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Embroidered artwork for Il Pasayadana: Embroidered Om symbol above a brass diya, marigolds and a temple spire at sunrise

Il Pasayadana

Il Pasayadana

Il Pasayadana è una celebre preghiera di benedizione universale composta dal santo e poeta marathi Dnyaneshwar (XIII secolo) come conclusione della sua opera principale, lo Dnyaneshwari, un commento alla Bhagavad Gita. In questi versi, il santo chiede pace, armonia e prosperità per tutti gli esseri.

Versi

Ātāṃ Vishvātmake Deve, Ieṇe Vāgiagñe Toshāve, Toshoni Magia Diāve, Pasāiadāna He
Aata Vishwatmake Deve, Yene Vag-Yagye Toshave, Toshoni Maj Dhyave, Pasayadaan He

Verso 1

Ge Khal̤āṃci Viaṃkaṭī Sāṃḍo, Taiā Satkarmī Ratī Vāḍho, Bhūtāṃ Paraspare Giaḍo, Maitra Gīvāṃce
Je Khalanchi Vyakati Sando, Taya Satkarmi Rati Vadho, Bhootan Paraspare Jado, Maitra Jeevanche

Verso 2

Duritāṃce Timira Giāvo, Vishva Svadharma Sūrie Pāho, Gio Ge Vāṃcīla To Te Lāho, Prāṇigiāta
Duritanche Timir Jaavo, Vishwa Swadharma Soorye Paaho, Jo Je Vanchhil To Te Laaho, Pranijaat

Verso 3

Varshata Sakal̤a Maṃḍal̤ī, Īshvaranishṭhāṃcī Māṃdiiāl̤ī, Anavarata Bhūmaṃḍal̤ī, Bheṭatu Bhūtā
Varshata Sakal Mandali, Ishwarnishthanchi Mandiyali, Anavarat Bhoomandali, Bhetatu Bhoota

Verso 4

Cialā Kalpatarūṃce Ārava, Cetanāciṃtāmaṇīṃce Gāva, Bolatī Ge Arṇava, Pīiūshāṃce
Chala Kalpataroonche Aarav, Chetana Chintamaninche Gaav, Bolati Je Arnav, Peeyooshanche

Verso 5

Ciandrameṃge Alāṃciana, Mārtaṇḍa Ge Tāpahīna, Te Sarvāhī Sadā Saggiana, Soiare Hotu
Chandrame Je Alaanchhan, Martand Je Taapheen, Te Sarvahi Sada Sajjan, Soyare Hotu

Verso 6

Kiṃbahunā Sarva Sukhī, Pūrṇa Hovoni Tihīṃ Lokī, Bhagigio Ādipurushīṃ, Akhaṇḍita
Kimbahuna Sarva Sukhee, Poorna Hovoni Tiheen Lokee, Bhajijo Aadi Purusheen, Akhandit

Verso 7

Āṇi Graṃthopagivīie, Visheshī Lokī Iie, Dṛshṭādṛshṭavigiaie, Hoāvegī
Aani Granthopajiveeye, Visheshee Lokee Iye, Drishtadrishta Vijaye, Hoavejee

Verso 8

Ietha Mhaṇe Shrī Vishveshvarāvo, Hā Hoīla Dānapasāvo, Ieṇe Vare Gñānadevo, Sukhiiā Giālā
Yeth Mhane Shree Vishweshwaraavo, Ha Hoeel Daan Pasaavo, Yene Vare Gyanadevo, Sukhiya Jhala

Verso 9

Worship Guidelines & Chanting Benefits (Phalashruti)

Auspicious Day

Daily or auspicious lunar days (Ekadashi, Purnima, Pradosham)

Best Time (Muhurta)

Brahma Muhurta (4:00 AM – 6:00 AM) or Evening Dusk (Sandhya)

Sacred Offerings

Ghee lamp (Deepa), Incense (Dhoopa), Fresh flowers & Water offering

Spiritual Benefits (Phalashruti)
  • Peace of mind, spiritual upliftment, and harmonious energy in the home

Contesto

Questo testo fa parte della tradizione devozionale Varkari del Maharashtra, India. Viene recitato tradizionalmente alla fine della lettura dello Dnyaneshwari o come preghiera quotidiana per il benessere di tutti. La sua semplicità e profondità lo hanno reso uno dei brani più amati della letteratura spirituale indiana.

Su questo Testo

Composto da: Sant Dnyaneshwar · Medieval Warkari Poet-Saint · 13th century, Maharashtra

A Marathi philosopher-saint who, tradition holds, composed the Dnyaneshwari — a celebrated Marathi commentary on the Bhagavad Gita — in his teens. He is considered a foundational figure of the Warkari (Vitthal-devotee) tradition of Maharashtra, and his Pasaydan is recited to this day as a universal prayer for the wellbeing of all beings.

Lo sapevi?

Autore e contesto storico

Questa preghiera, nota come Pasayadan („dono di grazia“), fu composta da Sant Dnyaneshwar (1275–1296) come conclusione del suo celebre commento alla Bhagavad Gita, lo Jñāneśvari. Dnyaneshwar aveva appena 16–17 anni quando scrisse l’intera opera, e questo inno finale è considerato il suo testamento spirituale, una delle suppliche più amate della tradizione devozionale marathi.

Struttura poetica

Il testo è composto in ovi, una forma metrica tradizionale marathi caratterizzata da versi di lunghezza variabile e rime interne. Le 9 strofe del Pasayadan alternano ritmi fluidi e ripetizioni, creando un effetto liturgico che invita alla meditazione collettiva.

Contenuto universale

A differenza di molte preghiere settarie, il Pasayadan chiede il bene di tutti gli esseri senza distinzione: la rimozione del male, l’aumento delle buone azioni, l’amicizia tra le creature e la realizzazione dei desideri di ogni forma di vita. È un inno alla pace e all’armonia cosmica.

Immagini simboliche

Dnyaneshwar usa metafore potenti tratte dalla tradizione indiana: l’albero dei desideri (kalpataru), la pietra filosofale (cintamani), l’oceano di nettare, la luna senza macchia e il sole senza calore. Queste immagini rappresentano la grazia divina che soddisfa ogni bisogno spirituale e materiale.

Uso liturgico e popolarità

Il Pasayadan viene recitato quotidianamente da milioni di devoti in Maharashtra, specialmente dopo la lettura dello Jñāneśvari o durante i raduni devozionali (kirtan). È considerato un dono di benedizione (pasayadan) che il santo offre a tutti i cercatori.

Firma del poeta

L’ultima strofa attribuisce la preghiera a „Shri Vishveshwar“ (Signore dell’universo) e afferma che con questo dono Dnyaneshwar stesso divenne felice. È un tocco umile e personale che chiude l’opera con un senso di compimento e gratitudine.

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