre, dolore al braccio, dolore alla bocca, tutto il corpo è infranto e pieno di dolore.
Verso 139
Dei, spiriti, antenati, karma malvagio, tempo, pianeti, mi hanno oppresso come un fuoco devastante.
Verso 140
Io sono stato venduto senza prezzo, fin dall'infanzia, ho preso rifugio nel nome di Rama, scritto sulla mia fronte.
Verso 141
Il servitore del figlio di Kumbha è angosciato, annega nelle impronte dei buoi; ah, o Re Rama, come è accaduta questa condizione?
Verso 142
Bahuka e Subahu, il vile Marica, insieme, dolore alla bocca, Ketuja, malattie maligne, demoni.
Verso 143
Ho praticato il canto del nome di Rama con amore, cosa può farmi il tempo, i messaggeri di morte o i fantasmi?
Verso 144
Ricordo l'aiuto di Rama e Lakshmana, quei due nomi, di fronte ai cui eserciti tutto il mondo trema.
Verso 145
Tulsidas, ricordando il potente guerriero che uccise Tadaka, ha scoccato frecce che hanno trafitto il baniano.
Verso 146
Fin dall'infanzia, con mente semplice, mi sono rivolto a Rama, prendendo il nome di Rama, chiedendo l'elemosina e mangiando bocconi.
Verso 147
Sono caduto nelle abitudini del mondo, ma il santo amore per Rama mi ha legato, e sono seduto in obbedienza.
Verso 148
Praticando azioni imperfette, mi sono avvicinato, il figlio di Anjana mi ha purificato, sono maturato nella protezione di Rama.
Verso 149
Tulsidas è diventato un servo del Signore, ha dimenticato i giorni difficili, ora ne riceve il frutto, nella piena maturazione.
Verso 150
Privo di cibo e vestiti, immerso in grande tristezza, vedendolo povero e debole, nessuno dice ahimè.
Verso 151
Tulsidas, l'orfano, è stato reso non orfano da Raghunatha, ha dato il frutto secondo la sua natura, oceano di virtù.
Verso 152
Questo vile ha ottenuto un padrone in mezzo a queste sofferenze, abbandonando la devozione al Signore con parole, mente e corpo.
Verso 153
Perciò il corpo viene tormentato con terribili e continui dolori, e stilla goccia a goccia il sale del nome di Rama.
Verso 154
Vivrò come devoto del Signore di Janaki, e per morire la mia città santa è Varanasi, l'acqua del Gange.
Verso 155
Tulsidas ha in entrambe le mani dolci in questo luogo, né da vivo né da morto i bambini si preoccuperanno.
Verso 156
Tutti mi chiamano falso o vero devoto di Rama, ma nella mia mente non c'è né Hara né Hari.
Verso 157
Un grande dolore insopportabile mi rende inquieto nel corpo, ma senza Raghubira non posso allontanarlo.
Verso 158
Il Signore Sita-pati, l'aiuto di Hanuman, sempre benevolo, e il grande Mahesha come consigliere benefico.
Verso 159
Con mente, parole e corpo, mi rifugio ai tuoi piedi, confidando in te, o Signore, non conosco altro dio.
Verso 160
Malattie, sofferenze nate da spiriti, opposizioni di qualche malvagio, calma tutto questo, sapendo che Tulsidas è il tuo devoto.
Verso 161
O signore delle scimmie, signore di Rama, signore di Bhola, signore degli spiriti, perché non si getta via l'oceano di malattie?
Verso 162
Dico a Hanuman il saggio, al signore Rama, al tesoro di misericordia, a Shankara, ascoltate attentamente.
Verso 163
Gioia e tristezza, amore e ira, virtù e difetti, tutto questo è creato da Brahma e si vede nel mondo.
Verso 164
Maya, vita, tempo, karma, natura, l'agente è Rama, dicono i Veda, pensa a questo come vero.
Verso 165
Nulla è impossibile per te, o Signore, spiegami; anch'io rimango in silenzio, conoscendo questo, comprendi.
Verso 166
Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)
Tuesday (Mangalwar) & Saturday (Shaniwar)
Morning Puja or Evening Twilight (Sandhya)
Sindoor, Jasmine oil, Tulsi garland, Boondi/Laddoo & Betel leaf (Paan)
- Unshakeable courage, physical vitality (Bala), and protection from evil energies
Contesto
Questo componimento fa parte della tradizione devozionale legata al ciclo epico del Ramayana ed è tradizionalmente attribuito a Tulsidas (XVI secolo), uno dei più grandi poeti-santi dell'India settentrionale. Conosciuto come Hanuman Bahuk, è una raccolta di versi in lingua braj che viene recitata o cantata come preghiera di guarigione e protezione, specialmente per alleviare sofferenze fisiche e spirituali. La sua origine è legata alla credenza che Tulsidas, colpito da un dolore lancinante al braccio, abbia composto questi versi invocando l'intervento di Hanuman, il dio scimmia devoto a Rama.
Su questo Testo
Composto da: Goswami Tulsidas · Medieval Bhakti Poet-Saint · 16th century, Awadh & Varanasi (North India)
A Sanskrit and Awadhi poet-saint best known for the Ramcharitmanas, his Awadhi retelling of the Ramayana. Tradition holds he faced years of hardship and wandering before settling in Varanasi, where he composed most of his other major works, including the Hanuman Chalisa and Vinaya Patrika, as devotional offerings to Rama and Hanuman.
Lo sapevi?
Autore
Tulsidas (1532–1623), il celebre poeta-santo autore del Rāmcaritmānas, compose l’Hanuman Bahuk mentre soffriva di un lancinante dolore al braccio. La tradizione vuole che la recitazione di questo inno lo abbia guarito, e da allora il testo è considerato un potente mezzo di sollievo dalle sofferenze fisiche.
Struttura e lingua
Il poema è formato da 44 strofe (chiamate bahuk) in awadhi e braj bhasha, due dialetti dell’India settentrionale. Ogni strofa alterna lodi delle gesta di Hanuman (come il salto sull’oceano o l’incendio di Lanka) a suppliche accorate, con un ritmo serrato che riflette l’urgenza del devoto.
Contesto devozionale
L’opera è un esempio di bhakti (devozione) intensa e personale: Tulsidas si rivolge a Hanuman come a un signore potente e insieme come a un padre premuroso. Il dolore al braccio diventa metafora di ogni sofferenza umana, e la fede in Hanuman viene presentata come l’unica ancora di salvezza.
Simbolismo e guarigione
Nel testo, il braccio malato (bāhupīr) è descritto come oppresso da demoni, pianeti e karma. Tulsidas invoca Hanuman perché lo “sradichi” come fece con gli alberi di Lanka o con i demoni. La poesia è ancora oggi recitata per ottenere protezione da malattie, paure e ostacoli, specialmente in contesti di guarigione spirituale.
Eredità
L’Hanuman Bahuk unisce elementi devozionali e tantrici, ed è uno dei testi più amati tra i devoti di Hanuman nell’India settentrionale. Viene spesso recitato in momenti di crisi, e la sua efficacia è attribuita alla forza della fede e alla potenza del nome di Hanuman.
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